Chagall e il suo Sogno d’amore

Di Francesca Saccenti

Al via la mostra dedicata al pittore russo alla Basilica della Pietrasanta – Lapis Museum di Napoli dal 15 febbraio al 30 giugno. 

C’è una donna vestita di rosso che si spoglia al chiaro di luna, la mano di un uomo l’accarezza con passione. Dietro le sagome, maschere dai tratti forti e dai colori decisi, un grande asino blu assiste alla scena di passione, proteggendo la coppia di amanti. Les amoureux à l’âne bleu (Gli innamorati con l’asino blu) è una delle opere più emblematiche di Marc Chagall (1887-1985), il pittore russo naturalizzato francese, che attraverso i suoi quadri racconta i sentimenti più nascosti dell’animo umano. Volti femminili in grado di sfidare la forza di gravità, che si ispirano a sua moglie Bella, clown con mazzi di fiori, figure mitologiche che appartengono al nostro subconscio descrivono un mondo magico, in cui il limite spazio-temporale si annulla e il confine tra sogno e realtà diventa sempre più labile. Oggi le sue tele immortali approdano a Napoli, all’interno della mostra Sogno d’amore, curata da Dolores Duràn Ucar, nella cornice della Basilica della Pietrasanta – Lapis Museumdal 15 febbraio al 30 giugno. Le 150 opere, che ripercorrono la traiettoria artistica del pittore dal 1925 fino all’anno della sua morte nel 1985, tra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni, sono un vortice di sfumature, un mélange di sacro e profano. I ricordi della sua giovinezza si fondono con la scomposizione delle forme, la cultura russa con i popolari lubok (racconti e notizie sotto forma di vignette provviste di didascalie  per  informare il popolo e gli analfabeti) si unisce all’arte occidentale nei sofisticati tratti di Rembrandt, mentre dai manoscritti della cultura ebraica l’autore “ruba” gli elementi espressivi. Il percorso è diviso in sei sezioni tematiche (Infanzia; Sogni e Fiabe; Il mondo sacro la Bibbia; Un pittore con le ali da poeta; L’amore sfida la forza di gravità), che non seguono un ordine cronologico, ma descrivono le diverse fasi e le suggestioni dell’artista. A regnare sovrani sono i ricordi, i primi giorni di scuola, le estati trascorse a Lëzna, le visite alla sinagoga e i personaggi del circo, tanto amato per la sua atmosfera bohémien e la sua immagine di libertà. Nell’opera Villaggio Russo del1929 viene dipinta la cittadina d’origine dell’autore Vitebsk, in Bielorussia. Il cielo scuro dà vita a una atmosfera misteriosa, sospesa nel tempo. Per strada non c’è nessuno, solo un vitello che vola in cielo con la slitta, sullo sfondo dei tetti innevati delle case. Gli animali per Chagall sono parte della sua infanzia e danno vita a un immaginario magico che lo avvicina alla fantasia e all’ironia dell’autore francese del Seicento Jean de La Fontaine, di cui illustra le favole. Altro tema fondamentale, che viene ripreso più volte durante la sua carriera artistica e che lo tocca profondamente, è la religione: Chagall durante la seconda guerra mondiale si rifugia negli Stati Uniti dal 1941 al 1948, per evitare di essere deportato dai nazisti. In ventiquattro scene, racconta la storia del popolo ebraico, che con l’aiuto di Dio e guidato da Mosè fugge dalla schiavitù a cui è stato sottoposto in Egitto, per raggiungere finalmente la terra promessa. Mentre tra gli anni ’70 e ’80 dipinge En route, l’âne rouge (In cammino, L’asino rosso) e David et Goliath (Davide e Golia) opere dal forte carattere. 

La mostra organizzata e prodotta dal Gruppo Arthemisia, dopo il successo di quella di Escher al Pan, inaugura anche un’importante “prima volta”: l’associazione culturale devolverà una parte del ricavato a progetti di utilità sociale grazie al contributo dei visitatori che potranno seguirne passo dopo passo l’evoluzione. «È una formula nuova – spiega Iole Siena, presidente di Arthemisia– che vogliamo sperimentare partendo dalla mostra di Napoli per poi esportarla in tutto il mondo. Ci ripromettiamo di portare un po’ di bellezza anche nella vita delle persone meno fortunate. Siamo certi che il nostro pubblico amerà partecipare a questo grande progetto al nostro fianco». 

 

Biografia Marc Chagall 

La vita del pittore Marc Chagall, (Vítebsk, Russia, 1887 – Saint-Paul-de-Vence, Francia, 1985) è stata segnata da importanti eventi storici della prima metà del XX secolo. Nato nel quartiere ebraico di Vitebsk, raggiunge la perfezione plastica a Parigi, dove viene apprezzato dai più grandi poeti e artisti surrealisti. A causa della prima guerra mondiale e della rivoluzione bolscevica, dopo alcune esperienze in Francia, resta nel suo paese fino al 1922 dove fonda un’Accademia d’Arte e dipinge per il Teatro ebraico di Mosca. Torna presto a Parigi, città in cui la sua fama di pittore e illustratore ha inizio. Durante la seconda guerra mondiale, si rifugia negli Stati Uniti dal 1941 al 1948 per evitare di essere deportato dai nazisti. Nel 1944 la moglie Bella muore inaspettatamente e l’artista smette di dipingere per qualche tempo. Nel 1948 torna in Francia, questa volta a Nizza e Saint-Paul-de-Vence, dove muore nel 1985.