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Un secondo assegno nelle tasche dei contribuenti americani? Bisognerà attendere

Gli effetti del Coronavirus sull’occupazione americana si fanno sentire pesantemente con circa 44 milioni di disoccupati.
Solo a febbraio di quest’anno l’economia americana appariva più florida che mai, riportando un incremento dei posti di lavoro di 273 mila unità e il tasso di disoccupazione si era attestato al 3,5 punti percentuali, un tasso definito dagli economisti “fisiologico”.

 

Inoltre i salari avevano mostrato un incremento dello 0,3% con un aumento annuo calcolato sulla base del 3%.
Pochi i mesi trascorsi per assistere ad un cambiamento di rotta radicale e preoccupante. Il Presidente Trump dal primo momento ha evidentemente “perso il sonno” a causa dei  gravi rischi che il Covid-19 avrebbe causato sulla caduta dell’economia nazionale, ben conscio che il numero crescente della disoccupazione ne sarebbe stata determinante.

 

In aprile una seconda manovra a sostegno delle famiglie e della disoccupazione ha approvato $ 480 bilioni, ma la caduta sembra a quanto pare, non mostrare cenno di frenata e in queste ore si torna a parlare di un secondo ‘stimulus check’, ovvero l’assegno a sostegno, destinato ad ogni singolo componente di una famiglia, come già accaduto in precedenza.

 

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A seguito della lettura degli ultimi dati allarmanti riferiti all’occupazione, la Camera dei Rappresentanti ha approvato una proposta di legge che stanzierebbe circa $3 trilioni da spendere in una serie di progetti diversi.
Parte del denaro dovrebbe però entrare nelle tasche dei contribuenti. Ad oggi Il disegno di legge attende il passaggio al Senato per l’approvazione che a quanto appare si prospetta complicata.

 

La maggioranza dai repubblicani seduti al Senato sembra infatti non avere alcuna  intenzione di siglare un disegno di legge che spenda più di $ 1 trilione di dollari. Il Presidente Trump, per tutta risposta, ha deciso di incontrare i legislatori a metà strada, sollecitando l’approvazione di un disegno di legge per $ 2 trilioni. La proposta di legge prevede nel dettaglio un assegno per l’ammontare di partenza di $1200 a persona, esattamente come avvenuto per il primo assegno, ma con l’introduzione di una riduzione del 5% per ogni dollaro per i  redditi lordi superiori a $ 75.000 all’anno.

 

L’assegno inoltre non si applica a chi abbia avuto un reddito lordo totale di oltre $99.000.
Il Congresso ha affermato che per prendere in considerazione la proposta di legge, sarà necessaria una pausa di riflessione di due settimane, fissandone le date dal 3 al 17 luglio, il che significa che prima della fine di luglio non si saprà se i contribuenti riceveranno nelle loro tasche un secondo assegno.

 

di Marzia Rubcich

 

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