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Il Cambiamento, la vera linfa vitale

Spesso si fa resistenza al fatto che le cose cambino, ma la vita stessa è cambiamento, la realtà è fluida, e mai come in questo periodo, ci accorgiamo che niente è prevedibile, sicuro, stabile. Come sosteneva Schopenhauer, il cambiamento è l’unica cosa immutabile. Ecco perché è fondamentale sviluppare un livello di tolleranza al cambiamento che ci permetta di affrontare le trasformazioni senza minare il nostro equilibrio psicologico.

Spesso si fa resistenza al fatto che le cose cambino, ma la vita stessa è cambiamento, la realtà è fluida, e mai come in questo periodo, ci accorgiamo che niente è prevedibile, sicuro, stabile.

 

Come sosteneva Schopenhauer, il cambiamento è l’unica cosa immutabile. Ecco perché è fondamentale sviluppare un livello di tolleranza al cambiamento che ci permetta di affrontare le trasformazioni senza minare il nostro equilibrio psicologico. Il cervello umano, infatti, detesta i cambiamenti perché provocano ansia e paura per tutto ciò che è incerto.

 

L’essere umano si caratterizza per il suo bisogno di sicurezza che si concretizza in un illusorio credere di avere tutto sotto controllo. Come? Con le abitudini, ciò che si ripete, è conosciuto e per questo rassicurante.

 

La scienza ci suggerisce che le abitudini arrivano in punta di piedi, e prima che ce ne possiamo rendercene conto, entrano nella nostra vita e la condizionano, non sempre, però, in maniera positiva. Infatti, molte delle abitudini ostacolano la nostra evoluzione, ed il risveglio del nostro potenziale. Mentre alcuni automatismi acquisiti sono costruttivi, come ad esempio, guidare l’auto, altri sono invece deleteri, come quelli di un fumatore, che appena finisce di mangiare si accende una sigaretta, e appena beve il caffè ne accende un’altra e così via.

Abitudini difficili da abbadonare

Le abitudini sono difficili da rompere, perché si fissano nel cervello come impronte in alcuni circuiti cerebrali.

 

Una gran parte delle persone, seppure insoddisfatte della routine della loro vita, rimangono spesso intrappolate nella propria zona di comfort, continuando a compiere le stesse scelte “abitudinarie”, ottenendo sempre gli stessi risultati e restando, così, in uno stato di insoddisfazione costante.

 

Rimanere intrappolati nelle maglie nelle abitudini preclude la possibilità di esplorare nuove strade, magari più soddisfacenti, e impedisce di conoscere e mettere alla prova il potenziale che è in ognuno di noi.

Esiste un’alternativa?

Molti agiscono come se non avessero alternative. E invece ci sono!

 

Tutto sta nell’allenare la nostra mente a pensare in modo diverso e agire di conseguenza. Per esempio, bisognerebbe iniziare col fare ogni giorno qualcosa di diverso, qualche piccolo cambiamento nelle abitudini quotidiane.

 

Se si tratta di una cattiva abitudine, è necessario razionalmente analizzare questa abitudine, elencando ogni giorno tutti gli aspetti negativi così che la mente comincerà a dare ordini diversi al cervello, tali da azionare il desiderio di un cambiamento.

 

Perché è proprio con un allenamento costante della mente, scegliendo i pensieri giusti, e non lasciandoci dominare da essi, che possiamo modificare le sinapsi e i neuroni del cervello.

 

Per chi tende a programmare tutto, il consiglio è quello, invece, di “improvvisare” la vita, decidendo di fare qualcosa all’ultimo minuto.

 

La ripetitività è la morte mentale. Abbiamo 90 miliardi di neuroni e circa 100 mila miliardi di connessioni neurali che aspettano di essere attivati.

 

Con l’auto – addestramento della mente si creeranno nuovi percorsi e connessioni cerebrali, necessari per risvegliare la primavera fuori e dentro di noi.

 

Di Diana Arcamone

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