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Giglio: Le stagioni dell’amore? Un romanzo sui sentimenti che sfidano la morte

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Gabriella Giglio conclude la sua trilogia sulle stagioni della vita. Tutti i proventi del libro saranno devoluti alla Fondazione Enzo e Lia Giglio, dedicata ai genitori della scrittrice, impegnata nella cura e nella tutela dei minori.

 

Umani e sofisticati, sono personaggi in cerca di un autore, si muovono su una giostra di pirandelliana memoria che non smette di girare. Dopo Un anno di noi (Apeiron) e Profumo di gelsomino (Treves) la scrittrice Gabriella Giglio conclude la trilogia con il romanzo corale Le stagioni dell’amore “dirigendo” per l’ultima volta i suoi protagonisti come attori sul palco della vita con un tocco intimista e inebriante come la primavera. Sono affamati di emozioni in una Partenope fatta di vicoli e panni stesi legata affettivamente a Natale in casa Cupiello di Eduardo De Filippo.

 

Qui i sentimenti sfidano la morte e ricordano quelli di Dona Flor dello scrittore Jorge Amado che aveva due mariti: uno nei sogni e uno nella realtà. La voce narrante è quella di Sofia, ormai settantenne, un omaggio all’attrice napoletana di La Ciociara e Matrimonio all’italiana, sempre più innamorata del fumettista di successo Roberto di 84 anni, un nome che rievoca il grande cinema italiano, il regista di Roma città aperta e Sciuscià, Rossellini.

 

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La fine come inizio

Il loro legame dopo 25 anni è più solido che mai. Decidono di lasciare il Canada per ritornare a Napoli, ma qualcosa va storto: nelle prime pagine del libro la coppia perde la vita mano nella mano in un brusco incidente. La loro fine diventa un inizio prendendo in prestito le parole del giornalista Tiziano Terzani, un punto di partenza fatto di aneddoti, storie e segreti e fondato sulla consapevolezza che i sentimenti veri non sono solo “terreni” ma universali, vivono in un aldilà che non è mai stato così vicino.

 

Quasi come un presagio la protagonista lascia prima di morire dei quaderni, delle memorie destinate alla sua famiglia allargata. Vuole farsi conoscere dai figli non più come madre ma come donna. Una donna forte ricca di contraddizioni ed errori che la rendono umana. Quasi come a ricercare una redenzione post mortem.

L’autrice

«Ho visto crescere i personaggi giorno dopo giorno seduta alla mia scrivania. Ci ho parlato, sono cresciuta e mi sono commossa insieme a loro – spiega Giglio -. C’è tanto di me, nel romanzo, ci sono le mie passioni: il teatro, il cinema, l’arte e la musica. E c’è il ricordo di mio padre. L’ultimo viaggio che ho fatto con lui è stato in Canada, una terra selvaggia caratterizzata da immensi spazi e da una natura spettinata che ti fa sentire impotente di fronte a tutta questa grandezza. Completamente diversa dalla mia Napoli, caotica e pulsante dominata da mare e vulcano.

Le stagioni dell’amore (disponibile nelle libreria IoCiSto, nella gioielleria Ileana Della Corte, attraverso i canali social dell’autrice e in versione ebook su Amazon) non rappresentano solo condizioni geografiche e meteorologiche, ma sono una metafora dello scorrere delle lancette dell’orologio, degli stati d’animo che si susseguono in diverse fasi e momenti. Rappresentano i sentimenti che hanno un nesso con l’aldilà, perché l’amore non finisce quando due occhi si chiudono».

Tutti i proventi del libro saranno devoluti alla Fondazione Enzo e Lia Giglio, dedicata ai genitori della scrittrice, impegnata nella cura e nella tutela dei minori, tra cui Il progetto La casa di Matteo di Luca Trapanese che accoglie bambini malati terminali e aiuta i ragazzi nella ricerca di un lavoro e di un futuro migliore.

 

Di Francesca Saccenti

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