
Wicked II: ecco 5 motivi per cui è davvero imperdibile!
Wicked - Parte II non è solo un sequel: è un evento culturale.
È finalmente arrivato nelle sale cinematografiche di tutto il mondo Wicked II: ecco 5 motivi per cui è davvero imperdibile!
Ci sono film che aspetti con una calma e una pazienza zen degne di un asceta convinto. E poi ci sono film come Wicked – Parte II, che semplicemente brami, facendo il conto alla rovescia dei mesi, giorni e ore che mancano.
La verità è che Wicked – Parte II non è solo un sequel: è un evento culturale. C’è qualcosa di magico nel tornare a Oz, soprattutto dopo la prima parte che ci ha lasciato con il fiato sospeso. È la chiusura del cerchio, l’ultima pagina di una storia che ci parla di amicizia, identità, scelte difficili e di quel verde che non è solo un colore, ma un modo di vedere il mondo.
Dopo la prima parte, che ci ha regalato due protagoniste gigantesche, un’estetica da sogno e la messa in pellicola di uno dei musical più amati di Broadway, Wicked: For Good ha un’ardua impresa da compiere: soddisfare le aspettative di chi lo attende da tempo: qualcuno dalla versione teatrale, altri dal romanzo, qualcun altro ancora dalla Parte I.
E allora andiamo a scoprire i 5 motivi per cui Wicked – Parte 2 è assolutamente un film da vedere.
1. Perché è il gran finale!
Rivelazioni, svolte, amicizie che tremano, non detti, sguardi che lasciavano intuire e scelte che cambiano tutto: la Parte II è il momento in cui tutto si compone.
Vedremo Elphaba diventare davvero la Strega dell’Ovest che tutti credono di conoscere, ma in una versione che ribalta i pregiudizi. E assisteremo all’evoluzione di Glinda che ha da dire molto più della sua immagine perfetta e che dovrà affrontare il vero fardello del suo nuovo ruolo da Strega Buona dell’Est, che è molto più di un vestito rosa glitterato e un bel sorriso.
2. La Colonna Sonora!
Chi pensa che le canzoni famose di Wicked si siano esaurite nella Parte I, si sbaglia: in questo secondo capitolo arrivano i pezzi che nel musical fanno venire un nodo alla gola anche al pubblico che “non piange mai al cinema”. Se dopo il primo film, siamo rimasti con Defying Gravity nella testa per giorni, nella Parte II arrivano i brani più maturi, più intimi, più emotivamente devastanti. E la ciliegina sulla torta (musicale) è il bonus delle due canzoni originali dedicate a Il mago di Oz che vanno ad arricchire una soundtrack già strepitosa. La playlist pre-natalizia è servita.
3. Per farsi trascinare nella spettacolare realtà
La prima parte ci ha introdotti a un Oz luminoso, luccicante, inquietantemente perfetto. La Parte II, invece, ne mostra crepe, ombre, contraddizioni. È un mondo che ti incanta visivamente, ma allo stesso tempo ti fa riflettere sulle contraddizioni della nostra società; un mondo dove la magia si fa politica e incontra la propaganda, dove i maghi non sono tutti buoni e i mostri non sono sempre quelli con il naso lungo o… la pelle verde. E alla verità si arriva attraverso una regia travolgente, che ti trascina nel mondo del grande e potente Oz.
Piccolo spoiler no spoiler: sarà spettacolare.
4. Per il rapporto tra Elphaba e Glinda
Benché l’amore non manchi, la vera ship in Wicked è quella tra Elphaba e Glinda: la loro amicizia è complessa, imperfetta, intensa, a volte dolorosa, ma potentissima. Wicked – Parte II parla di crescere, di strade che si dividono, non per mancanza d’amore, ma perché ognuno deve trovare il proprio posto. La loro relazione è fatta di ammirazione, rivalità, incomprensioni, scelte pesanti e affetto che supera tutto. Non è semplice, non è perfetta, ma è reale.
5. Jonathan Bailey
Sì, tecnicamente Fiyero non è il personaggio più importante. Ma, ehi, stiamo parlando di Jonathan Bailey, Mr Sexiest Man Alive secondo People. In Wicked – Parte II Bailey porta sullo schermo un Fiyero completo, con tutto il carisma, la fragilità e la tensione emotiva che il personaggio merita. È magnetico, è intenso, ironico, leggero, romantico, combattuto e sceglie di mettersi in gioco anche quando il mondo che lo circonda gli chiede di restare nella sua principesca zona di comfort. Lo guardi e capisci perché Fiyero è fondamentale in questa storia: non come principe, ma come catalizzatore di scelte. E poi… è Jonathan Bailey. Onestamente, serve altro?
Di Immacolata De Vita

Laureata in Scienze della Comunicazione, è un’appassionata di storie. Divoratrice di libri, dipendente dalle serie tv, adoratrice del cinema. La sua missione è una soltanto: convertire chiunque incroci sul suo cammino al mondo telefilmico.








