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Da grafico ad artista di strada, le opere di Dario sono realizzate riutilizzando gli scarti urbani. Strappi di fotografie, manifesti e tele restituiscono l’immagine polimorfa della città.

 

La nuova avventura di Dario Gaipa

La vita spesso può sorprendere. E, quando meno te l’aspetti arriva il tempo di cambiare rotta. Dario Gaipa non ha nessun dubbio al riguardo. Prima grafico, poi artista di strada. Ha scelto la sua di rotta con un lungo percorso. Dopo aver completato la sua formazione al Centro Studi ILAS approda al Corriere del Mezzogiorno come grafico, vittima anche lui della crisi economica degli ultimi anni, nel 2017 vive la perdita del famoso “posto fisso”. Pronto a reinventarsi, sceglie di dare ascolto al suo estro creativo. Con tanto coraggio lascia il comfort dello spazio chiuso di un ufficio, per spostarsi nelle strade della sua Napoli. Una scelta forse azzardata? Eppure Dario si dice pronto ad “abbandonarsi” a questa nuova avventura, nonostante i suoi occhi appaiano preoccupati per il futuro.

 

«Dopo il licenziamento – spiega Dario – pensando alla mia famiglia, una moglie e due bambini, ho iniziato subito a fare il grafico freelance, ma poi forte della loro complicità mi sono detto che era giunto il momento di provare». E allora la città diventa il suo laboratorio. Ed è da lì che arriva la sua ispirazione. «Da sempre – racconta Dario Gaipa – adoro girovagare tra le strade e i quartieri di Napoli per osservare scene di vita quotidiana, un tempo attraverso l’obiettivo di una piccola macchina fotografica digitale, oggi utilizzando il mio smartphone». Napoli è poi diventata per lui anche la “cava” dove recuperare il materiale per realizzare le sue opere raccogliendo strappi di manifesti pubblicitari. «Utilizzo parti e brandelli di manifesti che un tempo decoravano le mura della città – descrive l’artista -. Delicatamente li “strappo” e li rimetto su tela».

 

Il décollage

Il senso della produzione artistica di Dario Gaipa può essere racchiuso in un’unica parola: tecnica del décollage. Inconsapevolmente sulla scia del maestro calabrese Mimmo Rotella, con l’ausilio di strappi, fotografie, colla vinilica e tele decostruisce e ricostruisce l’immagine della città. Le sue opere sono uniche perché i suoi décollage sono fatti con pezzi che per lui rappresentano la pelle di Napoli. Quelli che secondo Dario Gaipa portano un segno o racchiudono un frammento di storia. «Un giorno un turista – racconta con orgoglio Dario – mi disse di aver comprato una “boccetta di aria di Napoli”. Era soddisfatto del suo acquisto ma presto si era reso conto che essa rappresentava solo una suggestione. Invece con la mia opera avrebbe portato a casa realmente un pezzo della città».

 

Insomma la sua originalità sta nel portare letteralmente le strade di Napoli nell’arte. Strade che a sua volta entrano nelle case delle persone. Gioca creando nuove immagini e recuperando materiale. A lui piacciono pezzi di manifesti rotti, in particolare quelli segnati dal sole, dal vento e dalla pioggia. «Ho una mia etica al riguardo – sottolinea l’artista –. Utilizzo solo alcune di parti e solitamente manifesti di pubblicità o di eventi ormai passati. Inoltre in questo modo sento nel mio piccolo di contribuire alla pulizia delle strade». Ma quali sono i suoi progetti per il futuro? «Sogno di arrivare a più persone possibili, portando la mia ricerca artistica verso nuovi sviluppi. Nel frattempo sono alla ricerca di un spazio più grande, anche perché il mio “laboratorio-casa” sta iniziando a diventare un po’ troppo piccolo. Difatti il mio prossimo obiettivo è proprio quello di iniziare a lavorare su tele più grandi».

 

 

Di Rosaria La Rocca