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Marco Piccolo, dj set virtuali contro la pandemia

Ogni venerdì alle 19,30, le dirette musicali sul profilo Facebook dell’imprenditore napoletano e da oggi anche sulla nostra pagina Facebook.
«Per un’ora dimentico tutto, a volte mi travesto, e con il sorriso do il via al mio spettacolo. In questa delicata fase, la musica ha ancora di più uno scopo terapeutico».

 

La musica pompa dalle casse dello studio. Una figura con tanto di casco 2.0 e giubbotto in pelle stringe un alieno di colore viola in perfetto stile Daft Punk. Le note intonano i motivi di Around the World, One more time e Get Lucky, brani che hanno fatto la storia.

 

A far rivivere su uno stage d’eccellenza, direttamente da casa sua, pezzi anni Novanta è il dj Marco Piccolo, che in quarantena si diverte con tributi a cantanti e gruppi famosi allietando con le sue maschere il pubblico virtuale.

 

 

Il progetto nasce offline in tempi non sospetti, prima dell’arrivo del Covid 19, e si chiama Nova Night. L’obiettivo? Realizzare in locali campani serate a tema arricchite da performance artistiche. «Il sogno è quello di tornare al più presto sul palco. Per il momento ho “trasferito” l’idea online dando vita a delle dirette sul mio profilo Facebook ogni venerdì alle 19.30, un modo per trascorrere un’ora insieme agli amici per superare questa difficile situazione. Sto facendo le prove tecniche per quando andrò in scena», racconta l’artista ad Agorà Magazine.

 

 

E così Marco, classe ’76, di giorno veste i panni di socio, pubblicitario e grafico per l’e-commerce della parafarmacia online Farmacosmo. Di pomeriggio è fondatore e professore della MEC Academy, la scuola dedicata alla formazione e all’apprendimento delle nuove arti musicali, visive e digitali che non si ferma davanti ai problemi e garantisce corsi nella modalità e-learning.

 

La sera si trasforma: indossa mantello e pelliccia di ermellino in un omaggio al leader dei Queen Freddy Mercury, suonando con i piatti I want break free, The Show must go on e Don’t stop me now. «Dobbiamo restare concentrati sugli obiettivi dedicandoci alle nostre passioni. Quello che facevamo nella quotidianità possiamo rifarlo oggi grazie ad Internet. Non è lo stesso, ma è necessario adattarsi al periodo che stiamo vivendo. Per un’ora dimentico tutto, a volte mi travesto, e con il sorriso do il via al mio spettacolo».

 

 

E così le quattro mura diventano una discoteca, le luci si abbassano, i vinili si muovono sul giradischi Technics 1200 e le canzoni si fondono le une con le altre attraverso la consolle Pioneer in un mix tra passato e presente, tra strumenti analogici vs strumenti moderni.

 

«Il mondo sta cambiando velocemente, è in continua evoluzione. Credo che, soprattutto in questa delicata fase, la musica abbia ancora di più uno scopo terapeutico – spiega il grafico -. È un’arte capace di regalare emozioni, uno strumento che deve continuare a far parte della nostra vita perché ha un effetto benefico sull’umore e sull’anima. Il tributo ai Queen non a caso termina con il pezzo We are the Champions perché noi siamo e dobbiamo essere i campioni di noi stessi. I veri combattenti sono quelli che scendono in prima linea, sono i medici e gli infermieri, ma anche noi facendo la nostra piccola parte restando a casa, possiamo diventare dei campioni».

 

Di Francesca Saccenti

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