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Uniti x davvero, il docusocial sulla quarantena

Il progetto, lanciato su Instagram da tre ragazzi napoletani, raccoglie le testimonianze di chi vuole raccontare la propria esperienza del lockdown. Da Clementino a Franco Ricciardi, da Marinella a Gino Sorbillo, attori, professionisti, imprenditori e studenti raccontano la loro esperienza, tra paure e speranze per il futuro.

 

Un assembramento digitale, prendendo in prestito proprio una delle riflessioni pubblicate, lo potremmo definire così: ‘Uniti x davvero. Un canale Instagram nato per dar voce alle esperienze, alle riflessioni, alle paure e alle visioni del futuro legate alla quarantena, questa incredibile situazione in cui l’Italia e il mondo intero si trovano a causa del Coronavirus. L’obiettivo ambizioso è dar vita poi ad un vero e proprio docusocial, raccogliendo e mescolando le testimonianze di decine e decine di persone.

Finora, un centinaio i contributi caricati sulla pagina del progetto, lanciata il 17 marzo 2020, «giorno simbolico – spiega Umberto Chianese, uno dei padri dell’idea -, anniversario dell’Unità d’Italia. Lo abbiamo scelto di proposito per enfatizzare l’idea principe che ci ha spronato, ovvero quella di unire, di sentirci vicini, almeno virtualmente, in un momento difficile».

 

Umberto ha 25 anni, fa l’avvocato e vive a Napoli, ha lanciato il progetto insieme a due suoi amici Davide Caccavo ed Emanuele Grassia, entrambi studenti di filosofia ma con già diverse skill maturate nell’ambito della comunicazione, a cui poi si è unita anche Lorenza Cioffi, per la creazione e lo sviluppo dei contenuti.

«Fin da subito – spiega Davide – ci siamo resi conto della gravità della situazione e del forte impatto che questo necessario lockdown avrebbe creato sul futuro e abbiamo deciso di raccogliere punti di vista. Crediamo che comunicare una storia, una giusta storia, può avere un forte impatto sulle persone».

 

Umberto e Davide ci spiegano di essere partiti dagli imprenditori, dai liberi professionisti, i più colpiti, dal punto di vista economico e di prospettive future, dal blocco. «Condividere riflessioni, immaginare soluzioni e ipotizzare scenari futuri – dice Davide – è un’attività utile, che può servire a tutti per strutturare una ripartenza e non perdersi d’animo. Sì, perché questo lavoro l’abbiamo pensato soprattutto come qualcosa di utile».

E l’adesione è stata entusiastica, racconta Emanuele, che nella divisione dei compiti che i tre ventenni si sono dati, è colui che si è tecnicamente occupato di raccogliere i contenuti video che arrivavano, tagliarli e montarli secondo il format scelto.

 

«É stato faticoso dover accorciare a un minuto, tempo massimo per i video di Instagram, i contributi che arrivavano. Non ci aspettavamo una risposta del genere, la gente ha voglia di parlare, di raccontarsi. Un modo forse per esorcizzare la paura e per guardare avanti, a nuovi progetti, alla vita futura».

In pratica, a chi vuole partecipare, i ragazzi inviano un elenco di domande, alcune legate al passato, ovvero alle mancanze della vita di prima, altre legate al presente e dunque, a come si sta vivendo questa chiusura in casa, alle paure, alle attività che si compiono, agli obiettivi quotidiani che ci si pone.

 

Ed una terza parte più legata al futuro, con temi e riflessioni anche complesse. Sarà ancora un mondo globalizzato il nostro? Torneremo a fare tutto quello che facevamo prima o lo scenario sarà completamente mutato? Domande a cui hanno provato a rispondere in tanti.

 

Studenti ma anche professori universitari, imprenditori come Alessandro Marinella e Gino Sorbillo, attori, sportivi, speaker, cantanti come Clementino e Franco Ricciardi, ognuno con il suo vissuto, col la sua visione, Uniti x davvero per un nuovo domani, per una nuova ripartenza.

 

Per vedere i contributi ironici, divertenti, interessanti, dei personaggi che hanno aderito al progetto, seguici domani alle 18:00 sul profilo Instagram e sulla pagina Facebook di Agorà Magazine.

 

Di Annalisa Perla

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