Il fiume che attraversa la memoria: “Cross River People” di Joshua Sinclair.

Un intenso romanzo storico

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Joshua Sinclair, un intenso romanzo storico che racconta il colonialismo britannico in Nigeria attraverso il risveglio della coscienza, la fede e la dignità degli ultimi.

Nel suo nuovo romanzo “Cross River People”, Joshua Sinclair ambienta la vicenda tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, nel pieno dell’espansione coloniale britannica nell’Africa Occidentale.

 
 
Casa Editrice: Selvatiche Edizioni – Seed
Collana: Fameliche
Genere: Narrativa storica e sociale
Pagine: 448
Prezzo: 22,00 €
Codice ISBN: 979-1281923195

La trama

Una gran parte della storia si svolge in Nigeria, e in particolare in un luogo in cui si curano i lebbrosi, i reietti della società: Tada Kupela; a gestire la missione è il medico Francis Conrad, che incontriamo ormai settantenne mentre è intento a scrivere le sue memorie.

Conrad ha visto tanto e ha patito dolori insopportabili; è stato anche testimone delle devastazioni del colonialismo, di cui lui stesso si sente indirettamente responsabile e che gli provoca una profonda rabbia – «Eravamo pieni del nostro orgoglio europeo, l’orgoglio della Grande Razza bianca, che turbinava e cresceva dentro di noi, creando un labirinto folle di progetti, speranze, imprese; i lupi conquistatori mascherati da pecorelle compassionevoli».

Tra i suoi ricordi emerge la figura luminosa di Emma Stanford – chiamata dai nativi “Eka Kyawawa Owo”, Madre della Bellezza – di cui l’autore ripercorre la vita dal momento in cui giunge in Nigeria insieme al marito, Viceammiraglio per gli Affari Coloniali, e fino al suo approdo a Tada Kupela dopo numerose e sofferte traversie. Emma rappresenta la coscienza risvegliata di chi ha seguito acriticamente i dettami dell’imperialismo britannico; la donna, infatti, comincia presto a mettere in discussione i valori distorti con cui è cresciuta: è un processo lento e doloroso, ma che la porterà verso una consapevolezza totale del proprio ruolo in Africa.

“Cross River People” di Joshua Sinclair

Anche i personaggi che incarnano l’autorità coloniale vengono rappresentati come individui immersi in un sistema di convinzioni che appare naturale ai loro occhi, ma che progressivamente rivela tutta la propria fragilità morale; è questo lento sgretolarsi delle certezze a costituire uno degli aspetti più interessanti dell’opera. In tal merito, assume grande significato il tema della missione religiosa: si parla infatti di fede e dell’uso politico e culturale che se ne fece. Da una parte vi erano uomini e donne mossi da un autentico desiderio di alleviare la sofferenza, mentre dall’altra vi era chi considerava la religione uno strumento per giustificare il dominio e la presunta superiorità della civiltà occidentale.

I corpi segnati dal morbo della lebbra finiscono così per riflettere le ferite morali di un’intera società, incapace di riconoscere pienamente l’umanità e la dignità dell’altro. Joshua Sinclair invita quindi il lettore a interrogarsi su quali siano oggi le “lebbre” contemporanee, come le persone che continuiamo a tenere ai margini, i pregiudizi che persistono sotto forme diverse, e i muri che ancora costruiamo tra noi e gli altri.

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