Home / Sport  / Calcio  / Napoli Calcio Femminile: una capolista in quarantena

Napoli Calcio Femminile: una capolista in quarantena

La squadra, che al momento della sospensione puntava dritta alla serie A, affronta l’emergenza Covid19 con due campagne social: #FacciamoSquadra e #calciatricidaleggere.

 

Tutta colpa del coronavirus. Il Napoli Calcio Femminile si è visto costretto a mollare in piena corsa un campionato che lo vedeva protagonista. Le ragazze del mister Geppino Marino attualmente si trovano infatti in vetta alla classifica “congelata” di B, in attesa di capire quali saranno le decisioni della federazione.

 

Nel frattempo la società non si è certo fermata, impegnandosi sia sul fronte dell’emergenza che per contrastare la situazione forzata di stop, con due diverse iniziative. La prima, #FacciamoSquadra, nasce per raccogliere fondi fra i vari gruppi sportivi campani, ma anche fra singoli atleti, tifosi ed appassionati, da destinare in favore dell’ospedale Cotugno.

 

Mentre l’altra, #calciatricidaleggere, ha permesso alle giocatrici di proporre a turno, ciascuna dalla propria postazione domestica, la lettura di un libro che accompagni al meglio le lunghe giornate di quarantena. Un hashtag che ha avuto un grandissimo successo sui principali social, tanto da essere rilanciato anche da altre società quali il Ravenna, l’Hellas Verona, la Florentia e il Trento.

 

Tra i tanti titoli alcuni rimandano chiaramente al mondo dello sport, come ‘Il sogno di Futbolandia’, segnalato da Elisabetta Oliviero, ma non mancano contenuti di tutt’altro tipo, da ‘L’arte di correre’ di Murakami, proposto da Anita Coda, fino a ‘Le irregolari’, difficile libro sui “desaparecidos” suggerito invece da Chiara Groff.

«Stiamo facendo il possibile per tenerci occupate mentalmente, ma anche per preservare al meglio la forma fisica – ci conferma proprio la Groff, centrale difensivo della squadra -. Abbiamo ricevuto dai preparatori un programma di allenamento, ma ciascuna di noi è libera di integrarlo in base sia alle esigenze che agli spazi a disposizione. Io per esempio ho trasformato il garage di casa, qui a Trento, nella mia palestra personale».

 

Diversa invece la situazione della centrocampista catanese Giulia Risina, che al momento della sospensione del campionato era quasi pronta al rientro dopo un infortunio al menisco. «Ora sono in Sicilia con la mia famiglia – ci dice -, ma ho trascorso gran parte della quarantena nel mio alloggio di Napoli, dove con un po’ di fantasia ho utilizzato borse e bottiglie d’acqua per sostituire i pesi, e completare il recupero in vista dell’eventuale ripresa».

Come accennato, non mancano infatti le incertezze sul se e sul come potrebbe ripartire e concludersi questo campionato. Ma intanto appaiono evidenti i meriti sportivi già scaturiti dal campo, con le importanti vittorie ottenute dalla squadra in trasferta, sia contro il San Marino che la Lazio, immediate inseguitrici in classifica. A riprova ulteriore di un progetto da tutti ritenuto ampiamente pronto per il passaggio in serie A.

 

 

Il Napoli Calcio Femminile è stato sostanzialmente rifondato tre anni fa secondo l’idea manageriale, quasi inedita in Italia tra le società non professionistiche, dell’azionariato diffuso, a sua volta basato sull’entusiasmo dei numerosi appassionati e soprattutto dei 28 soci. Figura di riferimento per tutti è quella del presidente per antonomasia, ovvero l’imprenditore Raffaele Carlino. É lui l’ispiratore principale di questa bella storia di sport, ed è lui a costituire il tratto di continuità con l’altro grande momento del calcio femminile a Napoli, quando sette anni fa in massima divisione giocava la sua squadra, da tutti ricordata come la ‘Carpisa’.

 

«Quella è stata un’esperienza emozionante, dovuta prevalentemente al carisma di “Lello” e al suo brand conosciuto nel mondo – conferma infatti Francesco Tripodi, amministratore delegato del team -. Attualmente invece la governance è più condivisa, dalla comunicazione fino alla parte più strettamente finanziaria, in modo che il progetto sia ancora più solido. Carpisa rimane tutt’oggi il main sponsor, insieme però agli altri marchi del gruppo, ovvero Yamamay, e lo sponsor tecnico Jacked».

 

La squadra napoletana, il cui campo di allenamento è alla Schiana Arena, fra Bacoli e Pozzuoli, ha disputato fino all’interruzione tutte le sue partite casalinghe nel nolano, fra le mura del Nuovo Stadio Comunale di Casamarciano, struttura funzionale ma distante dalla città. Proprio nel corso del mese di aprile però è arrivata l’assegnazione del Signorini (Caduti di Brema) che si trova a San Giovanni, ed è ancora in piedi la prospettiva di giocare in futuro al Cus, per avvicinare definitivamente la squadra ai suoi tifosi.

 

«Non è un segreto che il sogno del presidente Lello Carlino sia quello di riportare finalmente lo scudetto a Napoli – conclude Tripodi -. E quindi, malgrado le attuali difficoltà, noi faremo il possibile per realizzarlo».

 

Di Giovanni Aiello

NESSUN COMMENTO

POSTA UN COMMENTO