
“Performance. Un itinerario filosofico e storico-artistico” di Giacomo Fronzi
Giacomo Fronzi offre una lettura propriamente filosofica della performance.
“Performance. Un itinerario filosofico e storico-artistico” di Giacomo Fronzi: la svolta performativa tra estetica e storia delle arti.
“Performance. Un itinerario filosofico e storico-artistico” di Giacomo Fronzi offre una lettura propriamente filosofica della performance, sottraendola dalla riduzione semantica che la identifica prevalentemente con la nozione di “prestazione”. Il volume, di notevole estensione e densità argomentativa, si muove lungo un duplice asse: da un lato, l’elaborazione sistematica di una possibile filosofia della performance e, dall’altro, una ricostruzione storico-artistica della cosiddetta “svolta performativa” nelle arti, avvenuta nella seconda metà del Novecento.

Collana: Guardare attraverso
Genere: Saggistica/Studi estetici e filosofia critica
Pagine: 452
Prezzo: 30,00 €
Codice ISBN: 979-1256146284
Giacomo Fronzi: una una riconsiderazione in chiave estetica ed esistenziale
L’autore amplia il campo del performativo proponendone una riconsiderazione in chiave estetica ed esistenziale; la performance viene intesa, certamente, come evento artistico ma anche come dimensione strutturale dell’esperienza umana. In questa prospettiva, ogni azione significativa si colloca all’interno di una trama performativa in cui componente corporea, intenzionalità, affettività e relazione risultano inscindibili.
Particolarmente rilevante è la riflessione sul superamento di alcuni dualismi tradizionali della filosofia occidentale; primo fra tutti quello tra corpo e coscienza: l’analisi del performativo consente infatti di ripensare l’identità come un processo dinamico e relazionale. L’esperienza umana viene quindi interpretata come un campo di interazione in cui azione e passione, attività e ricettività si intrecciano costantemente; in tal senso, la performance diventa un paradigma per comprendere la natura processuale dell’esistenza.
L’opera d’arte come oggetto stabile e autonomo
La seconda parte del volume si concentra sulla ricostruzione delle trasformazioni che hanno interessato teatro, performance art, musica e danza tra il XX e il XXI secolo, offrendo una mappatura delle pratiche che hanno progressivamente messo in discussione l’idea di opera d’arte come oggetto stabile e autonomo. Centrale, in questa evoluzione, è lo spostamento verso l’azione, il corpo dell’artista e la co-presenza tra performer e pubblico; l’evento performativo si configura così come un’esperienza irripetibile e situata nel tempo, in cui l’opera coincide con il suo accadere.

Confini tra arte e vita
Giacomo Fronzi evidenzia inoltre come la performance abbia contribuito a ridefinire i confini tra arte e vita: la dissoluzione della separazione netta tra scena e realtà apre uno spazio critico in cui l’arte diventa laboratorio di nuove forme di relazione e di comunità. In “Performance. Un itinerario filosofico e storico-artistico”, la dimensione trasformativa della performance assume quindi una valenza etica e politica: essa, infatti, produce effetti sul modo in cui gli individui percepiscono loro stessi e il mondo circostante – «L’etico e l’estetico, in questo tipo di spettacoli, non possono essere separati e, anzi, il primo si presenta come una dimensione costitutiva del secondo. L’estetico, dunque, assorbirebbe al proprio interno ogni possibile ulteriore dimensione, tradizionalmente considerata opposta, a partire da quelle sociale, politica ed etica. Si realizza così la fusione tra estetico e non-estetico, superando i confini reciproci».
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