
Icone femminili nella letteratura
Le 10 donne più iconiche della letteratura.
Quale modo migliore per celebrare la figura della donna che stilare un elenco delle icone femminili della letteratura?
Che la si chiami in vulgaris Festa delle Donne o con la dicitura politicamente corretta di Giornata Internazionale della Donna, la data dell’8 marzo è sempre stata controversa e contestata. “La donna si festeggia tutto l’anno”, “facile festeggiarci un giorno e trattarci male il resto dell’anno”, “è una festa consumistica”, “è solo una scusa per uscire a far baldoria” e così via.
Festa della Donna, un giorno controverso
Le donne si dividono in due macro-fazioni: da un lato le ferventi dell’8 marzo che colgono la palla al balzo per organizzare serate tra amiche, all’insegna del divertimento e di un pizzico di trasgressione; dall’altro le anticonformiste a tutti i costi, che passano la giornata a propagandare origini e analisi politico-sociale di questa ricorrenza. Allo stesso modo gli uomini si dividono tra quelli che fungono da dispenser umani di auguri e mimose, e quelli che trascorrono l’intera giornata a malignare ironicamente contro le donne, travestendo commenti sessisti o pseudo-tali da boutade e osservazioni pungenti che pretendono di essere divertenti.
La verità è che, di qualsiasi fazione si voglia far parte, non si possono negare le lotte che le donne hanno dovuto notoriamente affrontare nel corso della storia per conquistare diritti (e doveri, in realtà) da sempre scontati per gli uomini. La storia e la letteratura mondiale sono ricche di autori e autrici che hanno raccontato, attraverso protagoniste forti – o diversamente forti – le difficoltà e l’evolversi della condizione della donna nella società.
Icone femminili: ecco le 10 donne più iconiche della letteratura!
Elizabeth Bennet – Orgoglio e Pregiudizio
Protagonista di Orgoglio e Pregiudizio, il romanzo più celebre di Jane Austen, Elizabeth Bennet è una ragazza che si distingue dalle sue coetanee, non solo per lo spirito arguto, ma anche per il cinismo con cui analizza regole e abitudini della società borghese di cui fa parte. A prescindere dall’amore enemies to lovers con Mr Darcy, Lizzie è tra i personaggi più amati e omaggiati della letteratura per la sua caparbietà che le permette di non piegarsi alla volontà della società o di un uomo troppo “orgoglioso” per riconoscere il suo valore.
Jo March – Piccole Donne
Per alcuni annoverabile tra i personaggi letterari femminili dalla forte impronta femminista, per altri, invece, è una femminista anti-femminista, che decide comunque, a un certo punto, di piegarsi alle norme sociali e di essere “troppo buona per essere vera”. Sicuramente, però, Jo March, la secondogenita delle Piccole Donne di Louisa May Alcott è una donna fuori dagli schemi: indomabile, forte, coraggiosa, caparbiamente attaccata alla sua libertà, fervente sostenitrice dell’importanza di essere acculturata.
La Monaca di Monza – I Promessi Sposi
Tra i personaggi più rilevanti della letteratura c’è sicuramente la Monaca di Monza, antieroina per eccellenza che, ne I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, ruba un po’ la scena alla dolce Lucia. Questo personaggio non è certo un modello di virtù, assoggettata ai desideri e alle richieste del nobile amante, ma rappresenta sicuramente la condizione delle donne vittime dei condizionamenti sociali che limitano la loro libertà di scelta. Certo, oggi non siamo costrette a farci suore, ma siamo davvero libere di essere chi vogliamo e fare tutto ciò in cui crediamo?
Emma Bovary – Madame Bovary
Anche in questo caso non siamo di fronte a un modello di virtù e irreprensibilità, ma la Madame Bovary di Gustave Flaubert è uno dei primi omaggi all’emancipazione femminile. Emma è una donna che ha tutto ciò che per la società di quel tempo era sufficiente a una donna per essere felice, eppure è infelice. Si dedica al libertinaggio e insegue il sogno d’amore con uomini sbagliati, pagando in modo tragico la sua ingenuità e la sua annoiata vena idealista.
Jane Eyre
Jane Eyre, protagonista dell’omonimo romanzo di Charlotte Bronte, è una delle prime figure femminili della letteratura che sfida apertamente le strutture sociali e patriarcali della sua epoca. Destinata a una vita di sofferenza, angherie e ingiustizie, Jane si ribella e con resilienza riesce a cambiare la sua vita, a essere indipendente senza accettare il vincolo matrimoniale solo per subordinarsi alle convenzioni sociali, e scegliendo la sua integrità morale anche di fronte al travolgente amore per Mr Rochester.

Anna Karenina
Anche l’Anna Karenina di Lev Tolstoj può ritenersi una figura, per certi versi, protofemminista. Innanzitutto si rifiuta di sottostare all’idea di matrimonio tradizionale, inteso come costrizione sociale e non come unione tra pari. Affronta il giudizio sociale riservato alle donne fedifraghe, ben più severo di quello concesso agli uomini traditori. Sebbene con un tragico epilogo, il romanzo racconta la lotta della donna per il diritto di seguire i propri desideri e di vivere una vita autentica.
Constance Chatterley – L’amante di Lady Chatterley
Molto prima e molto più intensamente delle 50 sfumature di Christian Grey, L’Amante di Lady Chatterley è stato il romanzo più scandaloso del XX secolo, bannato in tutta Europa per decenni. Il romanzo di David Herbert Lawrence, infatti, sovverte l’idea della sessualità femminile intesa come sottomessa al piacere maschile o funzionale alla procreazione. Constance costruisce una scabrosa relazione con il suo amante, che usa per esplorare il suo piacere sessuale, ma anche le sue emozioni e la sua libertà di scegliere come e con chi vivere la propria sessualità.
Rossella O’Hara – Via Col Vento
Tra le icone femminili più famose e citate sia del mondo cinematografico che letterario, Rossella O’Hara, protagonista di Via Col Vento, porta nel mondo artistico femminile una tipologia di donna forte, determinata, ambiziosa, ai limiti dell’egoismo. La resilienza, la passione e lo spirito di sopravvivenza insieme ai suoi difetti e alle sue contraddizioni, la rendono autentica, lontana dall’immagine della donna passiva e accondiscendente dell’epoca.
Bridget Jones – Il Diario di Bridget Jones
Con un salto temporale ai giorni nostri, Bridget Jones è indubbiamente, ormai, un vero e proprio topos. La goffa protagonista dei romanzi di Helen Fielding, incarna la donna comune, imperfetta e autentica e sfida gli irrealistici canoni che imprigionano l’universo femminile nelle pretese di perfezione, compostezza e sensualità. Bridget sbaglia, nel tentativo di conciliare (dis)avventure amorose, carriera e autostima, con la vulnerabilità e il senso dell’umorismo che l’hanno consacrata come icona femminile, autentica e che ha il coraggio di essere se stessa.
Katniss Everdeen – Hunger Games
Se finora abbiamo viaggiato nel passato, dopo la capatina nel presente, andiamo nel futuro con Katniss Everdeen, protagonista di Hunger Games. Nel mondo distopico creato da Suzanne Collins, Katniss diventa simbolo di empowerment femminile perché sfida le ingiustizie di un sistema contro cui nessuno osa ribellarsi. Il suo coraggio, la sua forza e la sua determinazione la trasformano da ragazza timida e solitaria a leader capace di stravolgere il mondo.
Who run the world? Girls!
Di Titta De Vita

Laureata in Scienze della Comunicazione, è un’appassionata di storie. Divoratrice di libri, dipendente dalle serie tv, adoratrice del cinema. La sua missione è una soltanto: convertire chiunque incroci sul suo cammino al mondo telefilmico.







