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La manifattura Ginori 1735

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La storia della Manifattura Ginori inizia nel 1735 a Doccia, proprio a due passi da Firenze, quando il marchese Carlo Andrea Ginori, ispirato dalla passione per l’oro bianco, avvia una fabbrica di porcellana destinata a diventare un’icona di stile, in tutto il mondo.

 

Le origini

Carlo Ginori coglie da subito l’opportunità di dare spazio a una nuova creatività, capace di sintetizzare elementi della tradizione antica con influenze più moderne.  La Manifattura dà quindi vita all’arte della lavorazione della porcellana e Ginori diventa il punto di riferimento internazionale per la realizzazione di sculture.

 

L’Ottocento, con il passaggio dal secolo della ragione a quello del sentimento, segna un nuovo capitolo nel gusto artistico e della fabbricazione della porcellana. Nel 1806 la direzione della Manifattura passa, infatti, a Leopoldo Carlo Ginori Lisci e il giovane erede dimostra immediatamente di avere una visione imprenditoriale ampia, avviando un processo di profondo rinnovamento.

 

Nel 1896 la Manifattura si espande e dalla fusione con la Società Ceramica Richard, di origine lombarda, nasce la Società Ceramica Richard Ginori. La tradizione dei maestri artigiani incontra in questo modo nuove tecnologie e le creazioni si perfezionano grazie all’impiego di nuovi brevetti.

 

Dal 1923 al 1933 la direzione artistica della Manifattura è affidata a Gio Ponti. Al Maestro si deve la capacità di introdurre elementi fortemente innovativi con sensibilità e rispetto nei confronti del gusto per l’antico e della cultura orientale. Nel 1925 all’Esposizione Universale di Parigi, la Manifattura e il suo direttore artistico vengono premiati con l’assegnazione ad entrambi di un Grand Prix.

 

 

Gli anni ’80

Nel 1985 la Manifattura si rinnova ancora, affidandosi all’esperienza dei più grandi designers italiani del momento: Franco Albini, Franca Helg, Antonio Piva, Sergio Asti, Achille Castiglioni, Gabriele Devecchi, Candido Fior, Gianfranco Frattini, Angelo Mangiarotti, Enzo Mari e Aldo Rossi.

 

Nel 2013, la Manifattura viene acquisita da Gucci e la direzione artistica affidata ad Alessandro Michele.

 

Nel 2016, Richard Ginori passa sotto il diretto coordinamento del Gruppo Kering, mentre la direzione creativa viene affidata a un team di designer formato sotto la direzione di Alessandro Michele nel periodo in cui ha ricoperto questo ruolo.

 

Oggi la Manifattura torna alle sue radici, diventando Ginori 1735 con l’obiettivo di puntare ancora maggiormente sulla propria legacy, intesa quale profondo senso di ospitalità, attenzione alle buone maniere e spirito vivace, con un’evoluzione verso il settore del lusso e del lifestyle ed un respiro sempre più internazionale.

 

Punto di riferimento a Napoli è Novelli Arredamenti in via Vetriera n.20.

Prospettica

Una delle opere più note del Maestro, che rivela la sua formazione di architetto già nel titolo, nella serie di vasetti che occupano le celle e nella resa prospettica delle celle stesse, che preludono la visione da un unico punto di vista.

 

Il vaso ad orcino Prospettica, rieditato da Ginori 1735, è caratterizzato dall’effetto illusionistico del rilievo. Interamente decorato a mano, in decalcomania, viene impiegata la tecnica del taglio in doppiò al fine di mantenere il medesimo spessore dell’incorniciatura delle celle.

Passeggiata Archeologica

Con il decoro della Passeggiata Archeologica, l’architetto Ponti reinterpreta l’ispirazione classicistica della Manifattura, che evoca il gusto settecentesco dei viaggiatori del Grand Tour con un riferimento al percorso, inaugurato nel 1918, presso gli scavi di Roma e denominato Passeggiata Archeologica.

 

Il decoro mostra figure che trovano la loro dimensione spaziale grazie alla prospettiva data dal pavimento piastrellato sul quale si muovono. Ginori 1735 riedita su piatti la Passeggiata Archeologica in entrambe le varianti ideate da Ponti, a fondo bianco e a fondo nero, realizzandole con la stessa tecnica della decalcomania applicata in un’unica volta e filettati in oro a mano.

La Conversazione Classica

In La Conversazione Classica il decoro rappresenta figure allegoriche, alludenti alle Arti come La Musica e La Lettura, tradotte in stile Déco. Le figure si muovono su una pavimentazione impreziosita da simboli dell’antichità, con fughe prospettiche che conferiscono dinamismo alla composizione.

 

Ginori 1735, fedele agli originali di Gio Ponti, riedita La Conversazione Classica su coppe ovali in maiolica dove le figure si stagliano su fondi in blu cobalto nel putto che scherza con il cane, o in un rosso vagamente simile a quello pompeiano per le figure semi sdraiate.

 

 

Di Tiziana Gelsomino

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