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Integratori, la prevenzione è a tavola

Rubrica a cura di Adriana Carotenuto

Sapevate che un italiano su tre usa gli integratori? Lo sportivo che vuole ridurre la fatica o potenziare la performance, lo studente che desidera migliorare la memoria, le donne che vogliono rallentare l’invecchiamento cellulare e chi spera di dimagrire o di ridurre gli inestetismi corporei, come la tanto odiata Pef’s (cellulite). Risultato: il 32% degli italiani dichiara di assumerli abitualmente e il 62% da oltre due anni, secondo una recente ricerca realizzata da Ac Nielsen per FederSalus, la Federazione dei produttori di prodotti salutistici. Sicuramente una dieta varia e ricca di frutta e verdura, in grado di sopperire al fabbisogno quotidiano di vitamine e altri nutrienti essenziali, rappresenta l’optimum consigliabile per il mantenimento della salute, in buone condizioni fisiologiche. Purtroppo, non sempre le buone intenzioni si riflettono nella realtà alimentare di una popolazione e un ridotto apporto di vitamine, in alcune fasce della popolazione, è molto più frequente di quanto si immagini.
Il consumatore italiano medio di integratori è evoluto e informato, non si aspetta che gli integratori possano prevenire malattie o disturbi, ma è consapevole del fatto che la loro corretta assunzione possa contribuire a mantenere lo stato di benessere nell’ambito di un regime di vita salutare.
Per quanto riguarda l’assunzione degli integratori alimentari, va ricordato, comunque, che si tratta di alimenti e non possono contenere sostanze farmacologicamente attive, sono ampiamente normati ed è garantita la sicurezza d’uso alle dosi consigliate.
Gli integratori alimentari, infatti, seguono in Italia le normative di uno specifico ente regolatore europeo, la E.F.S.A. (European Food Safety Authority), valido per gli Stati membri dell’Unione Europea. In Italia, una sezione specifica del Ministero della Salute recepisce e applica le disposizioni determinate a livello europeo dalla E.F.S.A. Gli elenchi ministeriali pubblicati ci dicono quali sostanze si possono inserire nella formula di un integratore, quanta sostanza si possa includere e anche se vi siano indicazioni, ovvero claims salutistici attribuibili alla sostanza. Per ciascuna sostanza si riporteranno anche eventuali avvertenze, legate alla stessa oppure a determinati dosaggi, superiori a un determinato limite. Per ciascuna delle sostanze si riporteranno anche eventuali avvertenze rispetto all’utilizzo concomitante con farmaci, con cui si possano verificare effetti incrociati. Tutto questo garantisce la sicurezza e la qualità dei prodotti che sono ormai sempre più accessibili e culturalmente sempre più accettati dai pazienti, con un importante risparmio per la spesa sanitaria. La XVIII Convention FederSalus ci ricorda che «ogni euro speso in prevenzione provoca un risparmio di almeno tre euro per le cure da erogare nel futuro», e per una spesa sanitaria ormai al collasso anche un minimo risparmio percentuale ha un valore incommensurabile. Le informazioni sugli integratori devono però essere erogate da professionisti del settore e non dati in pasto al mercato globale sotto la spinta di messaggi pubblicitari confusionari e ingannevoli per il consumatore poco attento.
Facciamo qualche esempio pratico e virtuoso: prevenire e contrastare le patologie oggi è indispensabile attraverso l’utilizzo della giusta quantità e qualità degli antiossidanti contenuti ad esempio nella frutta. Spesso però si è costretti a utilizzare prodotti di dubbia provenienza e preparazione a causa del nostro stile di vita. Ad esempio, nei soggetti in sovrappeso o obesi, che necessitano di una giusta dose di antiossidanti per sopperire al loro fabbisogno e contrastare l’azione dei radicali liberi nemici di numerose patologie, dovremmo utilizzare un’importante quota di frutta, che apporterebbe anche un notevole introito calorico. Quindi un apporto di antiossidanti sotto forma di integratori, magari liquidi, che aumentano anche palatabilità e quantità di acqua da bere, può essere un valido alleato per il mantenimento del giusto peso corporeo e per la riduzione dei radicali liberi. Attenzione, dunque, alla scelta!

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