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Oscar 2023, nuovi trionfi e record passati

Si è tenuta due giorni fa la Notte degli Oscar che ha visto trionfare la prima attrice protagonista asiatica. Ma quali sono gli altri record della cerimonia più famosa di sempre?

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Si è tenuta due giorni fa la Notte degli Oscar che ha visto trionfare la prima attrice protagonista asiatica. Ma quali sono gli altri record della cerimonia più famosa di sempre?

Non si è certo distinta per colpi di scena la 95esima edizione degli Oscar, definita dai più “senza infamia e senza gloria”. Non ci sono stati schiaffi fuori-copione, errori nell’annuncio dei vincitori, gaffe imperdonabili o discorsi improponibili. Colpa dello schiaffone (dis)educativo di Will Smith dello scorso anno? Probabile, tanto che l’Academy ha deciso di non mettere da parte il rancore e di tenere l’attore ben lontano dalla cerimonia, tenendo fede al provvedimento che l’aveva bandito dal Dolby Theatre di Los Angeles per ben dieci anni.

 

La notte degli Oscar, cosa è successo?

Ad attirare l’attenzione e ad emergere, quindi, sono stati pochi momenti catartici, tanto che quasi si è parlato di più dei grandi assenti – Tom Cruise e James Cameron all’appello – e del backstage che dei presenti. A vincere la palma di intervista peggiore della serata, indubbiamente, Hugh Grant che ha proprio deciso di scrollarsi di dosso la patinata etichetta di mascalzone dal cuore tenero ed è apparso sul red carpet annoiato dalle domande di Ashley Graham, inviata (di Vanity Fair) per una notte: “il mio vestito? Non so di chi è”, “La mia partecipazione a Gloss Onion? Mi si nota appena, ho recitato 10 secondi”. Toda joia, toda beleza, insomma.

 

 

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A fare faville, invece, l’esibizione (inaspettata) di Lady Gaga che ha deciso di esibirsi sulle note di Hold My Hand, il brano, colonna sonora di Top Gun: Maverick, candidato agli Oscar, senza gli abiti luccicanti e gli zatteroni da cui era inseparabile agli esordi. Dopo un apprezzatissimo red carpet in Versace, durante il quale ha anche aiutato un fotografo caduto, letteralmente, ai suoi piedi, la cantante ha indossato jeans e t-shirt e, con un velo di trucco, ha dato voce a tutto il suo talento, emozionando la costellata platea.

 

Il picco di risate, invece, si è raggiunto quando Jimmy Kimmel, alla sua terza (sobria e rassicurante) conduzione, ha portato sul palco un asino, per omaggiare l’asinella protagonista del film Gli Spiriti dell’Isola.

Oscar 2023, i nuovi trionfi

Una notte degli Oscar in cui abbiamo assistito alla rivincita dei reietti e dei Davide contro i mastodontici Golia: se i colossi sono tornati a casa a mani vuote o con una statuetta di consolazione, a vincere sono stati – prevedibilmente – i protagonisti tornati alla ribalta dopo anni di buio e gli outsider.

 

Dopo la standing ovation al Festival di Venezia, la vittoria di Brendan Fraser come miglior attore protagonista per The Whale era preannunciata, ma a fare incetta degli altri premi è stato Everything Everywhere All At Once: Jamie Lee Curtis ha vinto a 60 anni il primo Oscar della sua carriera e Ke Hui Quan si è commosso durante il suo discorso in cui ha ricordato l’approdo al sogno americano su una barca prima e in un campo di profughi poi. La vera sorpresa, però, è stata Michelle Yeoh che ha soffiato il riconoscimento come Miglior Attrice protagonista alla Cate Blanchett di Tár e si è aggiudicata un record: è lei la prima attrice asiatica a stringere in mano l’ambita statuetta.

 

 

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Ma quali sono gli altri record che sono stati sanciti nel corso della storia dell’Academy?

A contendersi il primato di pellicola che ha conquistato il maggior numero di riconoscimenti ci sono ben tre titoli: sia Ben Hur, che Titanic e Il Signore degli Anelli: il Ritorno del Re vantano nel loro carnet undici statuette. Katherine Hepburn, invece, è l’attrice che ha vinto di più nella storia: ben quattro volte e, strano ma vero, tutte e quattro le volte non è mai andata a ritirare il premio di persona. Diversa, e più tribolata, la storia di Meryl Streep che ha collezionato ben ventuno nomination, riuscendo, però, a trionfare solo tre volte. Per quanto riguarda, invece, la quota azzurra, se così vogliamo chiamarla, Jack Nicholson è l’attore più nominato – ben dodici volte – e con Walter Brennan e Daniel Day-Lewis detiene anche il record dei protagonisti che ne hanno vinte di più.

 

Il record dei record, però, è quello dell’iconico Walt Disney, il padre della casa cinematografica più amata da tutte le generazioni. Il papà di Topolino ha ricevuto ben 59 nomination ed è riuscito a vincerne 26, a cui vanno aggiunte sette statuette nane: durante la cerimonia del 1937, infatti, una piccola Shirley Temple ha consegnato a Disney un Oscar speciale, accompagnato da sette statuette nane, per onorare il primo lungometraggio animato della storia del cinema.

 

 

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Se parliamo di età, invece, gli attori più agée ad aver conquistato l’Oscar sono stati un 84enne Anthony Hopkins e una 80enne Jessica Tandy; mentre i più giovani sono un attentato al cinismo: Tatum O’Neal, 10 anni appena, nel 1973 e, esattamente vent’anni dopo, una tenera Anna Paquin, 11 anni. Provate a guardare le immagini di quei momenti e a restare impassibili!

I trionfi italiani

E anche noi italiani abbiamo di che essere fieri! Innanzitutto nella bacheca del cinema nostrano sono custoditi ben quattordici Oscar – più di qualsiasi altro Paese – vinti nella categoria per il Miglior Film Internazionale. Inoltre l’indimenticabile Marcello Mastroianni detiene un record di qualità e quantità: non solo è l’unico attore che è stato nominato per ben tre volte, pur recitando in una lingua straniera, ma anche, storicamente, il primo, nel 1963 con Divorzio all’Italiana. Insomma sole, pizza, mandolino e… capolavori cinematografici.

 

Menzione speciale, infine, per Pedro Pascal, l’attore protagonista di The Mandalorian, spin off della fortunatissima saga di Star Wars, che per ora non vanta né candidature, né vittorie nel suo palmarès. Che record vanta? È riuscito a conquistare i social e a catalizzare su di sé l’attenzione grazie, letteralmente, ad un’inquadratura sorniona e ad un’unica affermazione. E il caso di dirlo: and the (meme) Oscar goes to…

 

 

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Di Titta De Vita

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