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Dai racconti alle canzoni. La musica secondo Valerio Bruner

Il cantautore napoletano presenta ‘La Belle Dame’, il suo nuovo EP, dedicato al cambiamento delle donne.

 

Il percorso di Valerio Bruner contiene ispirazioni diverse che oggi trovano espressione nelle sue canzoni. Il cantautore partenopeo classe ’87, formatosi artisticamente fra Napoli e Londra, è partito dalla sua passione per i racconti brevi e dalle esperienze teatrali, fino ad arrivare alla pubblicazione dei due EP che ne hanno definitivamente svelato la sua anima da musicista.

 

«Io provengo artisticamente dalla scrittura – ci dice infatti Bruner -, ma ad un certo punto è risultato inevitabile questo passaggio alla musica, che si è concretizzato grazie al teatro. E’ stato il regista Alessandro Palladino, mentre portavamo in scena proprio un mio testo con la compagnia “Teatro di Contrabbando”, a spingermi verso la creazione di raccordi musicali da interpretare dal vivo in prima persona. Questa ispirazione mi ha poi invogliato a realizzare dei pezzi inediti, che di fatto hanno rappresentato l’inizio della mia carriera da cantautore».

 

Nel 2017 arriva infatti il primo EP, completamente acustico, intitolato ‘Down the River’, che contiene cinque brani, con testi in lingua inglese, che ripercorrono storie di vita complicate e gioiose, fra rimpianti e riscatti, e che si snodano idealmente lungo un fiume. L’immaginario descritto da Bruner piace subito, tanto che l’album riceve sia il premio Anna Maria Ortese per il suo “linguaggio unico di musica e parole”, sia il premio Talentum 2019.

 

 

Ma è con l’ultimo album, ‘La Belle Dame’, pubblicato ad aprile con l’etichetta Volcano Records, che Valerio Bruner ha consolidato il suo stile, fondendo le influenze letterarie che animano le liriche, sempre scritte in inglese, con la sua formazione musicale, sospesa fra rock, punk e grunge. «Io ascolto tantissima musica – racconta ancora il cantautore -, ma la mia personalissima triade è composta da Jonny Cash, Bruce Springsteen e infine da Jim Morrison, che evoca la parte più poetica. Tra gli artisti contemporanei sono molto attratto dall’americano Brian Fallon, che ha uno stile molto incisivo, e da Laura Jane Grace, un’artista transgender, testimone ideale di quel mutamento nel rapporto fra uomini e donne che io cerco di riassumere proprio nel mio ultimo album».

 

Oltre alla musica infatti, a caratterizzare questo secondo lavoro di Bruner è proprio la tematica, tutta incentrata sulle donne, sulla loro condizione e soprattutto sulla voglia dell’autore di provare a ribaltare il punto di vista abituale. «Con i cinque brani che compongono questo EP volevo superare un certo maschilismo – conferma Bruner – e quindi con i miei testi ho proposto storie di figure femminili ai margini che si raccontano idealmente attraverso la loro stessa esperienza».

Non a caso il titolo dell’album prende ispirazione dalla poesia dell’inglese John KeatsLa Belle Dame sans Merci’ (che tradotto dal francese vuol dire ‘La bella dama senza pietà’, ndr), che racchiude atmosfere ed ambienti molto amati dal musicista. Naturalmente non possono mancare anche i progetti per il futuro.

 

«Sulla scia positiva di questo lavoro appena presentato già si sta pensando al prossimo album – ci confida infatti il cantautore napoletano -, e questa volta dovrebbe trattarsi di un LP con dieci canzoni, da mettere a punto per l’anno prossimo. Ma c’è anche un altro progetto a cui tengo molto e del quale parlo oggi per la prima volta. Presto infatti registreremo una versione acustica de La Belle Dame, nella quale duetterò con delle interpreti donne della scena musicale napoletana, e i cui proventi andranno interamente a favore della associazione napoletana Le Kassandre, che si occupa di sostegno alle donne e di contrasto alle discriminazioni di genere».

Valerio Bruner è presente con il suo nuovo EP’ sulle principali piattaforme, quali YouTube Music, Deezer e Play Musica – https://valeriobruner.bandcamp.com/album/la-belle-dame-2020

 

L’artista inoltre si esibirà dal vivo, il 1 agosto a Castel di Sangro, nella splendida cornice del complesso cinquecentesco della Maddalena.

 

Di Giovanni Aiello

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