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La radio incontra Sanremo

Sanremo 2020

Lo speaker Jerry Laszlo ci accompagna attraverso il Festival 2020.

 

Sono trascorsi solo alcuni giorni dalla chiusura della settantesima edizione del Festival di Sanremo, la più seguita degli ultimi anni, con ascolti record che nel corso della serata finale hanno toccato finanche il 68% di share. Le canzoni più votate, come da tradizione, occupano senza sosta le radio di tutta Italia, mentre in tv e sui social impazza una sorta di “dopofestival” permanente, per analizzare a fondo i top e i flop.

 

Da Diodato, vincitore di gran classe, passando per le reunion d’eccezione fra Al Bano e Romina Power e dei Ricchi e Poveri, fino ad arrivare ai travestimenti di Achille Lauro, agli ospiti e alle squalifiche, non sono mancati infatti sia i contenuti che i colpi di scena.

 

A tenerci compagnia, per ripercorrere il variopinto festival di Amadeus e “Ciùri” Fiorello, è lo speaker e direttore artistico Jerry Laszlo, voce storica di Radio Club 91 e Radio Punto Nuovo, che ha seguito la kermesse sanremese, questa volta dai microfoni di Radio Antenna 1.

 

«I Pinguini Tattici Nucleari sono stati senza dubbio la rivelazione della gara – ci dice subito Jerry –, mentre tra le nuove proposte il brano più intenso, sia per l’interpretazione che per il testo, è stato quello di Marco Sentieri, ovvero Billy Blu, dedicato al tema difficile del bullismo ed ispirato ad una storia vera. Mi piace ricordare inoltre che lui, sebbene sia romano d’adozione (si è trasferito nella capitale quando aveva sedici anni, ndr), in realtà è nato proprio a Napoli, città che gli ha lasciato certamente qualcosa in termini di carica emotiva».

 

Il poliedrico Festival 2020 è stato caratterizzato però anche dalla presenza di artisti di varie generazioni e che appartengono a momenti diversi della storia della musica italiana. E’ il caso di Ornella Vanoni, che in veste di ospite ha cantato, e non senza fatica, duettando con il giovane tenore Alberto Urso, proveniente da Amici di Maria De Filippi, oppure di Rita Pavone, che era anche in gara con un brano scritto da suo figlio Giorgio Merk, o infine di Massimo Ranieri, anche lui invitato d’onore, e chiamato ad una esibizione molto applaudita col suo presunto erede Tiziano Ferro. «Ma a proposito di confronti fra ere musicali – continua ancora Jerry Laszlo – la cosa più interessante e sincera l’ha probabilmente detta Marco Masini, quando rispondendo ad una domanda di una giornalista, relativa alla classifica non proprio eccezionale per i veterani del Festival, ha affermato che i giovani sono il futuro della musica e che “devono essere irraggiungibili” per artisti come lui o anche Irene Grandi, che hanno esordito già trent’anni fa e sono sul palco soprattutto per gratificarsi artisticamente».

 

Parlare di futuro della musica, a Sanremo, significa giustamente dire “nuove proposte”, fra le quali quest’anno ha vinto la voce di Leo Gassmann. Il due volte figlio d’arte, che ha portato sul palco il pezzo Vai bene così, sarà presto con Jerry Laszlo ai microfoni di Radio Antenna 1. «Saremo felici di averlo con noi – conferma lo speaker –, anche in previsione dell’appuntamento promozionale che lo vedrà protagonista sabato 15 febbraio, proprio qui a Napoli, a laFeltrinelli Libri e Musica di piazza dei Martiri, per il lancio di Strike, suo primo album in studio».

 

 

Altro capitolo è quello dei premi, dei quali ha fatto incetta lo stesso vincitore del Festival, Diodato. Il cantante trentottenne nato ad Aosta, ma cresciuto tra Taranto (città alla quale ha dedicato la sua vittoria), Roma e Stoccolma, oltre al tradizionale trofeo con leone rampante sulla palma, simbolo della Città di Sanremo, si è infatti aggiudicato anche il Premio della Critica Mia Martini (assegnato dalla Sala Stampa Roof dell’Ariston) e il premio della sala stampa “Lucio Dalla” (assegnato dalla Sala Stampa Radio-Tv-Web del Palafiori).

 

A Tosca, per la sua canzone Ho amato tutto, è stato assegnato il premio per la migliore composizione artistica. «Bello invece che il brano di Rancore, Eden, abbia vinto il premio per il migliore testo – sottolinea Laszlo –, visto che si trattava della canzone in questo senso più ambiziosa. Quanto a Diodato, tiene banco la sua storia oramai finita con l’altra big in gara, Levante, alla quale il brano vittorioso, Fai Rumore, sembrava essere dedicato. In realtà non è così, ma nel suo nuovo album, che verrà presentato proprio il giorno di San Valentino, sarà presente una canzone dal titolo forse indicativo; Quello che mi manca di te».

 

Oltre al vincitore reale del Festival però, non mancano come al solito i cosiddetti vincitori morali, ed anche e soprattutto quelli commerciali. Le classifiche sulle principali piattaforme web dicono che Diodato è attualmente primo sia su Spotify che su iTunes e YouTube, grazie però anche all’effetto propulsivo della sua vittoria finale. Durante il Festival infatti era Francesco Gabbani il più cliccato di tutti, insieme ad Achille Lauro. Più in generale vanno benissimo I Pinguini Tattici Nucleari, Elettra Lamborghini, arrivata peraltro solo ventunesima in classifica finale, ed anche il duo Morgan-Bugo, a dispetto della assurda sceneggiata con squalifica, che a conti fatti però pare li abbia avvantaggiati.

 

«Morgan è certamente un grande artista – aggiunge ancora Jerry Laszlo –, ma soffre evidentemente se non riesce a stare sempre al centro dell’attenzione come vorrebbe. Bugo ha fatto benissimo a lasciare il palco, e le querele incrociate sembrano ad oggi inevitabili. Quanto alle classifiche, rispecchiano in pieno l’andamento delle serate. Ma a tal proposito, ad azzeccare in anticipo il podio di Sanremo 2020, sono stato proprio io. Era il pomeriggio che precedeva la finale, e ci divertivamo in chat fra colleghi a fare previsioni. Ho uno screenshot che parla chiaro, e recita; Diodato, Gabbani, Pinguini!»

 

Di Giovanni Aiello

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