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Il galateo del corpo

buon senso

Si parla di vecchio e moderno galateo. Molte cose sono cambiate col tempo e l’avvento della tecnologia, che ha reso tutto immediato. Il principio a cui affidarsi è sempre lo stesso: il buon senso.

 

Il principio fondamentale per tenere un comportamento composto è il decoro e l’autocontrollo. Evitiamo, quindi, di mostrare parti intime in pubblico, atteggiamento contro il comune senso del pudore.

 

Il seno (le tette) può ancora considerarsi una parte intima?

 

Dopo la legge che permette (non i tutti i Paesi) il topless in spiaggia, il taboo del seno nudo è caduto. L’emozione che provoca fortunatamente no.

 

Allora come coniugare la libertà di spogliarsi con il buon gusto, che non ha che vedere con la bellezza o i canoni estetici in voga, riguarda il contegno. Certo un fisico giovane e in forma è piacevole da vedere, ma può non essere comunque il caso di esporlo.

 

Innanzitutto, chiediamoci è proprio necessario svelarsi? È opportuno?

 

 

Su una spiaggia solitaria o una barca ognuno può svelarsi come crede. In pubblico spesso si trascende, assumendo atteggiamenti scomposti che non valgono l’abbronzatura integrale.

 

Il seno, come altre parti del corpo, è una parte preziosa di noi e dovremmo averne maggiore attenzione nel rispetto di noi stessi e degli altri.

 

Inoltre, il corpo è un’arma di seduzione potente. Per cui via libera a tutte le cure e i trucchi che ci aiutano a mantenerne la bellezza e valorizzarne il fascino. Il buon senso costituisce anche un’opportunità per riflettere ed agire.

 

Indossiamo un abito che ci fa sentire particolarmente belle; ci viene la curiosità di vedere se facciamo lo stesso effetto sugli altri; pensiamo di pubblicarlo, bene!

 

Capita per gioco, per curiosità. Siamo sicure che sia il caso? Per ottenere qualche pollice alzato vale la pena di rendere pubblico qualcosa di privato? E rischiare di subirne lo scherno (body shaming) dopo?

 

L’abbigliamento in presenza

Non sarebbe meglio “spogliarsi” solo per qualcuno in particolare, realmente o virtualmente che sia? Lo stesso discorso fatto sui potenti social vale anche per l’abbigliamento da adottare in presenza. È appropriato e conveniente per noi valorizzarci, non banalizzarci.

 

Quando non siamo in forma optiamo per un tipo di abito che ci valorizzi. E non ci svaluti.

 

In alcuni casi si può ricorrere alla chirurgia plastica. Affidiamoci a un professionista serio per non incappare in scelte infauste, di cui potremmo pentirci poi. Altro pericolo è l’ostentazione.

 

Il consiglio è dunque quello di non esibire mai il risultato di un intervento con trucchi eccessivi o aderenze inopportune.

 

L’importante è non diventare ridicoli. E non lasciamoci blandire dal così fan tutti. Osiamo più con la personalità che con gli scolli.

 

Infine, una curiosità. Sapete che a Venezia c’è il Ponte delle Tette, da cui si poteva godere il “paesaggio” delle prostitute affacciate per ore alle finestre mostranti il petto completamente nudo.

 

Di Gabriella Giglio

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