Lilo & Stitch

5 motivi per cui Lilo & Stitch è il miglior live-action Disney

Lilo & Stitch è il miglior esperimento Disney degli ultimi anni.

Ammettiamolo: quando sentiamo “live-action Disney”, il nostro cuore sobbalza. Più per paura che per entusiasmo. Abbiamo assistito a leoni iperrealistici che parlano con l’espressività di un tostapane (ciao Simba), una trasposizione di Mulan priva dell’ironia e della leggerezza che hanno fatto conoscere la donna che salvò la Cina al mondo intero, e principesse con meno carisma di un’ameba. Eppure, in mezzo a questa giungla digitale, eccolo che arriva: il live action di Lilo & Stitch.

In punta di piedi, con un’onda hawaiana e su una tavola da surf, si piazza lì, tra remake blasonati e esperimenti mal riusciti, riuscendo in una missione impossibile (non quella di Tom Cruise): funzionare. Davvero.

Ecco 5 motivi (più uno extra, dai) per cui questo remake potrebbe essere non solo il migliore, ma anche uno tra i pochi di cui non ci pentiremo tra dieci anni.

Stitch è vero… ma non troppo!

L’ansia più grande, soprattutto per i fan dell’alieno coccoloso, era vedere Stitch in CGI. E se lo avessero realizzato con gli occhi vitrei, nello stile di Tim Burton? O, peggio ancora, realistico come un incrocio tra un koala e un gremlin?

E invece… sorpresa! Senza scivolare nella trappola della CGI iperrealistica che uccide la magia, il risultato è credibile: cartoon ma ben inserito nel mondo reale. Si muove in modo naturale, fa le sue faccette, e non ti viene voglia di scappare, ma di adottarlo. Almeno finché non ti devasta la cucina,

Finalmente ritorna la leggerezza

Nel mondo dei remake Disney, dove ogni pellicola si tinge di sfumature da tragedia shakespeariana in CGI, Lilo & Stitch fa l’opposto: non dimentica di essere divertente. Stitch, con le sue orecchie da pipistrello e la tendenza a distruggere tutto ciò che tocca, è ancora l’alieno iperattivo e borderline che amiamo. Solo che ora ha una texture pelosa da accarezzare (virtualmente). La comicità slapstick resta, la goffaggine è amplificata e, miracolosamente, nessuno cerca di “renderlo più dark”. Disney, grazie per aver resistito alla tentazione del trauma gratuito.

No al copia-incolla, ma con rispetto

Molti live action si limitano a fare il cosplay del film originale. Lilo & Stitch riesce nel miracolo di riprendere lo spirito del cartone e adattarlo con delicatezza. Lilo non è solo una bambina strana o originale, come nel cartone, ma è, come ci si aspetta dalla delicata situazione vissuta: sola, arrabbiata e tenerissima. E il film lo racconta con rispetto, senza infantilizzare il suo dolore o renderlo patetico.

Nani è una ragazza che si sente in dovere di rinunciare ai suoi sogni per non abbandonare l’Ohana, con tutta l’umana frustrazione che ne consegue. La dinamica tra le due sorelle è una delle cose più vere viste in un film Disney da anni. È disordinata, imperfetta, piena di urla, abbracci e amorevoli conflitti. Come la vita, insomma.

Divieto Clichè

Le Hawaii, nel film, non sembrano un set da resort all inclusive. Sono vive, con persone vere, case un po’ storte, strade polverose e cibo vero (spoiler: non è tutto ananas e ukulele). Il film ha il buon gusto di non appiattire la cultura hawaiana a stereotipo da brochure turistica. Ma soprattutto, valorizza il concetto di comunità, di famiglia allargata, di legami che non sono sempre quelli biologici.

Ohana, insomma. Ma quella vera, non quella usata su Pinterest per giustificare i drammi familiari.

Il fan service che ci piace

Sì, ci sono citazioni. Sì, ci sono momenti pensati per chi amava il film originale. Ma non sono spalmati a caso. Sono inseriti con cura, sono piccoli regali per chi li coglie, ma non ostacolano la visione di chi guarda Lilo & Stitch per la prima volta.

E poi ci sono Elvis, Scrump, le battute iconiche e qualche volto familiare in versione live. È nostalgia fatta bene, e chiunque abbia visto più di tre remake Disney sa quanto sia raro.

Bonus: è un film per bambini, ma anche per gli adulti di cui parla Saint Excupery ne Il Piccolo Principe

Non cerca di farti la morale, non ti urla contro messaggi di empowerment scritti con l’evidenziatore: Lilo & Stitch parla di famiglie spezzate, traumi, rapporti non convenzionali e seconde possibilità. Ma lo fa con tatto, attraverso un piccolo alieno nato per essere cattivo, ma “addestrato”, come lo intende la Volpe del Piccolo Principe.

È un film che puoi vedere con un bambino… ma che ti farà piangere quando lui sarà distratto.

In un mondo pieno di remake senza anima, Lilo & Stitch ha qualcosa di raro: cuore vero.

Di Titta De Vita

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