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Isetta. La prima micromonovolume della storia, a marchio Bmw, è Italiana

Quante volte è capitato, nel corso della storia, che un’idea tutta italiana faccia invece fortuna all’estero? E se fosse andata così anche con l’Isetta, l’auto avveniristica a forma di uovo, volano della ripresa della BMW nel dopoguerra?

 

Un’intuizione italiana

Questa è la storia di un imprenditore italiano visionario, che oltre 60 anni fa ha un’intuizione futuristica, antesignana della mobilità sostenibile e del concetto di microveicolo.

 

Pensa e produce un’auto rivoluzionaria, anche nella particolare forma a uovo, una monovolume compatta, a basso consumo, con l’idea democratica di dare la possibilità a tutti gli italiani di diventare automobilisti, proprio mentre la FIAT costruiva la famosa Topolino, auto ideata solo per un élite.

 

Come è tipico degli uomini del fare, l’intuizione diventa realtà, ma forse il prodotto precorreva troppo i tempi rispetto alla cultura italica del tempo. E così dall’Italia viene ceduta alla tedesca BMW e lì diventa subito il veicolo più venduto della sua storia con 170 mila esemplari.

 

Il primo step dell’ascesa della casa automobilista tedesca nella ricerca e produzione di auto di lusso. Un sogno tutto italiano sviluppato da altri che arriva fino ai giorni nostri.

 

Ma ecco nel dettaglio la sua storia.

 

La nascita dell’Isetta

Inizi anni ‘50, dopoguerra, l’Italia è pronta a vivere il suo boom economico, la Fabbrica Italiana Automobili Torino – nota come FIAT – fa sognare milioni di italiani con la sua Topolino, ma l’oggetto del desiderio non corrispondeva alla capacità di acquisto della maggioranza dei cittadini del bel Paese.

 

Una delle più grandi invenzioni del secolo si faceva strada, ma solo per un élite fortunata. Il lungimirante e visionario imprenditore, Renzo Rivolta ha un’idea innovativa, paragonabile ai moderni concetti di spazio e di mobilità ecosostenibile: produrre un’auto di piccole dimensioni, con bassi consumi, ad un prezzo inferiore della popolare FIAT Topolino.

 

L’intento era di trasformare gli italiani in automobilisti.

 

Rivolta, un uomo geniale, con una forte predisposizione per la meccanica, nel 1939, in provincia di Genova – Bolzaneto, produceva frigoriferi industriali, nel 1943 però si trasferisce presso i capannoni di produzione ‘Isotta Fraschini’ e inizia a produrre grandi elettrodomestici, poi motocicli.

 

Fiuta il grande cambiamento in atto e trasforma l’attività nella produzione di auto, costituendo la ‘ISO Automobili SpA’ e produce anche il modello Isetta Iso.

 

Questa citycar futuristica è il risultato dell’ingegno di due ingeneri aeronautici, Ermenegildo Preti e Pierluigi Raggi.

 

Un microveicolo a due posti, con un’accattivante e innovativa forma ad uovo, l’accesso attraverso un ampio portellone frontale dove era posizionato lo sterzo, il prototipo con tre ruote, poi prodotta con quattro ruote (le due posteriori ravvicinate per motivi di eventuale foratura).

 

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Una vera novità

Motore Iso 200, 198 cc di cilindrata e 8,5 cv con una velocità di ca 75km/h; raffreddamento ad aria sull’esempio dei motori di accensione degli aerei corredati di propulsore Isotta Fraschini, usati dalla nostra aviazione nella seconda guerra mondiale; cambio a 4 marce, no retromarcia, trazione posteriore. Una vera novità!

 

Nonostante gli entusiasmi e le caratteristiche geniali di questa vettura, forse troppo avveniristica per i tempi ma non abbordabile dalla grande utenza per il prezzo di poco inferiore della popolarissima Topolino FIAT, di cui gli italiani erano innamorati, questo splendido esemplare di autovettura non ha il riscontro sperato.

 

Il passaggio a BMW

In occasione del Salone di Ginevra del 1954, l’Isetta viene notata da un importatore svizzero della BMW che ne intravede subito le potenzialità e indirizza la BMW, poco dopo, a concludere una trattiva con Rivolta per la concessione del brevetto.

 

E così nel 1955 BMW presenta al mercato la Isetta tedesca: BMW 250 cc, con una potenza di 125 cv, finestrini abbassabili e impianto di riscaldamento che la rendevano più confortevole della versione precedente.

 

Ed è subito un successo, per il confort, il design innovativo, i bassi consumi (33 km con 1 litro), il prezzo abbordabile e supportata da un buon battage pubblicitario.

 

La vendita allora inizia con successo, si raggiunge velocemente la quota di 50mila vetture vendute, la BMW produce dunque la versione 250cc, 300cc e 600cc con motori più potenti.

 

Diventa la prima vettura a basso consumo prodotta in serie e il monocilindrico più venduto nella storia dell’automobile: un totale di 161mila esemplari prodotti, una cifra esorbitante, tanto che i ricavi garantiscono alla BMW la liquidità necessaria per investire nella ricerca e lo sviluppo di nuovi modelli da lanciare sul mercato.

 

Forse senza l’Isetta la BMW non sarebbe il marchio leader di settore di oggi? Chissà!

 

Non a caso, la stessa BMW invierà all’audace imprenditore italiano una lettera di ringraziamento al superamento della vendita dei primi 50mila esemplari.

 

Isetta oggi

Ma il sogno avveniristico di Rivolta e dei due ingeneri che costruivano aerei, non si esaurisce e arriva fino ad oggi. Nel 2017 l’imprenditore svizzero Wim Ouboter , della Micro Mobility System, annuncia la produzione della ‘Microlino’: vettura identica alla Isetta e totalmente elettrica.

 

Motore elettrico di 15KW 90km/h, batteria agli ioni di litio; ricaricabile con una semplice presa domestica e una autonomia di 100 km. Potenziale di vendita di almeno 15mila esemplari e prenotazioni acquisite alla presentazione del prototipo di oltre 1500 veicoli.

 

La partnership tra l’impresa svizzera e l’imolese TMI di E.Tezzari , specializzata nella produzione di auto a emissioni zero, farà produrre a breve la nuova Isetta : ‘Microlino’, al prezzo di 12mila euro e un potenziale fatturato di 100 milioni di euro.

 

Tutto era pronto per la produzione ma Tezzari vende l’azienda, progetto Microlino compreso, alla tedesca Artega.

 

La nuova produzione nel 2021

Il nuovo referente crea non pochi ritardi e problemi per lo sviluppo del veicolo, tanto da ricorrere ad una controversia legale che si conclude nel 2020 con un inizio di produzione nel 2021 ed una nova partnership col l’azienda CECOMP di Torino, fondata nel 1978, della famiglia Forneris, con ben cinque siti produttivi in Europa dedicati a prototipi e veicoli di piccole dimensioni, azionista di Icona una delle più grandi aziende di design automobilistico al mondo con sedi a Torino, Los Angeles e Shanghai, già protagonista nella costruzione di nuovi modelli e prototipi come la Delta Integrale, la Golf 1 fino alla blucar utilizzata per il car sharing in tutto il mondo.

 

Ma non è finita qui, per garantire gli standard qualitativi richiesti e una velocità di produzione a capo del progetto come CTO viene nominato Peter Muller ex dirigente di BMW, Porsche e altri marchi automobilistici di prestigio.

 

E allora via! la nuova Isetta sarà prodotta per il 2021 e per quella data c’è grande attesa per una storia italiana lunga 70 anni che ancora fa sognare.

 

Di Lina Montemurro

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