
ANyMA compañía, flamenco a Ballando On the Road
ANyMA compañía e il flamenco come linguaggio condiviso.
Reduce dall’esperienza di Ballando On the Road, la rassegna itinerante legata al celebre show televisivo di Milly Carlucci, la ANyMA compañía ha portato sul palco un flamenco appassionato e autentico.
C’è chi il destino lo incontra in un’aula di danza: è il caso di ANyMA compañía, nata quasi per caso, nel 2018. Un incontro fortuito, una collaborazione momentanea che, invece di svanire alla fine di uno spettacolo, ha trovato modo di rinascere e diventare qualcosa di stabile.
Un nome che unisce due anime — Antonio e Manuela — e la Y che diventa simbolo del nodo che intreccia le loro iniziali, An e Ma, come il legame tra due corpi che danzano nello stesso respiro.
Per Antonio, la danza è stata fin dall’inizio una scoperta continua:
«Mi ha sempre affascinato esplorare i diversi canali espressivi di ciascuna disciplina: classica, contemporanea, moderna, flamenco». Per Manuela, invece, tutto comincia da bambina, quando spiava di nascosto le lezioni di danza classica della sua migliore amica e imitava le sigle dei varietà Rai del sabato sera. Poi, un incontro fortunato: il flamenco. «Da allora mi accompagna, è una costante della mia vita».
ANyMA compañía, il flamenco come linguaggio condiviso
Quando si incontrano davvero — durante uno stage con un ballerino spagnolo — l’intesa è immediata. Prima umana, poi artistica. Da lì, la voglia di costruire qualcosa insieme, di trasformare il flamenco in un linguaggio condiviso, un dialogo di gesti e complicità.
Oggi, prima di salire sul palco, il rito è sempre lo stesso: un cerchio, le mani che si sovrappongono, due cicli ripetuti e uno sguardo che dice tutto. Poi, sottovoce, quasi come una formula magica: «Merda, merda, merda». Un gesto scaramantico, ma anche un modo per ricordarsi che dietro ogni spettacolo c’è una promessa reciproca: quella di dare tutto, di ballare con l’anima, proprio come nel nome che li rappresenta.
E, dopo averli visti competere nella seconda puntata di Ballando On The Road lo scorso sabato, abbiamo parlato con Antonio e Manuela, in una chiacchierata che ci ha portato dentro il cuore pulsante della loro compagnia.
Come nasce uno spettacolo: dall’idea coreografica, dalla musica o da una storia da raccontare?
Lo spettacolo è sempre un racconto, di eventi, emozioni, riflessioni: nasce dall’esigenza di volerlo condividere con il pubblico, con lo scopo di lasciare in ciascuno un pezzo di tutto questo. Le vie attraverso cui può nascere sono molteplici, perché l’esigenza di voler dare forma alle emozioni può essere risvegliata dall’ascolto musicale, da un evento accaduto, da uno stato emotivo. E questa scintilla è il motore che guida la realizzazione in tutte le sue forme, partendo dagli approfondimenti teorici e dalla ricerca musicale, arrivando alla messa in scena, passando per la sperimentazione del movimento connesso alle emozioni ed alla costruzione coreografica.
Come bilanciate il rispetto per la tradizione con la voglia di sperimentare? Avete mai “contaminato” il flamenco con altri generi?
Più che contaminazione, c’è proprio una fusione con altri generi, che avviene in maniera molto naturale, perché il flamenco è una danza molto espressiva, e in quanto tale può assumere una forma differente a seconda di chi danza, in modo che possa diventare qualcosa di personale, e riconoscibile. Abbiamo portato in scena, nel marzo 2024, uno spettacolo intitolato “Terra e core”, che portava il flamenco nella Napoli odierna, tra intrighi, connessioni ed evoluzioni coreografiche di fusione del flamenco con la danza contemporanea.
Ma la nostra voglia di sperimentare non abbandona la tradizione e le radici del flamenco, come in “Amor Cruel – Historia de Carmen”, uno spettacolo che riprende la celebre storia de “La Carmen” di Bizet, riprodotta dalle compagnie spagnole in chiave flamenca da sempre.

Che emozioni provate sul palco e come cercate di trasmetterle al pubblico?
Ogni spettacolo è diverso dall’altro, perché portiamo in scena, ogni volta, parte delle nostre vite cambiate. Il palco diventa quindi un turbinio di emozioni e ci aiuta a sentirci liberi di esprimerle. La libertà di espressione è la chiave per le porte del pubblico, perché la verità e la purezza di un sentimento arrivano dirette, senza vie traverse.
Qual è stata la reazione più sorprendente che avete ricevuto da un pubblico?
Durante gli spettacoli “Amor Cruel – Historia de Carmen” e “Terra e Core”, le reazioni del pubblico sono state davvero sorprendenti. Le persone si erano talmente coinvolte e affezionate ai personaggi, da reagire in modo molto emotivo a ciò che accadeva in scena. In alcuni momenti critici, si sentivano commenti spontanei, sospiri, applausi inattesi e perfino esclamazioni rivolte direttamente ai personaggi, come se fossero reali. Questa partecipazione così viva e sentita è stata una delle conferme più forti dell’impatto emotivo degli spettacolo.
Quando ci esibiamo in eventi o cene‐spettacolo, le reazioni del pubblico cambiano sensibilmente rispetto a uno spettacolo teatrale. Il pubblico è più vicino al palco, così da percepire ogni dettaglio, ogni espressione, ogni cambiamento. Spesso riusciamo ad ascoltare commenti spontanei, delle piccole battute, osservazioni sussurrate, a volte anche battute divertenti.
A cosa state lavorando in questo momento?
Siamo impegnati nella preparazione di vari eventi che avranno luogo a Napoli e provincia, delle cene spettacolo in diversi locali del napoletano che ci impegneranno fino alla fine dell’anno! Inoltre, ovviamente continuiamo a lavorare all’arricchimento del nostro repertorio. Il nostro obiettivo è quello di migliorare continuamente, di essere ogni volta la versione migliore di noi stessi. E nel mentre tentiamo di concretizzare piccole tournée per portare in giro i nostri spettacoli.
Qual è il momento più difficile della vita di compagnia?
I momenti più complessi sono sicuramente quelli organizzativi: attualmente la compagnia è composta da cinque danzatori, con altri lavori e stili di vita, differenti gli uni dagli altri, quindi non sempre è semplice integrare gli impegni di tutti per essere costanti nei nostri incontri di lezione e allenamento. Ma ci riusciamo, perché l’aspetto più bello della compagnia è che siamo un gruppo affiatato mosso da una passione comune, e riusciamo quindi ad essere sempre entusiasti e a divertirci anche quando le nostre vite ci mettono alla prova
Se doveste descrivere il flamenco in una sola parola, quale sarebbe?
Una sola parola non può descrivere un’arte così ricca di storia e cultura, ma se proprio dobbiamo limitarci a una parola (o due)… sarebbe: ”Fierezza Indipendente”!
Di Immacolata De Vita

Laureata in Scienze della Comunicazione, è un’appassionata di storie. Divoratrice di libri, dipendente dalle serie tv, adoratrice del cinema. La sua missione è una soltanto: convertire chiunque incroci sul suo cammino al mondo telefilmico.







