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Il Monopattino. 105 anni ben portati!

monopattino elettrico

Sfrecciano sempre più numerosi per le nostre strade guidati da manager e teenager ecofriendly. Microveicoli elettrici, leggeri e maneggevoli, usati per piccoli spostamenti, presi e lasciati in ogni angolo della città tramite App, secondo il concetto di Smart Mobility, esplosi anche grazie agli incentivi statali dell’ultimo anno.

Niente di più nuovo dunque! Di cosa parliamo? Ma del monopattino elettrico! Una invenzione modernissima con i suoi 105 anni ben portati!

 

Già dall’800 nasce come gioco per bambini, poi si propone come mezzo di trasporto e subito si delineano due strade di pensiero: i monopattini puri e i monopattini meccanici.

 

I primi mantengono fede ad un principio di essenzialità che caratterizza da sempre il monopattino: una tavola, due ruote, un manubrio e tanta voglia di spingere. I secondi invece sono attrezzati con dispositivi meccanici, leve, catene ruote con asse di rotazione decentrato per consentire una propulsione più potente e per ottimizzarne la spinta. 

 

Questa allora è la storia di uomini visionari che realizzano il futuro troppo presto rispetto al resto del mondo che vive un presente che per loro è già passato. Ripercorriamola insieme.

La nascita in USA

New York – 1915 – la Eveready Autoped di Long Island realizza il primo monopattino motorizzato della storia, lo chiama “scooter” e inizia la rivoluzionare del mercato dei piccoli spostamenti con pubblicità che recitano: “In futuro nessuno dovrà più correre”.

 

Un veicolo a benzina poco più ingombrante e pesante dei moderni monopattini elettrici: corpo motore anteriore raffreddato ad aria, ruote più grandi delle attuali e pedana larga da consentire di avere i piedi paralleli, invece che in fila come accade oggi.

 

Un mezzo abbastanza leggero, dal consumo esiguo – 100 km con 1,9 lt di benzina – ca 30km/h, facile da parcheggiare, poco più rumoroso del suo discendente e dal prezzo interessante: soli 100 Dollari. Caratteristiche eccellenti diremmo noi! 

 

Ma immaginiamo la New York degli anni ‘20, dove il traffico non è neanche immaginabile, il problema del costo del carburante non esiste, men che meno il parcheggio. Aggiungiamo che il monopattino a motore è prediletto dai gangster per scomparire velocemente nelle stradine più strette di New York e che accordi con Poste e Polizia non ne abbattono il costo ritenuto esorbitante. Ecco che i detrattori del mezzo diabolico, fastidioso rumoroso e pericoloso, lo considerano solo un problema! Mentre l’invidia dei più poveri, che lo classifica come un mezzo esclusivo per un élite, fa il resto: “Troppo caro per lasciarlo fuori casa e troppo pesante per portarlo dentro”. La produzione si interrompe dopo soli quattro anni.

La breve storia europea

Nel 1919 – in piena grande guerra – Autoped sbarca in Europa e la più famosa Krupp – colosso dell’acciaio, oggi ThyssenKrupp realizza Motorläufer’, un motore potenziato a 35km/h, la possibilità di montarci il sedile nel caso l’utente si stanchi di stare in piedi. La Krupp produce il prototipo di un vero scooter della storia con l’idea di riempire il vuoto di mercato tra una bici e una moto. Ma i tempi non sono maturi e nonostante i miglioramenti e gli sforzi del proprietario – Arthur Krupp – come testimonial di una campagna pubblicitaria, è un flop, poi attribuito alle cattive condizioni della rete stradale e alla crisi economica della Repubblica di Weimar (denominazione non ufficiale con cui viene normalmente indicato il Reich tedesco nel periodo tra il novembre 1918 e il 1933, ndr).

Il padre del monopattino moderno è svizzero

È il 1996 e l’imprenditore 46nne di Zurigo – Wim Ouboter – rivoluziona il concetto di mobilità breve con Micro, azienda che vende ca 1,7 esemplari l’anno nel mondo, a dispetto della concorrenza cinese che nonostante il prezzo inferiore non sta al passo per design, ricerca qualità, affidabilità e sicurezza del prodotto.

 

Si dice: “Di necessità virtù!” ma in questo caso: “di golosità virtù”. Un Bar troppo lontano per andarci a piedi, troppo vicino per comprare una bici. Qualcuno dice per un gustoso, ottimo caffè, altri per una succulenta salsiccia, sta di fatto che Mr. Ouboter decide di inventarsi un mini-veicolo: Micro, lungo, stretto, ripiegabile come un quotidiano e soprattutto economico, per andare a prendersi questo gustosissimo caffè o questa salsiccia per allietare la giornata. 

 

Figuriamoci se fosse stato il guardiano del faro di Capo Posillipo! E gli piaceva il caffè o la sfoglitella del Gambrinus avremmo avuto direttamente il teletrasporto … 

 

Ad ogni modo: un successo!

 

La Swatch decide di sistemare un Micro in ogni bagagliaio della sua linea di macchine, la domanda, per la piccola azienda svizzera arriva a 80 mila pezzi al giorno. Il 2000 è il boom, pensiamo al Silverfly, monopattino elettrico, gadget distribuito ai giornalisti della Mostra del Cinema di Venezia dando visibilità anche ad uno sport, lo scootering. 

Il monopattino elettrico e la sharing economy 

Il Mercato del monopattino elettrico ha una crescita a due zeri grazie ad aziende che puntano su innovazione, qualità e servizi legati anche alla sharing economy: condivisione/affitto di beni mobili tra utenti/utilizzatori. Gli ecobonus e il  concetto di mobilità alternativa ed ecosostenibile avrà sempre più spazio e business, come sostiene uno studio del Boston Consulting Group che stima, nei prossimi anni, possibilità di guadagno nel lungo termine per il mercato europeo e statunitense dei monopattini elettrici intorno ai 25 e i 30 miliardi di dollari.

 

Di Lina Montemurro

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