Home / Cultura  / Itinerari Turistici  / Roscigno, la Pompei del ‘900 è nel cuore del Cilento

Roscigno, la Pompei del ‘900 è nel cuore del Cilento

In provincia di Salerno, tra i monti Alburni, c’è un piccolo paese rurale dove il tempo si è fermato agli inizi del ‘900. Giuseppe è l’unico custode del borgo fantasma. 

Di  Wendy Elliot  

Il canto degli uccelli e lo scroscio dell’acqua sono oramai gli unici suoni che interrompono la quiete di Roscigno Vecchia, il borgo fantasma che sorge arroccato sui Monti Alburni, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento.  

Qui, in provincia di Salerno, il tempo sembra essersi fermato ai primi anni del ‘900. Tra la florida vegetazione, infatti, si può passeggiare ancora tra i vicoletti sterrati e le antiche case rurali e sbirciando dalle finestre è possibile persino scorgere gli utensili delle botteghe utilizzati nell’ante-guerra. 

Un viaggio nel tempo in cui i numerosi turisti che accorrono da tutto il mondo (circa 20mila l’anno!) sono condotti per mano dall’unico abitante di Roscigno Vecchia, il signor Giuseppe Spagnuolo.  

Si presenta incravattato e con la sua immancabile pipa in bocca per accogliere i tanti curiosi ai quali offre, con gentilezza ed entusiasmo, una dettagliata e folkloristica visita tra i vicoli di Roscigno Vecchia dove è nato e vissuto fino alla primavera del 1963, quando è partito in cerca di fortuna, per poi ritornarvi nel 2001. E da allora vive solo con i suoi gatti, unico custode di un tempo che fu. 

Tra le rovine del borgo fantasma mostra la piazza disabitata soggiogata dalla vegetazione, apre la porta di casa sua per mostrare a tutti quell’impianto elettrico originale degli anni ’50. Lui lo rimarcherà con orgoglio: «Ancora funziona!». 

La passeggiata lungo quella che è stata definita a ragione, la “Pompei de ‘900” si intervalla ai ricordi di Giuseppe. Suoi, quelli di un emigrante in giro per il mondo che sceglie poi di far ritorno a casa, intrecciati a quelli del Paese, quando  a partire dal 1902, i residenti si sono trovati costretti ad abbandonare le loro case a causa dell’instabilità del terreno da sempre soggetto a frane e alluvioni per stabilirsi in una zona sicura, più a monte, in quella che tuttora è Roscigno Nuova. 

Lui però no, l’eremita di Roscigno, ha deciso di custodire i tesori di quell’antico borgo per non dimenticare. 

Qui, d’altra parte, tutto è come prima. Le case basse con il loro perimetro irregolare e i portali di pietra subito ci proiettano nel passato. Si rimane senza fiato guardando le antiche botteghe sbarrate e in rovina. Le cantine, le stalle, la fucina del fabbro. 

Il centro del piccolo borgo è Piazza Nicotera, unica al mondo e immobile nel tempo. Qui si erge la Chiesa sconsacrata del ‘700 di San Nicola. E poi l’ex municipio e l’ex canonica ospitano il Museo della civiltà contadina. Mentre per gli appassionati di archeologia è possibile visitare la necropoli del monte Pruno. Tutto parla di un tempo passato da custodire con cura. Proprio come Giuseppe.  

Roscigno e il cinema 

La storia di Roscigno sembra la trama di un film. E infatti, il fascino discreto dell’antico borgo del Cilento non è sfuggito all’attenzione delle telecamere. 

Il National Geographic ha raccontato la  storia dell’antico borgo fantasma e del suo unico abitante e Mario Martone lo ha scelto come set per ambientare il film Come eravamo. 

Roscigno vecchia sarà di nuovo set di alcune scene del nuovo film del noto regista Luca MinieroThe King, nelle sale cinematografiche a Natale.  

Dove mangiare  

Il paese vecchio è immobile ma Roscigno Nuova resiste ed è qui che dopo una giornata a spasso nel tempo è possibile trovare ristoro. 

Irrinunciabile è la tappa presso il Ristorante Pizzeria Imperial. Un ristorante storico nel cuore di Roscigno Nuova aperto dal 1961 da zio Attilio. Così era chiamato da tutti il nonno di Alessandro, lo chef che ora gestisce il locale. Qui è possibile gustare i sapori tipici della cucina tradizionale cilentana. Pizza e antipasti della casa, ottimi i taglieri vegetariani di stagione e i taglieri di salumi. Per il servizio di ristorante, specifica Alessandro, è necessaria la prenotazione per garantire la freschezza delle materie prime, dettaglio per lui importantissimo, e dargli tempo di preparare pane e pasta freschi. Fusilli, cavatelli e i gustosi ravioli che lo chef farcisce con maestria a seconda della stagione.  

Piatto speciale: Ravioli ricotta e prezzemolo. La ricetta un mix di tradizione e innovazione.

NESSUN COMMENTO

Spiacente, i commenti al momento sono chiusi.