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Napoli, quante eccellenze! Ma senza una rete e’ difficile primeggiare

di Lorenzo Crea 

Come qualche lettore sa, partecipo spesso a eventi piccoli medi e grandi che si svolgono sul nostro territorio. Presenzio un po’ per piacere, un po’ per dovere professionale, un po’ perché lavorare divertendosi resta sempre un lusso meraviglioso e irrinunciabile. 

Fra fiere sul matrimonio, sfilate personali di stilisti, iniziative importanti nel settore audiovisivo e cinematografico (da poco si è concluso il Galà del Cinema e della Fiction giunto alla X edizione) Napoli e la Campania pullulano di manifestazioni di tutto rispetto. Sono stato sul set di Gomorra a Scampia, e devo dire che mi ha impressionato il numero di persone che lavorano a questa serie ormai famosa in tutto il mondo. Ne parlavo con Eduardo Angeloni che fornisce praticamente tutte le principali attrezzature alle tante produzioni cinematografiche che si realizzano da queste parti e, in un’altra occasione, con quel genio creativo di Bruno Caruso ormai affermato stilista a livello internazionale. 

Ci sono tantissime “cose belle” che si fanno all’ombra Vesuvio, e tante eccellenze che da qui sono partite e che qui hanno ancora radici. E viene facile pensare al prestigioso riconoscimento ottenuto, con merito, dall’Agorà Morelli quale parcheggio più bello del mondo. 

Perché, allora, Napoli appare così spenta? Come mai agli occhi di tante persone, indipendentemente dal posizionamento politico, questa città sembra sempre avvolta da un cupio dissolvi perpetuo? 

Spiace dirlo. Ma se la nostra amata città ha ancora così tanti problemi la responsabilità è anche la nostra. L’incomunicabilità che c’è fra le istituzioni, penso allo scontro fra il Sindaco e il Presidente della Regione o agli scontri durissimi fra lo stesso de Magistris e il Patron del Napoli De Laurentiis non sono forse la spia di una questione più profonda e grave? 

Io penso di sì. È vero che qui riuscire a fare qualcosa è tremendamente più bello. Ma è anche, parliamoci chiaro, terribilmente più faticoso. E questa difficoltà è certamente figlia della atavica palude burocratica che nessuno riesce a sconfiggere. È indubbiamente il prodotto di una classe dirigente, non solo politica, sempre meno colta e sempre meno sensibile e attenta alle tante iniziative che spontaneamente si mettono in cammino nonostante tutto. 

Ma è sicuramente il risultato di una nostra cronica incapacità di fare rete. È un argomento lasciato ormai marcire nei polverosi convegni che sovente si organizzano sullo sviluppo di Napoli e della Campania. Una parentesi fra la flute del prosecco, spesso scadente, o della tartina (un po’ ingiallita) che ci propinano nei cocktail che fanno da corollario ai suddetti consessi.
Pensateci bene e mettiamoci in cammino per cambiare. Davvero.

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