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Il galateo dei colori – Parte 2

colori e armocromia

Carissimi, dove eravamo rimasti? Una lettrice mi ha fatto notare che nel precedente articolo non apparivano alcuni colori. Questa défaillance (dovuta anche ai limiti editoriali di battute) mi è cara: siete attenti lettori e i miei articoli suscitano interesse.

Galateo dei colori: parliamo del grigio e del marrone

Per l’uomo è da considerarsi adatto per tutte le occasioni formali e eleganti, quali matrimoni e cerimonie ufficiali. Il tight o morning dress è l’abito per eccellenza per nozze o funerali di personalità o reali. Il completo gessato o Principe di Galles in varie tonalità sono adatti per incontri formali di lavoro. Per alcuni perché è il colore emblema della via di mezzo, della capacità di mettere in accordo le posizioni opposte, proprio come bianco e nero. 

 

Anche per la donna è una tinta da consigliarsi per l’ambito professionale. A mio avviso, da abbinare a un tocco di femminilità. Ideale per lo sport e per il tempo libero, soprattutto nei tessuti grezzi e naturali, che donano ai capi un che di genuino e confortevole. In generale, il grigio non è da preferirsi per contesti molto eleganti. In passato, era il colore dei funerali, dato che ricorda la cenere. Personalmente, trovo estremamente chic le perle grigie da abbinare a mises eleganti in georgette.

 

Il marrone, nelle sue varie sfumature calde, specialmente in autunno, è ideale per il tempo libero. Spesso bisogna di accostamento a contrasti cromatici che lo rendano luminoso. Richiamando la terra non è da considerarsi elegante. Inoltra evidenzia il giallo dei denti, quindi fumatori e bevitori di caffè dovrebbero evitarlo.

 

Un breve aneddoto: negli anni Settanta Ottanta si diceva “Blu e marrone, perfetto cafone”. Direi che oggi questo detto non sia più valido, in particolare quando blu e marrone sono espressi nelle loro tonalità forti.

I colori per uno stile bon ton da giorno

Per uno stile bon ton da giorno consideriamo i neutri: il panna, il beige, le tinte pastello e il tortora soprattutto nei tessuti leggeri.

I colori non veri

Poi, abbiamo i colori non veri e propri, che molte di noi amano. Parlo dell’argento, dell’oro e del bronzo. Quest’ultimo appropriato per le serate estive abbinato ad una bella abbronzatura. I primi due sono da prediligere per ricorrenze speciali, come gli anniversari di matrimonio. In altri casi vanno ben dosati o si rischia di sfiorare il kitsch.

Animalier e maculato

Per molti a pieno titolo vanno fatti presenti l’animalier e il maculato. Il primo diventa di moda nel ‘900 con l’Art Déco, come sinonimo di vita eccentrico e estremamente lussuoso. A quei tempi (con buona pace degli animalisti) i pellami erano originali. La sua legittimazione arriva nel 1947 quando Christina Dior trasforma la pelliccia in motivo stampato per le sue creazioni. Negli anni Ottanta appare nelle versioni choc con le cantanti pop, come Madonna.

 

Il maculato, invece ci arriva dalle divise militari, sdoganate anche al femminile.

 

In entrambi i casi, sono da evitare per lavoro, occasioni formali e eleganti. Talvolta, se i tessuti sono di buona qualità e le personalità carismatiche si possono adottare. Anche in versione seduzione. 

 

Infine, scegliamo tinte che donino al nostro incarnato e alla nostra fisionomia. Per i momenti speciali optiamo per abiti di buon taglio che facciano ricordare noi e non loro.

 

Di Gabriella Giglio

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