Home / Costume & Società  / Agorà Report USA  / Miami, il tunnel sott’acqua di Musk che fa discutere

Miami, il tunnel sott’acqua di Musk che fa discutere

Miami tunnel sott'acqua traffico

Consenso del sindaco di Miami alla costruzione di un tunnel a 3 metri di profondità per risolvere il problema del traffico urbano e dissenso delle associazioni ambientaliste che temono un disastro per l’ecosistema dei fondali marini.

Continua a far discutere il progetto di costruzione del tunnel sott’acqua a Miami per decongestionare il traffico che attanaglia la città. Un’idea ambiziosa presentata dal magnate americano/canadese Elon Musk al sindaco della città Francis Suarez, che l’ha accolta con grande favore.

 

Una galleria sotterranea, scavata a tre metri di profondità per collegare i punti nevralgici della città, accende un vivace confronto tra le associazioni ecologiste e gli amministratori del territorio.

 

Gli ambientalisti temono un impatto devastante per l’ecosistema dei fondali marini mentre gli amministratori del territorio valutano i vantaggi di un percorso viario alternativo, che abbasserebbe sensibilmente le emissioni inquinanti dei gas di scarico delle auto. Due posizioni apparentemente contrastanti che mirano ad un unico obiettivo: la salvaguardia dell’ambiente.

Urbanizzazione e traffico

A Miami il problema del traffico e dell’inquinamento atmosferico ad esso collegato è molto sentito. Con la costruzione di migliaia di grattacieli negli ultimi 10 anni, la città ha oramai una connotazione di metropoli pari a New York e Los Angeles. Il traffico automobilistico interessa soprattutto i quartieri di Brickell, Downtown, Edgewater, Design District e l’isola di Miami Beach che sono stati interessati da una cementificazione massiccia e repentina, che ha dato un volto nuovo al centro abitativo più grande del Sud della Florida.

 

Le centinaia di edifici altissimi costruiti in questi ultimi anni hanno modificato notevolmente lo skyline di Miami, tanto da suscitare meraviglia nei visitatori assenti dalla città da qualche anno. Uno sviluppo urbano che non è stato coadiuvato da un altrettanto piano pubblico di investimenti per la gestione del traffico e del sistema di trasporto pubblico. Una mancanza che oggi la città sta pagando con ingorghi, disordine e inquinamento ambientale.

Tunnel, sì o no?

Nei giorni scorsi, il sindaco di Miami – Francis Suarez –  ha avuto un colloquio con Elon Musk per valutare la fattibilità della proposta avanzata dall’imprenditore milionario che è simile per intenti e struttura ad un suo progetto pilota, Dugout Loop a Los Angeles.

 

Suarez – dopo la riunione – con un messaggio dal suo account twitter, si è detto entusiasta e disponibile a valutare la proposta: «Penso che abbiamo un’opportunità unica per creare un progetto esclusivo, non solo per Miami, ma per il mondo, sarebbe  una soluzione anche per il trasporto pubblico». Il tunnel di Miami sposterebbe persone e merci solo con veicoli a zero emissioni, tagliando i tempi di pendolarismo e alleviando la congestione del traffico urbano.

 

Per la realizzazione sarebbe previsto un costo minimo stimato intorno ai 30 milioni di dollari. «Auto e camion bloccati nel traffico generano megatoni di gas tossici, ma i tunnel stradali sotto Miami risolverebbero il traffico e sarebbero un esempio per il mondo – ha detto su Twitter Musk- se il governatore Ron DeSantis e il sindaco Suarez vogliono che venga fatto, lo faremo». Una dichiarazione di disponibilità immediata che però non chiarisce come sarebbe finanziato il progetto ed eventualmente a quali fondi pubblici attingere.

 

Intanto le associazioni ambientaliste della Florida esprimono preoccupazione. Gli esperti dubitano dei calcoli economici presentati. «I trenta milioni previsti per la costruzione del tunnel potrebbero tranquillamente schizzare a 750 milioni, essendo la città eretta su un sottosuolo calcareo spugnoso che rende il suo terreno altamente dissolvibile. Inoltre, Miami è soggetta all’innalzamento delle acque, un altro elemento che potrebbe sconvolgere i calcoli di Musk».

 

Per leggere tutti gli articoli del nostro partner clicca su Italia Report USA

NESSUN COMMENTO

POSTA UN COMMENTO