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Sad Girl Season, molto più di un mood!

Qual è la playlist perfetta per questa “stagione musicale”?

La Sad Girl Season è diventata molto più di un mood, ma che cos’è? E qual è la playlist perfetta per questa “stagione musicale”?

C’è un momento dell’anno in cui la voglia di ballare sfuma e tutto ciò che si ha voglia di fare è tirare fuori la coperta e accoccolarsi sul divano. La Sad Girl Season è la stagione più romantica, introspettiva e sorprendentemente terapeutica dell’anno. E non fatevi ingannare dal nome: non è tristezza fine a sé stessa, è un vero e proprio modo di sentirsi. È l’arte di ascoltare una canzone che fa male… ma senza stare male. La malinconia diventa una piacevole colonna sonora, fatta di voci eteree, testi spietatamente sinceri e melodie introspezione.

Un tempo era solo un hashtag su Tumblr, tra citazioni di Sylvia Plath, tazze di caffè e foto di cieli grigi. Oggi la Sad Girl Season è una corrente culturale, un modo di raccontare l’emotività femminile fuori da quegli schemi della società che vogliono le donne “forti a tutti i costi”. Spotify le dedica playlist ogni autunno che mettono insieme brani indie, alternative e pop e milioni di ascolti confermano che, in fondo, cullarsi un po’ nella nostalgia piace a tutti. O a molti, almeno.

Ecco cinque brani perfetti per la playlist della Sad Girl Season

Lana Del Ray – Young And Beautiful

Icona assoluta della malinconia glamour, Lana Del Rey ha trasformato il dolore in estetica cinematografica, pardon: discografica. In Young And Beautiful canta la paura di perdere l’amore quando la giovinezza e la bellezza svaniscono, con un tono teatrale ma intimo allo stesso tempo. Un’ode alla fragilità e al timore di non essere più desiderati, in cui la vulnerabilità diventa potente. Molto delreyano.

Taylor Swift – All Too Well (Sad Girl Autumn Version)

Taylor Swift non racconta la fine di una storia: ne smonta ogni dettaglio, ne ricostruisce i ricordi, e ci trascina in quel dolore. Dieci minuti di pura autopsia sentimentale che nel 2022 sono diventati, infatti, un breve film. Triste, anche quello. Questo brano è la Sad Girl Season fatta musica: perfetta per chi non vuole lasciar andare la malinconia autunnale prima di lasciarsi travolgere dalle luci colorate e dagli addobbi natalizi.

Billie Eilish – What Was I Made For

Billie Eilish canta con voce fragile e trasparente un interrogativo esistenziale: chi sono quando smetto di fingere? Scritto per Barbie, What Was I Made For è un brano che parla di identità, vulnerabilità e perdita di senso. La sua voce, limpida e quasi trasparente, racconta la fatica di riconoscersi quando tutto intorno cambia più in fretta di quanto vorremmo. È una confessione sussurrata, una ninna nanna per adulti sensibili.

Olivia Rodrigo – Lacy

Tra le voci più interessanti del nuovo panorama musicale, Olivia Rodrigo sceglie un tema decisamente originale e racconta la gelosia, l’idealizzazione e il confronto, ma lo fa con leggerezza, tra sospiri, note delicate e versi quasi sussurrati. La melodia è tenue, quasi impalpabile, mentre il testo svela la fragilità del sentirsi costantemente misurati rispetto a un modello irraggiungibile. In pratica sembra stare sui social.

Phoebe Bridgers – Sideline

Sidelines è l’inno di chi osserva dai margini, dalla “linea laterale” appunto, con prudenza e curiosità. Phoebe Bridgers mescola introspezione e leggerezza pop e racconta con voce morbida e leggerezza controllata la prudenza e il distacco, trasformandoli in un’eleganza malinconica e rendendoli quasi affascinanti. Ballad sospesa tra osservazione e introspezione, “Sidelines” è il canto di chi sta ai margini ma non rinuncia a vivere.

Perciò, play e buona tristezza!

Di Immacolata De Vita

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