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IA e musica: un quinto delle nuove uscite sono frutto di intelligenza artificiale

Un trend in rapida crescita che solleva questioni sul nostro modo di ascoltare e sul ruolo degli artisti.

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Oggi stiamo assistendo ad una rivoluzione silenziosa: le canzoni create dall’IA.

Secondo Deezer, quasi il 20% delle tracce ascoltate è prodotta da software di IA, con circa 20 mila canzoni generate ogni giorno. Queste non sono solo combinazioni di strumenti, ma vere e proprie produzioni complete, segnando un trend in rapida crescita che solleva questioni sul nostro modo di ascoltare e sul ruolo degli artisti.

Per identificare queste canzoni, Deezer ha sviluppato un software che rileva automaticamente i brani generati dall’intelligenza artificiale. Quando scoprono tracce interamente create dall’IA, queste vengono etichettate e segnate agli utenti. Attualmente, l’IA rappresenta solo lo 0,5% del totale sulla piattaforma, ma il suo utilizzo è in forte aumento. Inoltre, si stima che circa il 70% delle musiche AI siano considerate fraudolente, create con scopi ingannevoli o manipolatori. Deezer si impegna a contrastare questa tendenza, eliminando le tracce fraudolente e segnalando quelle AI per garantire trasparenza.

Deezer ha deciso di applicare un’etichetta alle tracce create dall’intelligenza artificiale, mantenendo piena trasparenza con gli ascoltatori. Il CEO Alexis Lanternier ha sottolineato che l’IA non è né buona né cattiva: il suo impatto dipende da come viene utilizzata. L’obiettivo è proteggere i diritti degli artisti, spesso usati per addestrare i modelli di IA senza rispetto delle regole di copyright. Questa iniziativa mira a promuovere un uso responsabile della tecnologia, evitando di demonizzarla.

Secondo uno studio della Confederazione internazionale delle società di autori e compositori e PMP Strategy, entro il 2028 circa un quarto dei ricavi musicali potrebbe essere messo a rischio dall’IA, con un danno stimato di 4 miliardi di euro all’anno. Questa rivoluzione potrebbe cambiare radicalmente il nostro modo di ascoltare e comprare musica.

La domanda fondamentale resta: fino a che punto l’IA trasformerà la musica, e come possiamo proteggere chi crea con cuore e talento?  

Di Luca Iannelli

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