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Allineare il corpo con le tre L di Mézières

Scoliosi, iperlordosi, ginocchio valgo sono dismorfismi che affliggono ormai moltissime persone. Spesso si interviene curandone i sintomi quando è ormai assunto che «spesso la causa del problema che affligge la persone è distante da dove si manifesta». L’esempio più classico può essere trovato in una persona che accusa un dolore dovuto ad una contusione al ginocchio e che magari, pur di camminare, si piegherà e zoppicando, riuscirà in qualche modo a deambulare, anche in maniera scorretta.

Risulta così evidente l’inutilità spesso di una terapia mirata esclusivamente ai sintomi, quando si parla di una patologia cronica sedimentata magari negli anni.

La rieducazione posturale ha come scopo quindi quello di allentare le tensioni muscolari e ridare la lunghezza originale ai muscoli accorciati, mettendo il paziente in posizioni che possano facilitare l’allungamento delle catene, esercitando una trazione continua e simultanea alle estremità delle catene muscolari e impedendo, nel limite del possibile, le compensazioni e gli adattamenti.

In particolare il metodo Mézières ha lo scopo di normalizzare, secondo alcuni criteri, la struttura di un corpo, lavorando essenzialmente tramite il gioco di retrazione e accorciamento delle catene muscolari, colpevoli di diversi dismorfismi (scoliosi, iperlordosi, cifosi, ginocchio varo o valgo, cancellazione delle curve, etc.).

La rieducazione posturale Mézières ha origini nel dopoguerra  ad opera della fisioterapista Françoise Mézières e si avvale di posizioni globali e totali (dette appunto le tre L di Mézières). Tali posizioni  devono essere tenute con grande rigore e per un tempo abbastanza lungo  e associate a un lavoro d’espirazione che combatte le lordosi e allunga il diaframma, un muscolo molto importante per la statica.

  1. Il soggetto steso al suolo deve tenere le gambe a squadra con i piedi paralleli e le punte del piede che guardano verso il basso
  2. Il soggetto da posizione eretta posiziona il busto in avanti, formando un angolo retto tra cosce e busto, allungando le braccia verso il suolo e attivando le scapole.
  3. Il soggetto seduto a terra con la schiena eretta forma un angolo retto avente base al suolo e schiena come altro cateto.
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