
Merryflix, la collana romance al servizio di un’unica grande trama
Merryflix, cinque autrici e cinque storie diverse.
Chi dice che i libri natalizi siano banali e tutti uguali? Quella dedicata a Merryflix è una collana di romance che riunisce cinque penne al servizio di un’unica grande trama.
Arriva sempre quel momento dell’anno in cui tutto, improvvisamente, deve essere natalizio. I film che affollano piattaforme streaming e palinsesti televisivi, le canzoni che conosci a memoria, i libri con copertine colorate che promettono finali rassicuranti. È il periodo perfetto per leggere storie romantiche, ma anche quello in cui è facilissimo annoiarsi. Perché il rischio è sempre lo stesso: prendere il Natale, ficcarlo a forza in una trama qualsiasi e sperare che basti. La collana Merryflix Production fa un’altra scelta: prende il Natale e lo usa come intreccio narrativo.
Merryflix, cinque autrici e cinque storie diverse
Qui il Natale non calma, complica. E funziona. La collana riunisce cinque autrici e cinque storie diverse, che però parlano la stessa lingua: quella del romance che vuole intrattenere sul serio, senza sembrare un compitino. C’è ironia, c’è tensione, c’è leggerezza ma non superficialità. Non c’è l’illusione di inventare qualcosa di totalmente nuovo. C’è la consapevolezza di usare archetipi riconoscibili: il capo intrattabile, le bugie che incasinano la vita della protagonista, i segreti che emergono nel momento peggiore, le seconde possibilità che arrivano quando non sei sicuro di volerle. Ma c’è anche la volontà di usarli bene, con dialoghi che scorrono, trame ben delineate e personaggi che non sembrano messi lì, a caso, solo per riempire la trama.
Cinque romanzi stand alone che non hanno un ordine di lettura obbligatorio e che non puntano all’uniformità. I libri non cercano di somigliarsi: cambiano i toni, cambiano le ambientazioni, cambiano gli stili narrativi. Le cinque penne diverse si sentono tutte. E va benissimo così. La collana funziona perché non forza l’unità. È una serie che si legge come si vuole: si può iniziare da dove si vuole, leggere i romanzi nell’ordine che si preferisce e scegliere di leggerne solo qualcuno. Le storie, infatti, sono tutte parallele e si svolgono nello stesso arco temporale, ossia (ovviamente) le settimane che precedono il Natale. Fatta eccezione per Our Last Christmas la cui storia prolunga la sua durata fino alla vigilia di Natale, che segna il grande epilogo complessivo. Cinque storie autoconclusive che hanno un unico fil rouge: la casa di produzione di film natalizi Merryflix.
I libri Merryflix non seguono un unico schema narrativo. Condividono l’atmosfera, il periodo dell’anno e una certa idea di romance, ma poi prendono strade diverse. L’idea di fondo è che il Natale non sia un rifugio, ma un momento in cui qualcosa deve succedere. E ogni autrice lo usa a modo suo: come campo di battaglia, come detonatore, come spazio di silenzi, come occasione per mentire meglio o per dire finalmente la verità. Si tratta di storie che tengono compagnia, fanno sorridere e, quando serve, sanno anche colpire nel punto giusto. Così come non c’è un ordine obbligatorio, non c’è nemmeno un tono dominante. Si passa dall’ironia alla malinconia, dal ritmo veloce a quello più sostenuto, senza mai sentirsi in un altro universo narrativo.
My Scrooge Boss – Melanie Bloom
Primo volume della collana, è firmato da Melanie Bloom che punta sul trope del grumpy for sunshine. Il grumpy, in questo caso, è lui, Harvey: il capo rigido, controllato, emotivamente distante. A fargli da contrappasso narrativo c’è Alex, la sua assistente, con la sua solarità e i suoi maglioni luccicanti. My Scrooge Boss è un office romance che abbraccia quel forced proximity che a dicembre diventa inevitabile, anche per chi vive di tabelle Excel e autocontrollo. Il Natale fa il suo mestiere: moltiplica le occasioni, accorcia le distanze, rende tutto più scomodo. Non ci sono miracoli, nessuna redenzione spettacolare, nessun cambiamento improvviso: il piacere sta tutto nel leggere dei confini che si spostano un centimetro alla volta. Non è una favola natalizia, ma una trattativa emotiva all’ultimo contratto.
Hot Christmas Lies – Paola Servente
Sì, il Natale dovrebbe essere il momento della sincerità, ma Hot Christmas Lies sceglie deliberatamente la strada opposta, giocando con uno dei trope più pericolosi di sempre: le bugie che sembrano una buona idea. Aggiungiamoci il Christmas set(ting), qualche scelta discutibile e il classico ormai è troppo tardi per dire la verità, e il disastro è servito. Il rapporto hate to love tra l’attore James Lee Cooper e la stagista Sophia Mc Carthy cresce mentre le bugie si accumulano, il che rende tutto più divertente e più teso allo stesso tempo. Paola Servente costruisce un intreccio che gioca con il non detto e con la consapevolezza che, a dicembre, le scuse durano meno. Più ci si avvicina alle feste, più diventa difficile reggere il gioco. E poi vogliamo mettere il fascino di una star di Hollywood?
Christmas On Ice – Emily Pigozzi
Non poteva mancare uno sport romance: Christmas on Ice prende il trope del forced proximity e lo porta, letteralmente, sul ghiaccio. Kieran Torrance è disciplina pura, metodo, concentrazione costante. Ariana Diaz Andersen, invece, porta con sé talento, determinazione ma un caratteraccio che nasconde in realtà una grande sensibilità. Ingaggiati per riportare in auge uno spettacolo che potrebbe salvare Merryflix, i due sono costretti a condividere allenamenti, tempi e silenzi. Obbligati a conoscersi meglio, scopriranno che non sono così incompatibili e che fidarsi di qualcuno a volte è più naturale di ciò che pensiamo. Un Natale sul ghiaccio che scalda il cuore.
Santa Has a Secret – Edy Tassi
Per Santa Has a Secret, Edy Tassi sceglie un tono scherzoso e gioca con l’espediente narrativo dell’hidden agenda: celebrity vs reporter, Benjamin Edwards e Jennifer Knot si muovono in un intreccio fatto di mezze verità, identità nascoste e situazioni da manuale. Tra momenti leggeri e una chimica che cresce proprio quando le maschere iniziano a cadere, il romance prende forma senza mai prendersi troppo sul serio. È l’ironia la vera protagonista del romanzo e dei dialoghi irriverenti tra i due protagonisti. Un Natale pieno di sorprese, nel vero senso della parola.
Our Last Christmas – Madeleine H.
Our Last Christmas è la storia che conclude la collana e gioca con uno dei trope più delicati di sempre: la second chance. Diana Hoffman e Thomas Whitaker si ritrovano a fare i conti con un passato che non è mai rimasto davvero tale e con tutte quelle cose non dette che tornano a galla proprio quando sembrava tutto superato. I due protagonisti si ritroveranno a lavorare fianco a fianco ma in due squadre diverse, facendo riemergere le ferite del passato, così difficili da guarire. Anche qui il Natale non è magia: non è un Natale che promette miracoli, ma è un Natale che offre una possibilità. L’epilogo di tutti gli epiloghi. Imperdibile.
Di Immacolata De Vita

Laureata in Scienze della Comunicazione, è un’appassionata di storie. Divoratrice di libri, dipendente dalle serie tv, adoratrice del cinema. La sua missione è una soltanto: convertire chiunque incroci sul suo cammino al mondo telefilmico.








