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Calendario Di Meo 2020. Dai vitigni irpini fino alle capitali del mondo.

A Belgrado, nel corso di un maestoso party, è stata presentata la diciottesima edizione del prestigioso calendario che congiunge Napoli con le grandi città internazionali.

 

Generoso Di Meo, medico e imprenditore vinicolo di successo, ci racconta subito del fortunato incontro da cui è scaturita la prima ispirazione per il suo celebre calendario. «Durante un volo in aereo – ci dice – ebbi l’occasione di parlare con il famoso fotografo Luciano Romano, impegnato allora in un lavoro dedicato alla Galleria Borghese. Fu proprio lui a suggerirmi di fondere in forma di immagini l’attività vinicola di famiglia con l’arte, e da quella idea nacquero quindi una serie di bellissime fotografie, realizzate da altrettanti maestri quali Massimo Listri, Mario Testino e Giovanni Gastel, raccolte poi sotto il titolo di ‘Fotografi in cantina’».

La storia del calendario

A quel primo esperimento espressivo sono poi seguite tutte le altre edizioni del Calendario Di Meo, che partendo dai luoghi di origine della famiglia, ovvero Salza Irpina e Napoli, hanno toccato negli anni molte delle città più importanti del mondo, come Londra, Parigi, New York, Berlino, ma anche Istanbul, Varsavia, fino ad arrivare a Belgrado, protagonista dell’edizione 2020 dal titolo ‘Napoli Belgrado: Il Nero e il Bianco’. «Il calendario – prosegue Di Meo – permette di creare di volta in volta un gemellaggio fra la nostra città ed un’altra grande capitale artistica e culturale del mondo, unendo le inconfondibili fotografie del maestro Massimo Listri con testimonianze saggistiche di intellettuali importanti, come ad esempio Vittorio Sgarbi, Peppe Morra ed Enrico Fiore, tutti coinvolti in quest’ultimo lavoro. La presentazione inoltre, è l’occasione speciale per organizzare insieme a mio fratello, Roberto Di Meo, il tradizionale galà per i nostri ospiti internazionali».

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Il Party

Il ‘Black & White Ball, svoltosi a novembre nelle monumentali sale del Palazzo di Serbia, ed ispirato al celebre party voluto nel ’66 da Truman Capote, quest’anno ha visto come protagonisti oltre 700 invitati, tutti appartenenti al mondo della cultura, della diplomazia, dell’imprenditoria e della finanza, oltre che della nobiltà europea. Erano presenti fra gli altri anche l’ambasciatore italiano a Belgrado Carlo Lo Cascio, la cantante lirica Jadranka Jovanovic, il magnate Philip Zepter, Maria Gabriella di Savoia e i Principi Reali Alessandro e Caterina di Serbia. «É stata una serata davvero emozionante – ci conferma ancora Generoso Di Meo – durante la quale si è sprigionato alla perfezione lo spirito che ci anima, all’insegna del dialogo fra realtà distanti ma che talvolta si rivelano molto più affini di quanto si potrebbe immaginare».

Di Meo Vini ad Arte

E proprio con l’intento di sottolineare al meglio il significato di questa attività cosmopolita, sospesa fra i vini, l’arte e l’incontro, già dopo le primissime edizioni del loro calendario i fratelli Di Meo hanno creato l’Associazione Culturale ‘Di Meo Vini ad Arte, che da allora fa da cornice per tutti gli eventi. «Il motto che ci ha ispirato sin dall’inizio  – ricorda con orgoglio Di Meo – è quello tratto dal romanzo ‘Casa Howard’ di Edward Morgan Forster, ovvero “only connect”, nient’altro che connettere. Perché la direzione di questa esperienza è sempre stata quella di unire le persone, i popoli e i ceti. E Belgrado in questo senso non ha tradito le attese, vista l’accoglienza splendida che abbiamo ricevuto, e le numerose opportunità che la città ci ha offerto per comprendere un periodo storico particolare, legato alla vicenda della ex Jugoslavia e soprattutto alla figura molto carismatica del maresciallo Tito».

L’edizione 2021

A questo punto, non rimane che godersi nei prossimi mesi il prezioso calendario, e soprattutto domandare a Generoso Di Meo quale città farà da sponda alla nostra Napoli nell’edizione 2021. «Sarà Stoccolma!» ci incalza subito lui, con il tono fiero ed entusiasta di chi già non vede l’ora di essere lì.

 

Di Giovanni Aiello

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