riccardo schicchi

Eva Henger presenta l’edizione aggiornata dell’autobiografia “Oltraggio al pudore” di Riccardo Schicchi.

L’edizione aggiornata dell’autobiografia “Oltraggio al pudore”.

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Correva l’anno 1995: usciva in libreria, per la casa editrice Arbor, l’autobiografia di Riccardo Schicchi “Oltraggio al pudore”.

Riccardo Schicchi, iil re dell’hard, raccontava senza filtri vent’anni di provocazioni e di trasgressioni, che avevano cambiato il costume degli italiani. Le reazioni all’uscita di quest’opera sono state contrastanti, come è giusto che sia vista la natura controversa del suo autore; fatto sta che il libro, nel giro di qualche anno, è diventato un oggetto di culto e, quando le copie disponibili sono andate scemando, sui siti di compravendita dell’usato ha raggiunto cifre considerevoli.

“Oltraggio al pudore” di Riccardo Schicchi in una veste rinnovata

Per tutti coloro che si sono quindi persi questo testo, è giunto il momento di recuperarlo: “Oltraggio al pudore” esce in una veste rinnovata, curata dalla vedova di Schicchi, Eva Henger, autrice anche di una sentita postfazione, e corredata con una prefazione di quella che fu la storica segretaria che lo affiancò nella gestione dell’agenzia Diva Futura, Debora Attanasio.

Diva Futura è stata la fucina di molti talenti del cinema hard: Schicchi la avviò nel 1983 insieme a Ilona Staller, la celebre Cicciolina; l’artista era ormai troppo famosa e inarrivabile agli occhi del pubblico, e si rese quindi necessario trovare nuovi volti che ristabilissero un contatto più vicino con la gente – «Nacque così Diva futura che aveva le sue radici in un’altra struttura, la Dna. Il nome Dna era una sorta di tributo a mio padre che durante la sua carriera di comandante di aeroporti aveva trovato anche il tempo per proseguire i suoi studi – era laureato in Scienze naturali – e rinunciando spesso al suo tempo e alla nostra famiglia, si occupava di alcune ricerche sul Dna».

Negli anni, Diva Futura fu la casa di professionisti dell’hard come Moana Pozzi, Milly D’Abbraccio, Rocco Siffredi, Mercedes Ambrus e la stessa Eva Henger; Riccardo Schicchi racconta dell’evoluzione della sua agenzia, ricordando i successi e i fallimenti, le critiche e le prepotenze psicologiche e perfino fisiche che subì, l’emergenza dell’Aids, i tradimenti di alcune attrici e la fedeltà di chi non lo abbandonò mai.

Un’autobiografia onesta e diretta

In questa autobiografia onesta e diretta scopriamo inoltre il lato più umano di Riccardo Schicchi, un uomo sensibile che soffrì enormemente per i giudizi spietati della gente; come ricordano sia la Attanasio che la Henger, infatti, egli fu un puro e un idealista e, a dispetto di qualunque punto di vista legittimo sulla bontà o meno della sua professione e della sua condotta morale, egli sognò sempre un mondo fondato sull’amore, la libertà e il rispetto.

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