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USA: confini statunitensi chiusi sino al 21 agosto

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Il 9 agosto il Canada riaprirà i confini via terra con gli USA, nelle ore successive all’annuncio, con un ordine esecutivo, gli Stati Uniti comunicano che i confini rimarranno chiusi a tutti gli ingressi non essenziali. 

 

L’ordine esecutivo emesso dal governo statunitense impone la chiusura dei confini sino al 21 agosto a tutti gli ingressi nella Nazione non ritenuti essenziali. L’annuncio di procrastinare l’apertura dei confini nord americani ad un minuto prima del 21 agosto, arriva a poche ore dalla decisione da parte del Governo canadese di aprire i confini terrestri ai cittadini statunitensi completamente vaccinati il  9 agosto ed ai viaggiatori completamente vaccinati di altri paesi il 7 settembre.

 

Da quanto si legge in un avviso pubblicato nel registro federale degli Stati Uniti, sebbene i tassi di vaccinazione siano migliorati, l’apertura del confine ai viaggi non essenziali rappresenta ancora un rischio troppo grande per la Nazione.

 

La portavoce della Casa BiancaJen Psaki, in una conferenza stampa che si è tenuta a bordo dell’Air Force One, in rotta per Cincinnati, ha ribadito la completa fiducia nella guida degli esperti sanitari e medici intenti nel proteggere la popolazione statunitense dal contagio da Covid -19, aggiungendo il  disinteresse da parte degli Stati Uniti d’America alle “azioni intraprese da altri Paesi”.

 

Le parole della Psaki appaiono maggiormente chiare leggendo l’avviso del Governo degli Stati Uniti: “Data l’epidemia e la continua trasmissione e diffusione di COVID-19 negli Stati Uniti e nel mondo, il Segretario alla sicurezza interna degli Stati Uniti ha stabilito che il rischio di una continua trasmissione e diffusione del virus associato a COVID-19 tra gli Stati Uniti e il Canada pone un problema specifico in corso. Minaccia alla vita umana o agli interessi nazionali”.

 

In queste stesse ore, il portavoce del DHS – Department of Homeland Security – Angelo Fernández Hernández, ha rilasciato una dichiarazione che sottolinea la ferma decisione degli Stati Uniti nel chiudere i confini via terra e via mare «Per ridurre la diffusione di COVID-19, inclusa la variante Delta, gli Stati Uniti stanno estendendo le restrizioni ai viaggi non essenziali attraverso i confini terrestri e in traghetto con Canada e Messico fino al 21 agosto, garantendo al contempo il flusso continuo di scambi e viaggi essenziali».

Nonostante la scelta americana, nessuna modifica al piano di confine del Canada

Il ministro della sicurezza pubblica canadese, Bill Blair, parlando oggi ai giornalisti, ha affermato che la politica degli Stati Uniti non influisce sulla decisione del Canada di aprire il confine il mese prossimo.

 

«La nostra responsabilità, ovviamente, è curare i migliori interessi dei canadesi e seguire i consigli dei nostri funzionari della sanità pubblica, questo è esattamente quello che abbiamo fatto». Ha affermato Blair, motivando la scelta Canadese nel ritenere fondamentale restituire sollievo alle imprese e le comunità di confine a seguito della riapertura del confine con gli Stati Uniti.

 

In contrasto con i toni pacati del Ministro canadese, alcune voci fuori dal coro sottolineano gli animi più accesi come nel caso di Perrin Beatty, presidente della Camera di commercio canadese, il quale si è mostrato fortemente critico nei confronti della decisione del governo degli Stati Uniti e della mancanza di coordinamento con la mossa del Canada di aprire il confine terrestre agli americani completamente vaccinati con un test PCR a partire dal 9 agosto.

 

Il presidente Betty ha poi esortato il governo canadese a fare pressione su Washington perché cambi idea. «È difficile immaginare come i canadesi completamente vaccinati rappresentino una minaccia per la salute pubblica statunitense giacchè i tassi di vaccinazione sono più alti in Canada rispetto agli Stati Uniti e i tassi di infezione sono inferiori» Betty ha poi evidenziato che  «Gli Stati Uniti hanno adottato regole diverse per coloro che giungono negli USA per via aerea e coloro che vogliono attraversare i confini via terra».

Dissensi anche dalla linea di confine statunitense

Non sono tardati ad arrivare dure critiche anche dal sud della linea di confine tra Canada e USA, dunque sul fronte americano.

 

Higgins in qualità di rappresentante di un distretto nello Stato di New York, che comprende Buffalo e Niagara Falls, ha ribadito, nel corso di una conferenza stampa avvenuta oggi,  quanto l’economia dei Paesi di confine sul fronte americano siano stati duramente colpiti  a seguito della chiusura dei confini terrestri. Higgins ha poi esortato il presidente Biden a dover spiegare il perché di una scelta che sta costando all’economia degli Stati Uniti circa 1,5 miliardi di dollari a settimana.

 

Ad unirsi al coro dei dissenzienti, la deputata repubblicana Elise Stefanik, il cui distretto comprende le comunità di confine del nord di New York come Plattsburgh e Massella. «L’incapacità del presidente Biden di riaprire il confine settentrionale, soprattutto in considerazione della recente decisione del Canada di riaprire il confine ai viaggiatori americani completamente vaccinati ad agosto, è assolutamente e inequivocabilmente inaccettabile», ha affermato Stefanik che ha poi aggiunto «Questo fallimento dell’amministrazione Biden nel riaprire il nostro confine settentrionale è devastante per le famiglie, le imprese e le comunità del Paese settentrionale che speravano che gli Stati Uniti avrebbero ricambiato la decisione del Canada di ripristinare i viaggi attraverso il confine».

 

Anche dalle fila democratiche non sono mancate critiche alla scelta del Governo, come manifestato dalla rappresentante democratica Suzan DelBene la quale ha affermato come mantenere il confine chiuso comporterà la chiusura di più aziende nel suo distretto dello Stato di Washington.

 

Comprendere come frenare la diffusione del virus che ha scatenato la pandemia, da molti mesi non è  l’unica preoccupazione dei governi di tutto il mondo, giacché le diatribe politico economiche hanno chiuso confini ed aperto vari fronti di confronto, talvolta, rubando la scena al tanto detestato Covid – 19.

 

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