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A Carnevale, ogni scherzo, non sempre, vale

Di Gabriella Giglio

Come dice l’adagio? A Carnevale ogni scherzo vale. Siamo proprio sicuri?

Gli scherzi sono leciti e ben graditi, a patto che rispettino uno dei principi fondamentali del galateo: il rispetto.

E allora ecco alcune regole base: lo scherzo non deve essere pericoloso sia per pe le persone che per i locali in cui il ricevimento si svolge, soprattutto quando si è in casa.

Non sfruttiamo la celia per far leva sulle paure di qualcuno e farcene scherno, mettendolo in imbarazzo. Rischieremmo di metterci in cattiva luce e rovinare la serata. Assolutamente bandite sono le bombolette spray, che spargono liquidi urticanti per gli occhi e dannosi per abiti e arredi.

Ben venga lo scherzo per ridere insieme e perché no, per corteggiare una principessa o un cavaliere presenti.

Le maschere, che coprono gli occhi, sembrano fatte apposta per fare la corte a qualcuno con cui, di solito, non riusciamo a spiccicare due parole a viso scoperto.

La peculiarità di questa festa è la possibilità di travestirsi in modo stravagante e bizzarro, dando libero sfogo alla propria creatività e, perché no, mostrando una parte di noi che tendiamo a celare. Ciò non vuol dire che ogni costume sia ammesso o gradito.

Per poter scegliere il costume o la maschera adatta al tipo di festa o manifestazione a cui intendiamo partecipare dobbiamo riferirci anche a quelli che sono i dettami dell’occasione.

Se abbiamo ricevuto un invito, sullo stesso ci saranno le indicazioni, il cosiddetto dress code. Nel caso manchi, consideriamo la tipologia di posto in cui si svolge l’evento e l’età media dei partecipanti.

Potrebbe trattarsi di un Bal en Tête, una festa a tema, insomma, in questo caso basta un’acconciatura particolare a tema o una maschera per il viso.

Se invece desideriamo sbizzarrirci indossando un costume vero e proprio seguiamo alcune regole base. Il travestimento non deve essere offensivo, indecente o disgustoso. Va bene la licenziosità, ma senza mai scadere nella blasfemia.

Preferiamo i costumi storici, casomai rivisti in chiave ironica accentuando qualche caratteristica del personaggio rappresentato. I costumi a ispirazione storica sono, particolarmente, adatti a gruppi di persone.

Si può optare per i personaggi di fantasia, come i protagonisti delle favole e dei cartoni animati, molto adatti per i bambini.

Quando si ha poco tempo per prepararsi, possiamo scegliere per un costume legato a professioni e lavori attuali o passati.

I costumi, anche quelli più semplici devono essere curati nei particolari.

Se gli altri non indovinano subito non offendiamoci, mi raccomando.

Anche gli organizzatori devono fare la loro parte per rendere al meglio l’accoglienza carnevalesca. Servono innanzitutto le decorazioni, con mascherine, coriandoli e stelle filanti, quelle non possono mancare, insieme alle trombette e alle lingue di menelik. Pace per la pulizia del giorno dopo. Molto graditi sono i giochi di gruppo e i balli spiritosi.

In ogni caso non possono mancare i piatti tipici di questo periodo come le chiacchiere (dette anche bugie, frappe o sfrappe) e le frittelle con il sanguinaccio (di cioccolato).

E allora Buon Carnevale a tutti.

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