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Ripensare la scuola ai tempi del Covid

Le mamme napoletane hanno fatto rete per stilare un elenco di proposte inviato al Governo, per far ritornare i figli in aula in tutta sicurezza a partire già da settembre.

 

Attenti alle mamme napoletane! Durante i mesi di lockdown hanno osservato i loro figli alle prese con la didattica a distanza, intuendone le criticità e immaginando scenari per il prossimo futuro. E non sono rimaste certo con le mani in mano, hanno provato a fare rete e, grazie al tam tam dei social, si sono confrontate, hanno messo a paragone esperienze diverse, hanno ascoltato i ragazzi di varie età e con condizioni familiari differenti e hanno stilato un elenco di proposte per il prossimo futuro.

 

«Ci siamo rese subito conto – spiega Donatella Chiodo, una delle intraprendenti mamme – delle problematiche che per alcuni ragazzi poteva portare la didattica da casa. A partire dagli spazi che, in alcune famiglie, non erano sufficienti per consentire lezioni online nel dovuto silenzio e concentrazione, per non parlare della connessione ad internet e della disponibilità di pc o tablet per ciascuno studente».

 

Quando poi si è cominciato a parlare di procrastinare ancora il rientro in aula, hanno deciso di stilare un elenco di idee per agevolare e dunque accelerare la possibilità di un ritorno tra i banchi.
«Abbiamo inviato una lettera contenente le nostre proposte – continua la Chiodo – alla task force del governo e alle Istituzioni tutte, a partire dal Presidente del Consiglio fino alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Volevamo solo dare dei suggerimenti, aiutare chi si è trovato improvvisamente a dover riorganizzare la scuola. Alcune tra di noi avevano anche esperienza come docenti o come dirigenti scolastici».

 

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Tra i punti salienti indicati c’è in primis l’apertura della scuola al territorio, ovvero l’idea di coinvolgere istituzioni territoriali, enti di ricerca, associazioni per reperire nuovi spazi e risorse. Un obiettivo non facile, certo, perché presuppone una cooperazione a più livelli, ma sicuramente ambizioso. E poi il tempo, la riduzione dell’orario scolastico, secondo le mamme, potrebbe avvenire provando ad accorpare delle materie o ad alternare attività da fare a scuola con altre da svolgere a casa.

 

E dalla task force hanno ricevuto una risposta incoraggiante. «Ci è stato detto – racconta Donatella – che su molti punti, il loro orientamento combaciava con il nostro. E in attesa di capire meglio quali saranno poi, realisticamente, le modalità del ritorno in aula, siamo intanto soddisfatte che si sia quantomeno fissato settembre come data di rientro. Abbiamo perso molto in termini di dispersione scolastica, Napoli, ad esempio, ha già delle sacche di difficoltà in parecchi strati sociali. Sarebbe stato deleterio ricominciare con la didattica a distanza in autunno. La scuola l’anno prossimo sarà una scuola in recupero, perché in questi mesi si è perso molto in termini di missione educativa. Secondo noi, però, sarebbe fondamentale avere più personale. E non bastano i concorsi banditi, perché quei posti servono a rimpiazzare i vuoti dei pensionamenti».

 

D’accordo, infine, al ritorno in aula senza mascherine ma, secondo le energiche mamme, la cosa importante è premere su igiene e distanziamento. «Oggi nelle scuole mancano idonei servizi di pulizia, i bagni spesso sono non funzionanti, sporchi, non dotati di carta igienica. Servirebbe una dotazione ulteriore di spesa. La scuola – concludono – da troppo tempo ha subito tagli e finora ancora non abbiamo visto segnali importanti. Ma non ci arrendiamo, siamo mamme!»

 

Di Annalisa Perla

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