Foro Carolino, l’accoglienza è regale

Di Adriana Schiavo

Un suites and breakfast nel cuore di Napoli ideato da Trinchera e Tuccillo, proprietari dell’appartamento ereditato come dono dei Borbone. Progettato dall’architetto Prozzo è un mix tra la tradizionale bellezza degli appartamenti tipici napoletani e tecnologia all’avanguardia.  

Una dimora di charme nel cuore palpitante della città. Nato sotto il “vessillo” di Carlo III di Borbone, grazie al visionario progetto di Francesco Gala Trinchera e Mariagrazia Tuccillo, proprietari dell’appartamento e realizzato con l’abile lavoro dell’architetto Giampiero Prozzo, oggi Foro Carolino è diventata una dimora delite per rendere il proprio soggiorno partenopeo un’esperienza unica. 

 Una struttura ricettiva davvero “regale” che vanta una storia antica. Infatti nell’ 800 re Ferdinando II di Borbone si avvalse delle cure di Stefano Trinchera, professore universitario e medico di corte che, per bravura e fedeltà, ricevette in dono dal sovrano l’appartamento reale sito nella piazza dedicata al suo augusto predecessore e anticamente denominata Foro Carolino (oggi piazza Dante). 

 L’appartamento da allora è rimasto alla famiglia Trinchera. Il passare degli anni non ha però scalfito il legame della famiglia Trinchera con Napoli che in quella dimora ha deciso di realizzare uno dei B&B più prestigiosi in Italia e in Europa per storia, cura dei clienti e amore per la propria città. 

 Da Stefano Trinchera, nobile professionista di cultura a Francesco Gala Trinchera, avvocato del Foro napoletano, sono passati ormai tanti anni ma resta immutato il “piacere” di conservare quella unicità che deriva dall’investitura di un Re, che oggi può essere fruita dai visitatori provenienti da ogni parte del mondo. 

Foro Carolino vuole rendere in accoglienza uno spaccato della storia napoletana realizzato tenendo conto del passato senza trascurare le avveniristiche tecnologie disponibili per gli ospiti. 

Attraversando le stanze, sembra di essere catapultati in un’affascinante pellicola sorrentiniana. Ed ecco che, ad una ad una, i proprietari ci svelano la “grande bellezza” racchiusa nei 350 metri quadri di un appartamento dove ogni stanza è curata nei minimi dettagli senza mai sovvertire l’ordine costituito e senza mai tradire le aspettative delle caratteristiche originali dell’edificio. 

Le pareti decorate, utilizzate nell’800 per coprire le travi, sono state restaurate e insieme alle porte originali si integrano ai moderni arredamenti dei bagni, dotati di docce e rubinetteria di ultima generazione. 

Tra gli spazi di questa dimora, è un piacere passeggiare tra mobili e casseforti originali. E una nicchia che ospita San Gennaro, patrono della città, non poteva mancare. Gli armadi delle stanze sono state pensati dall’architetto come sostitutive delle porte di passaggio.  

Una stanza dotata di una cabina armadio a perdita d’occhio. «È La camera preferita dalle donne – ci racconta entusiasta la signora Tuccillo– e poi c’è la chicca finale, la camera, anzi due camere da riservare insieme, con questo splendido bagno turc. 

La passione e l’attenzione per i particolari si respira nell’aria. «L’abbiamo pensata come se fosse casa nostra» ci conferma la Tuccillo. 

 Le pareti a colpo d’occhio sembrano poco arredate ma anche per loro c’è un concept ben preciso  come ci spiega l’avvocato Trinchera. «L’idea è quella di valutare le opere di artisti napoletani emergenti che vogliano esporrei propri lavori per valorizzare le opere e l’arte del territorio». 

E poi sala colazioni, sala buffet e sei camere che affacciano su piazza Dante dotate di ogni confort tecnologico e tanti servizi disponibili. 

Un suites e breakfast come se ne trovano davvero pochi in giro. 

In quello che fu il salone troviamo poi la suite dotata di vasca da bagno. E ancora, un video che trasmette le immagini della città, per offrire al turista l’opportunità di calarsi interamente in quella.  

«Un appartamento napoletano come ce ne sono di bellissimi a Napoli – ricorda Francesco Trinchera, sottolineando le motivazioni e gli obiettivi del progetto -. L’idea è quella di entrare non in una struttura ricettiva ma in una casa, una dimora dell‘800, per questo motivo l’ospitalità è quella di un appartamento familiare. Chi sceglierà di fermarsi da noi, troverà mia moglie a preparare colazioni o mia figlia ad accogliere gli ospiti. Anche io, prima di andare in tribunale quando posso, passo qui per preparare colazioni per gli ospiti e soprattutto per poter chiacchierare con loro, provando a trasmettere tutta la passione e l’essenza di questa città». 

Il nome della dimora di charme lo testimonia. Il Foro Carolino (quello che oggi è conosciuto come Convitto Nazionale  Vittorio Emanuele a piazza Dante) fu fondato da Carlo III di Borbone, un sovrano “illuminato”, che amava circondarsi di intellettuali, artisti e uomini politici che, in breve tempo, resero Napoli una grandissima capitale europea e ambitissima meta del Gran Tour. 

Oggi la dimora vuole restituire quel fascino e quell’accoglienza propri di una grande capitale europea, dove la valorizzazione delle bellezze passate si intrecciano con una Napoli multiculturale e postmoderna.