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Venerdì 29 marzo prossimo, a partire dalle ore 19.00, all’Agorà Morelli (via Domenico Morelli 61/A, Napoli) si chiude “in spettacolo” la campagna di crowdfunding #accompagniamoli, la maratona solidale volta a fornire ai piccoli ospiti della Casafamiglia Oikos (bambini accolti in struttura perché vittime di violenze, abusi o provenienti da situazioni di disagio) un nuovo veicolo per accompagnarli nelle attività di tutti i giorni.
Sarà anche l’occasione per festeggiare i 20 anni di attività della casa famiglia, che nel marzo del 1999 accoglieva il suo primo bambino.
Giocolieri, trampolieri, artisti allieteranno la serata, arricchita ulteriormente dalla partecipazione della compagnia “Il Teatro nel Baule”. Durante la serata, presentata dalla giornalista del Mattino Giuliana Covella, previsti gli interventi del sindaco di Napoli Luigi de Magistris, dell’Assessore al Welfare Roberta Gaeta e le testimonianze dei volontari che si sono avvicendati in questi lunghi anni per sostenere i bimbi accolti in casa.
L’evento, realizzato grazie al fondamentale supporto di Agorà Morelli che ha messo a disposizione gratuitamente i suoi spazi, chiude anche la raccolta lanciata negli scorsi mesi sulla piattaforma Meridonare (visitabile al sito https://www.meridonare.it/progetto/accompagniamoli), che sarà aperta fino al 30 marzo. Sul posto sarà possibile effettuare donazioni direttamente in teca.

di Francesca Marra

Stefania Crimaldi guida il circolo da 22 anni tra iniziative culturali, progetti sociali e attività agonistiche. «Il nostro club è un luogo aperto, sogno di aprirlo anche in periferia».

Sulla collina di Posillipo, tra via Petrarca e via Manzoni c’è un piccolo angolo di paradiso, dove si respira aria di sport e cultura. È il Tennis Club Petrarca che con 50 anni di attività alle spalle riesce a dare lustro a uno sport spesso snobbato dai più piccoli ma che negli ultimi anni sta sfornando talenti nazionali e giovani promesse. Tutto questo grazie a una combinazione di più fattori: l’amore per la disciplina, il forte connubio con le arti, il senso di comunità e una Presidente che dedica, ogni giorno, anima e corpo al circolo e ai suoi iscritti.

Stefania Crimaldi, alla guida del Tennis Club Petrarca da 22 anni, ci apre le porte del circolo, un po’ come fosse casa sua. «Qui sono passati tantissimi ragazzi, figli di soci, che sono diventati bravi tennisti. Ricordo che a molti di loro cambiavamo i pannolini negli spogliatoi, adesso calcano i campi del tennis che conta, nazionale e internazionale». Atteggiamento fiero ma allo stesso tempo familiare quello della Presidente che ci racconta quanto sia cambiato il tennis negli ultimi 20 anni. 

«Quando ho cominciato a frequentare il circolo l’ho fatto assieme ai miei figli. A quei tempi in tutti i club italiani c’era un’autogestione lasciata agli utenti. Solo grazie ad Angelo Binaghi, il presidente della Federazione Italiana Tennis dal 2001, la FIT ha subito una riorganizzazione mai vista prima. Oggi c’è un concetto d’impresa e una visibilità mediatica che hanno dato nuovo lustro alla gestione di questo sport. Adesso è un piacere ricoprire un ruolo al vertice».

La storia del tennis club Petrarca comincia circa 50 anni fa quando alcuni soci e amici guidati da Roberto Varini decisero di acquistare un piccolo terreno sulla collina del Parco Lamaro, a confine con via del Marzano per costruirvi due campi da tennis e un gabbiotto per gli spogliatoi. Adesso la struttura vanta quattro campi in terra rossa e un campo polivalente in erba sintetica, adatto anche al calcio a cinque, una moderna palestra con attrezzi professionali, una sauna, un ottimo ristorante, e il roof garden che d’estate diventa solarium con vista mozzafiato sul golfo. 

In ogni angolo del circolo Petrarca si respira aria di sport ed è stata proprio grazie a questa che Crimaldi ha deciso di diventarne la Presidente. «Lo sport è sempre stata la mia passione, ciò che mi piace di più di questo mondo? Voler sempre migliorare, superare ogni giorno i propri limiti. È questo ciò che i nostri maestri insegnano ai tennisti: l’attività agonistica permette di ottenere miglioramenti lenti ma costanti».

Questo atteggiamento di sfida con se stessi, l’attività agonistica basata sulle prestazioni individuali identificano il tennis come uno sport “solitario”, ma per Crimaldi non è così. Gli iscritti vivono la vita del circolo a 360 gradi, grazie agli allenamenti e a tutte le attività collaterali organizzate per rafforzare lo spirito di gruppo. «A me piace il confronto con l’esterno, il circolo, a dispetto del nome, deve essere un luogo aperto, pronto al confronto costante con l’esterno» per questo cura personalmente eventi a cadenza mensile, da quelli culturali, ai musicali, fino alla pittura. «A febbraio sarà allestita una mostra di Fausto Tafone, che ha esposto anche al Palazzo delle Arti di Napoli. L’inaugurazione sarà anche l’occasione per presentare il nuovo album di Massimo Cancemi dal titolo Sei mia».

Non solo cultura ma anche sociale. La Presidente ha messo a punto alcuni progetti sul tennis destinate alle scuole di Napoli. «Il mio più grande sogno è aprire una scuola di tennis in periferia. Dà lì arrivano le più grandi soddisfazioni e sono certa che, se solo avessero la possibilità, i ragazzi dell’hinterland sarebbero grandi campioni perché in loro vedo la fame di vittoria come forma di riscatto sociale. Vuole un esempio? Antonio Luise, nato tennisticamente in un circolo di San Pietro a Patierno, è diventato oggi il leader della squadra, quello che aggrega, quando gioca esalta se stesso e il pubblico, è un torero, un ragazzo di sangue caldo. Nelle periferie di Napoli vorrei il mio circolo, non solo in mezzo ai signori».

 


 

LE SFIDE DEL TENNIS CLUB PETRARCA

Il Tennis club Petrarca da qualche anno, grazie alla gestione Crimaldi, sta ottenendo importanti risultati in termini agonistici, grazie soprattutto ai loro maestri di tennis, il responsabile settore agonistico Luigi Esposito, i tecnici nazionali, istruttore di I Livello Luca Listone e Fortunato Esposito, gli istruttori di II Livello PF2 Andrea Ippolito e Luigi Chiaiese. 
La punta di diamante è la squadra maschile under 16 che nello scorso campionato ha fatto l’impresa raggiungendo la Serie B. «Ho voluto fortemente questa competizione – ha spiegato la presidente Stefania Crimaldi -, mi sentivo che avevamo gli atleti giusti nel momento giusto». La squadra composta da Jose Samuel Arauzo Martinez, Costantino Consiglio, Andrea De Maria, Vincenzo Garbato, Sergio Martos Gohnes, Antonio Luise, Giovanni Motta, Fabrizio Rossini ha entusiasmato tutti. «I soci e gli atleti che frequentano il circolo hanno seguito tutte le sfide dei ragazzi, supportandoli con un tifo mai visto. È questo che rende il Petrarca una grande famiglia». Adesso gli Under 16 partenopei stanno gareggiando per un posto in A. «È molto dura questa sfida, ma noi crediamo nei sogni».
Come quello di Federica Sacco, iscritta al club dall’età di tre anni. È pluricampionessa italiana, ha vinto il titolo per sei anni consecutivi, l’ultimo in casa. «Eppure – continua Crimaldi -, dopo esperienze internazionali come i Roland Garros, ha deciso di rimanere a Napoli. È questo lo spirito e la determinazione che insegniamo agli atleti del nostro circolo». Federica si allena tutti i giorni e gareggia ancora portando stampato sul cuore il gagliardetto del tennis club Petrarca.  

Di Laura Caico

Chirurgo e imprenditore, il prof. è il promotore dello spazio polifunzionale del Lanificio 25. Un centro culturale e di intrattenimento che ha riqualificato un’antica area urbana ormai degradata. Minacciato di morte, non si arrende. «Denunciate, tutti uniti per il rilancio della città».

Un napoletano doc. Franco Rendano, classe 1949, già allievo della Scuola Militare Nunziatella di Napoli, docente di chirurgia al Policlinico di Napoli, Socio fondatore della Società Italiana di Chirurgia Oncologica, autore di oltre 200 lavori scientifici su tutti i principali settori della chirurgia generale, è un volto ben conosciuto non solo negli atenei e nelle cliniche internazionali più all’avanguardia ma anche nell’intrattenimento cittadino. Ideatore del concept store Trip in via Martucci a Napoli, location civettuola e mondana frequentata da un pubblico eterogeneo, è stato il promotore dello spazio polifunzionale del Lanificio 25 a Porta Capuana, antica area urbana di Napoli, in cui ha organizzato mostre artistiche, concerti, incontri culturali.

Professore, come mai questi due ambiti così diversi?

Ho profuso energie e impegnato risorse nella mia vita professionale per cercare terapie chirurgiche innovative che alleviassero le sofferenze dei pazienti, per cui sono stato il primo in Italia nel 1990 a eseguire la colecistectomia laparoscopica (ad oggi ne ho eseguite oltre 4mila su 25mila interventi di chirurgia generale e oncologica), ma alla base del mio interesse per la socialità vi è la medesima considerazione del rapporto umano, della partecipazione alla vita della collettività. Inoltre, sono sempre stato curioso del mondo della cultura e dell’arte e devo ringraziare i miei genitori che me ne hanno fatto apprezzare il ruolo fondamentale che devono avere nella crescita di un individuo e nella sua vita.

Sono trascorsi ormai undici anni dall’apertura del Lanificio, qual è il suo bilancio?

Senz’altro positivo grazie alla sinergia con il quartiere, con gli appassionati d’arte, con i soci e i simpatizzanti e alla competenza dei direttori artistici. Al Lanificio25 si sono svolti più di mille eventi “senza frontiere” in un caleidoscopio che miscelava rassegne sperimentali di teatro e cinema, tavole rotonde su argomenti scientifici, culturali e di attualità varia, eventi musicali, vernissage, incontri con filosofi e letterati, presentazione di libri.  Il nostro pubblico è sempre appartenuto a diverse fasce sociali e a diverse generazioni perché volevamo rivitalizzare la zona di Porta Capuana, pregnante di storia ma soggetta a un lento disfacimento. La nostra attività nell’ambito dell’ex Lanificio, ancor prima Insula Monastica di Santa Caterina a Formiello, ha attirato altre iniziative artistiche e culturali e tanti artisti che vi si si sono installati permettendoci di avviare una rigenerazione urbana partecipata, ma abbiamo infastidito qualcuno.

A tale proposito, recentemente lei è stato oggetto di minacce…

Nei mesi scorsi mi è stata recapitata a casa una busta in cui mi si intimava volgarmente di abbandonare il Lanificio con una esplicita minaccia di morte. Nella busta c’era un proiettile inesploso! Ho taciuto a lungo sulla gravissima intimidazione per non intralciare le indagini di Polizia e Carabinieri ma adesso posso parlarne e non esito a dire che (in particolare dopo l’attentato all’amico Gino Sorbillo che proprio al Lanificio25 aveva realizzato uno show cooking sulla pizza fritta) è forte la paura di tornare a frequentare quei luoghi e, pur non volendo abbandonare Porta Capuana, non posso rischiare la vita della mia famiglia.

Qual è stata la reazione della città?

Ho avuto espressioni di solidarietà da centinaia di amici ed estimatori delle nostre attività. La cosa che ho notato in tutti è stato un sentimento di paura poiché ci si rende conto che se hanno potuto colpire un professionista impegnato in un’attività pubblica di promozione della cultura e dell’arte, nessuno è immune da azioni minatorie malavitose. Ritengo sia molto importante il vostro interesse per queste vicende. L’azione dei media di divulgazione non solo può scoraggiare i malintenzionati, ma può dare coraggio a chi si sente debole, non protetto ed è intimorito a sporgere denuncia per le minacce subite.

La sua, come quella di tanti altri imprenditori, ormai è una missione…

Cerco solo di rendermi utile in molte attività di promozione della nostra città, in qualità di presidente del Coordinamento I Love Porta Capuana che si occupa del recupero di questa meravigliosa parte di Napoli e di vice presidente dell’associazione Amici Del Museo Di San Martino. Fare impresa a Napoli per vederla crescere e al tempo stesso valorizzare questa splendida città dovrebbe essere la missione di tutti noi!

 


LANIFICIO 25

Il Lanificio25 in Piazza Enrico De Nicola n.46, sorge all’interno della quattrocentesca Insula di Santa Caterina a Formiello che, dal periodo dinastico dei Borbone fino all’Unità d’Italia, era un’accorsata fabbrica di lana nella quale lavoravano oltre 600 operai. Dal 2006 è sede della no Profit Carlo Rendano Association che in 11 anni di attività l’ha dotata di un ampio ventaglio culturale, organizzandovi oltre mille eventi. Questo fantastico trait-d’union fra tradizione e avanguardia attira fondazioni pubbliche e private, associazioni culturali ed artisti che danno il loro contributo per valorizzare l’area secolare di Porta Capuana, aderendo al progetto di rigenerazione urbana partecipata ideato dal prof. Franco Rendano sulla scia delle ex aree industriali e portuali di New York e Londra, nonché dei quartieri multietnici di Parigi, dove le metamorfosi urbanistiche contemporanee hanno portato all’abbandono di intere aree che, riqualificate, hanno attirato artisti, pittori e musicisti che, con la loro attività, hanno recuperato i quartieri degradati.

GENTE CHE CI CREDE – domenica 31 Marzo
Chiosto S. Domenico – NAPOLI dalle 10.00 alle 18.00, ingresso libero

Sarà una grande festa per noi tutti, per i produttori e i nostri clienti che ci sostengono e che danno senso al nostro lavoro. Sarà una domenica per incontrarci e nello stesso tempo un evento legato al tema della legalità e di tutti quei comportamenti virtuosi di chi, scegliendo la strada più etica, può aiutare l’ambiente e la società intera. 

Obiettivo dell’evento:
Parlare alla comunità di persone “là fuori” che ha a cuore quello che abbiamo a cuore noi, la cura dell’ambiente, l’alimentazione sostenibile, il giusto compenso per gli agricoltori o più semplicemente sente il desiderio di nutrirsi bene e di provare prodotti buoni.
La nostra sfida è aggregare a Napoli circa 3000 clienti tra nuovi e quelli già consolidati che credono in questi valori e coinvolgerli in un momento di festa e di divertimento per festeggiare NaturaSì.
Racconteremo l’azienda, creeremo nuove relazioni attraverso musica, esperienze emozionali e sensoriali anche per bambini.

COSA SI TROVERA’:
– biomercato stand con vendita e degustazione con presenza di produttori locali

 – area experience: 

  • isola sostenibilità:  sistema acqua e sistema sfusi
  • laboratori sensoriali per bimbi – attivi tutta la giornata: i laboratori saranno a cura de L’Officina del Cuore
  • “storie di un faunista” a cura di Fabio Dartora – Responsabile progetto biodiversità dell’azienda agricola S.Michele (vedi allegato biografie relatori)
  • edicola per divulgazione materiali informativi (buste semi, pieghevoli, cartoline) con ambassador e negozianti.

– area conferenze ed eventi:
Di seguito il programma di massima:

Quelli che si impegnano per l’ambiente e la legalità
11.00 – “Una sana agricoltura per una sana economia” Fabio Brescacin, presidente EcorNaturaSì, apre la giornata con Mariano di Palma di Libera Campania. Modera Toni Mira giornalista di Avvenire.
15.00 – “Insieme sosteniamo l’ambiente e la legalità”
Tavola rotonda con Don Antonio Loffredo, parroco S. Maria della Sanità di Napoli, Antonio Pergolizzi, responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente e Giuliano Ciano, presidente Nuova Cooperazione Organizzata – Consorzio di cooperative sociali.
Con la partecipazione di Bernard Dika, giovane Alfiere della Repubblica impegnato nella promozione della cittadinanza attiva tra i giovani. Modera Toni Mira, giornalista di Avvenire.

In chiusura Musica con gli studenti del CPM Music Institute di Milano, guidato dal fondatore della P.F.M. Franco Mussida, curatore della radio NaturaSì.

– mezzi per divulgare l’evento:

  • kit negozio: 4 locandine A3 e 1000 volantini da esporre e consegnare in cassa (in consegna entro mercoledi 20 marzo)
  • radio in store – spot on air dal 23 al 30 marzo
  • newsletter NaturaSì invio mercoledi 20 marzo
  • sito naturasi.it
  • magazine marzo-aprile
  • attività di ufficio stampa
  • facebook e instagram NaturaSì #gentechecicrede
  • Eventbrite per iscriversi all’evento (piattaforma globale per la gestione di esperienze dal vivo che consente di condividere a chiunque l’evento oltre ad essere utilizzato come iscrizione digitale che accelera i tempi). https://www.eventbrite.it/e/registrazione-gente-che-ci-crede-naturasi-a-napoli-58845739190

Per chi non utilizza Eventbrite sarà comunque possibile registrarsi direttamente all’ingresso comunicando nome, cognome e mail, l’ingresso è comunque gratuito, l’iscrizione viene richiesta perchè obbligatoria e per ragioni di sicurezza.

Digital kit
– Vi inviamo la foto di copertina da inserire nelle pagine locali Facebook dei negozi.
– Per dare maggiore divulgazione all’evento vi invitiamo a RI-CONDIVIDERE nelle vostre pagine facebook l’EVENTO ed i POST DI INVITO che verranno pubblicati nei prossimi giorni nella pagina facebook nazionale.
Ecco i link ai primi post:
LA VOSTRA PRESENZA E’ FONDAMENTALE per la buona riuscita dell’evento
Chiediamo la vostra massima collaborazione per la divulgazione ai clienti. L’invito è aperto anche a tutti i vostri amici e parenti, ma teniamo molto alla vostra presenza attiva durante la giornata di festa. Il vostro supporto sarà prezioso per gestire:
accoglienza, registrazione clienti, aiuto ai produttori locali negli stand, presenza presso edicola ambassador.
…Chi meglio di voi può raccontare di NaturaSì e dei suoi prodotti?!

Chiediamo di comunicare la vostra presenza entro venerdi 22 Marzo a elena.magagnotti@ecornaturasi.it
In base alle adesioni ricevute prepareremo un planning che condivideremo con tutti voi.

La sfida per Napoli è arrivare a 3000 presenze! Rimbocchiamoci le maniche dato che siamo GenteCheCiCrede!

Di Chiara Sabino

Caro Avvocato,

Sono proprietario di un immobile ora adibito a negozio di abbigliamento per donna, il contratto di locazione è scaduto da pochi giorni. Potrò scegliere il regime della cedolare secca?

Gentile Signore 

la Legge di stabilità 2019 ha introdotto concretamente la possibilità, per i proprietari privati, di applicare il regime fiscale della cedolare secca anche per i redditi di locazione derivanti dall’affitto di immobili commerciali regolati dalla Legge 392/78 e non più solo per quelli abitativi, come già accadeva dal 2011. 

Le limitazioni sono tuttavia diverse:  

  • Sarà possibile applicare l’opzione della cedolare secca esclusivamente per i contratti stipulati dal 2019 in poi.  
  • Non potranno essere assoggettati a cedolare secca i contratti stipulati nel 2019 tra soggetti che avevano un valido contratto in essere in data anteriore al 15 ottobre 2018 e chiuso prima, non per naturale scadenza. Mentre il proprietario potrà scegliere, se rispetta tutte le condizioni, di optare per la cedolare secca nel caso in cui il contratto abbia una scadenza naturale, ad esempio al 31 gennaio 2019, solo così sarà possibile stipularne uno nuovo con decorrenza al 1 febbraio 2019. 
  • Oggetto del regime, inoltre, è una specifica e ristretta categoria di immobili: i negozi, ovvero gli immobili accatastati come C/1. Ne rimangono esclusi quindi uffici, laboratori, grandi capannoni. L’unica specifica positiva è quella che, in caso di pertinenze affittate insieme all’immobile principale, quindi il classico magazzino c/3 locato insieme al negozio c/1, allora la cedolare secca coprirà l’intero reddito da locazione derivante dall’affitto di tutto lo spazio. 
  • Ulteriore limitazione è che il negozio deve avere una superficie massima di 600 mq, escluse le pertinenze. Rimangono fuori dal provvedimento, pertanto, i negozi più grandi e gli spazi di ampie metrature. 

Scegliendo la cedolare secca sul  reddito da locazione si applica un’aliquota fissa del 21%, si rinuncia parallelamente all’aggiornamento Istat e a qualsiasi altro tipo di aumento, compresi eventuali canoni scalettati spesso usati nei contratti commerciali. Tale scelta andrà comunicata all’inquilino, specificata in sede di registrazione del contratto (risparmiando anche le imposte di registrazione, le addizionali Irpef), ribadita in sede di dichiarazione dei redditi, in cui si andranno anche a liquidare acconti e saldi della cedolare. 

 

 

Legge di Bilancio 2019 

Legge n. 145 del 30/12/2018, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31/12/2018, all’articolo 1, comma 59. 

Il canone di locazione relativo ai contratti stipulati nell’anno 2019, aventi ad oggetto unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/1, di superficie fino a 600 metri quadrati, escluse le pertinenze, e le relative pertinenze locate congiuntamente, può, in alternativa rispetto al regime ordinario vigente per la tassazione del reddito fondiario ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, essere assoggettato al regime della cedolare secca, di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, con l’aliquota del 21 per cento. Tale regime non è applicabile ai contratti stipulati nell’anno 2019, qualora alla data del 15 ottobre 2018 risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale. 

 

Sviluppata per lo storytelling digitale, l’App è disponibile sia per iOS che per Android, già gettonatissima tra i diversi settori imprenditoriali.

I due cugini napoletani sono gli stessi ideatori del sistema “Recall Map”, mappe concettuali interattive ed animate, una metodologia dapprendimento avvenieristica convalidata e brandizzata dall’Università degli Studi di Firenze.

Il futuro dello storytelling digitale è già arrivato e porta il nome dKey, un’App esclusiva per lo storytelling digitale che offre la possibilità di raccontare la propria attività di business attraverso una metodologia alternativa, basata sull’utilizzo di mappe concettuali interattive ed animate.

L’Applicazione rappresenta una chiave alternativa, efficace e persuasiva per la valorizzazione dei concetti che si sceglie di comunicare.

Disponibile sui sistemi operativi iOS e Android e scaricabile gratuitamente da App Store e Google Play, dKey funziona in modo intuitivo ed è semplicissima da utilizzare, basta infatti uno smartphone, un tablet o un pc e la porti sempre con te!

Per una conoscenza più approfondita delle sue potenzialità, è possibile visionare due esempi di App dKey già disponibili e fruibili gratuitamente da App Store e Google Play. Una dedicata al mondo dell’imprenditoria e l’altra a quello dell’arte. Le App in questione sono rispettivamente:‘Cultura & Innovazione’ che racconta tutti gli innovativi progetti destinati alla Scuola in Campania, di cui si fa promotrice; e ‘l’Isola di Escher’, che espone l’intera opera dell’artista olandese, esposta al PAN di Napoli.

La mission è garantita dalla raccolta, sintesi e rappresentazione di idee, concetti e dati in modo integrato ed organizzato, creativo e affascinante, allo scopo di facilitarne la comprensione.

dKey accendeed esalta i collegamenti neurali posti alla base della memorizzazione, nel momento in cui lassociazione di immagini evocative, movimenti, forme e colori fissanole informazioni presenti nella memoria “ROM” del fruitore.

Il prodotto offre un insieme di mappe concettuali, animazioni, immagini, testo, filmati, hyperlink e widgets (video e fotogallery, presentazioni in Powerpoint, popup, questionari interattivi, memory game e giochi di verifica dellapprendimento).

Attraverso una rete WI-FI è inoltre possibile collegare più dispositivi su cui è installato il prodotto al fine di ottenere una migliore condivisione dellesperienza fruitiva.

La chiave del successo registrata dallapplicazione è senza dubbio riferita ai contenuti, fruiti attraverso linnovativa metodologia comunicativa applicata, denominata Recall Map, ossia mappe concettuali, convalidate e brandizzate dall’Università degli Studi di Firenze. Lo stesso polo universitario ha, infatti, editato il manuale presentato la scorsa primavera nel Morning Show Mattina9”. In buona sostanza – dichiarano i due ideatori – una mappa è uno strumento per “disegnare” i nostri pensieri, “organizzare” le idee, razionalizzandole e rendendone più semplice ed immediato il ricordo e la memorizzazione. In una parola anglosassone e “sintetica”…una Recall Map. Tramite l’utilizzo di immagini, rappresentazioni e connessioni logiche, questa prova a far riemergere in ognuno di noi quella memoria intellettuale conoscitiva tipica dellinfanzia e della preadolescenza (eidetica) per favorire la comparsa immediata di un’immagine mentale, di un concetto e successivamente dell’esposizione visiva a un oggetto.

Non c’è nullaltro di cui parlare – concludono Claudio e Rosario – adesso c’è solo da scaricare, l’App!”

Per contatti: Claudio Dominechinfo@claudiodominech.com

Rosario DAuria – rosario.dauria@yahoo.it

Sito web: www.recallmap.com

All’Università Vanvitelli, il tecnico del Napoli ha incontrato supporter e studenti.
E il suo primo insegnamento è un monito: «Mai più cori razzisti negli stadi».
Mentre sul futuro della squadra azzurra: «La vittoria? Non così lontana».

Di Francesca Marra

Spesso all’Università vengono invitati esperti per parlare ai ragazzi della loro esperienza, del settore in cui eccellono, delle buone prassi che li vedono protagonisti. Raramente a salire in cattedra è l’allenatore della squadra di calcio della città. Carlo Ancellotti, lo scorso 15 gennaio, ha tenuto una lezione su La Gestione del gruppo e delle risorse umane in un top club dagli anni Novanta ad oggi organizzato dall’Università Vanvitelli.

Un prof d’eccezione che non ha rinunciato a trattare temi d’attualità, come la lotta al razzismo. Anche e soprattutto negli stadi.

«All’estero i cori razzisti e gli insulti negli stadi sono stati debellati, soprattutto in Inghilterra. È una cosa che va fatta senza se e senza ma, non è così complicato». Dopo il brutto episodio che ha coinvolto il difensore del Napoli Kalidou Koulibaly, vittima di cori razzisti durante la partita Inter – Napoli, Ancelotti ha commentato l’accaduto con toni molto accesi. «Purtroppo in Italia la situazione non è cambiata. Gli ignoranti, i maleducati continuano a frequentare gli stadi per riversare la loro rabbia, avrebbero bisogno di un corso di senso civico e di rispetto. In queste settimane sento dire che non avrei il potere di sospendere le partite, ma non è questa la mia richiesta – risponde così alla polemica montata nelle settimane successive sull’affaire Koulibaly -. Ho solo chiesto che quando c’è un insulto territoriale, razziale, la partita deve fermarsi temporaneamente. Serve a raffreddare gli animi e ricominciare a giocare in un clima più sereno».

Per i napoletani il tema del razzismo, degli insulti, della territorialità tirata in ballo anche quando a giocare non è il Napoli, è un problema atavico, mai realmente affrontato, che colpisce al cuore il popolo partenopeo e su questo il Mister ha saputo toccare le giuste corde, per farsi apprezzare ancora di più dai suoi tifosi.

Intanto però a far battere quegli stessi cuori è anche il “progetto Ancelotti” che oggi giuda una squadra che guarda al futuro con fiducia. Un esperto allenatore, il bilancio a posto, un gruppo di giocatori giovani e promettenti, una società che investe e vuole investire ancora: sono gli elementi giusti per un “progetto vincente” come ha dichiarato il tecnico. Se basta per vincere? «Non so dirvi in quanto tempo si raggiungeranno i risultati sperati. La vittoria è legata a piccoli dettagli, ma non ci sarà da aspettare tanto con una squadra così».

Una responsabilità importante per chi è alla guida della squadra azzurra dove a incidere sul risultato non è solo la preparazione tecnica ma sono anche le relazioni umane. «Fare l’allenatore di un grande club significa gestire soprattutto i calciatori, creare una relazione tra le persone, mettersi sullo stesso livello. Quando parlo con un giocatore mi metto sul suo stesso piano, non impongo il mio ruolo. Preferisco discutere sull’argomento, puntando sulla capacità d’ascolto. E non nego che dai calciatori, in questi anni, ho ricevuto tanti spunti di riflessione».

 

E lui di calciatori nella sua lunga carriera di certo ne ha incontrati. Spesso star internazionali, a volte “prime donne”, perennemente sotto i riflettori. E allora in quel caso, come gestirli? «Il gioco di squadra è fondamentale, nulla deve inficiarlo, nemmeno la fama di un calciatore più noto. Tuttavia spesso sono i media a creare una celebrità ma sul campo sono tutti uguali. Ad esempio ho avuto modo di apprezzare Cristiano Ronaldo, un grande professionista, una vera e propria celebrities mondiale ma nello spogliatoio queste distinzioni non ci sono, è uguale a tutti gli altri».

 

E ai ragazzi, più che studenti, giornalisti per un giorno, che chiedevano quali fossero i suoi segreti per gestire il gruppo ha risposto: «So di avere potere e responsabilità. Tutto ciò che ho in mente devo trasmetterlo nel migliore dei modi ai calciatori. Per farlo uso due tattiche: quella della persuasione e quella della percussione». Il tecnico passa agli esempi per essere più chiaro. «Se sei un fantino e il tuo cavallo deve saltare gli ostacoli o gli si dà una frustata o gli si dà la carota. Non c’è la soluzione più giusta da mettere in pratica, ma tutto dipende dal carattere dei giocatori».

La sua però è una preferenza netta. «Io voglio calciatori convinti su ciò che fanno in campo, sfruttando al meglio le loro qualità. Non voglio meri esecutori di ordini come soldatini, non facciamo battaglie giochiamo solo a calcio».

 

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