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La giusta distanza

In tempo di allarme da influenze e pestilenze mi sembra quanto mai attuale proporre l’argomento della giusta distanza fisica da tenere tra le persone.

Il modo in cui l’uomo usa lo spazio attorno a sé, come reagisce ad esso e come può comunicare dei messaggi di carattere non verbale, è studiato dalla prossemica. Vediamo come funziona.

 

Ogni individuo possiede un’area dai confini e va rispettata.

Quando ci presentano qualcuno o ci troviamo a conversare, riflettiamo che grado di confidenza vogliamo offrire alle persone. Ci sono precisi criteri da seguire sia per evitare di assumere atteggiamenti troppo confidenziali in contesti formali, sia per non creare situazioni discriminanti.

 

Lo spazio personale non può essere valicato senza che si decida che grado di confidenza accordare agli altri.

Può essere suddiviso in quattro gradi: intimo, privato, sociale e pubblico.

 

Intimo: da zero centimetri ad un avambraccio per i rapporti affettivi molto stretti, da riservare a momenti delicati e molto personali.
Privato: distanza di un avambraccio è per gli amici ed i colleghi. A questa vicinanza ci si possono scambiare sguardi d’intesa e allontanarsi in caso di proposte invadenti.
Sociale: distanza di un intero braccio da mantenere con gli sconosciuti o in occasioni molto formali. Anche per rapporti con i clienti o il datore di lavoro.
Pubblico: di un avambraccio più un braccio quando si parla in pubblico a diversi interlocutori e non si vuole esprimere preferenza alcuna.

 

 

Pensiamo che la gestione dello spazio personale varia quando ci si trova in caso di persone ammalate.

Altre differenze si presentano da Paese a Paese. In alcune nazioni non ci si saluta con le mani piuttosto con un cenno del capo.

Ancora non si toccano le persone, almeno che non si si trovi in una situazione molto intima o di pericolo.

 

La prossemica non è da tutti. Pensate che Michelle Obama è stata attaccata dalla stampa britannica per avere messo un braccio sulla spalla della Regina Elisabetta con un gesto istintivo, non previsto dal rigido cerimoniale di corte.

 

Il contatto o l’invadenza può essere anche di tipo verbale. Quando conosciamo, soprattutto se si tratta di una dama o di qualcuno più grande di noi, non diamogli del tu. Tocca alla dama o al più anziano, o più importante socialmente in caso di contesto pubblico, decidere se passare dal lei al tu. Provvidenziale è il voi nel sud Italia, come lo you in inglese, che permette di dare un tono meno formale alla conversazione mantenendo le giuste distanze.

 

Di Gabriella Giglio

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