Magia e malinconia nella Cracovia d’inverno

di Francesca Marra

Viaggio alla scoperta della città polacca che conserva i luoghi della memoria
e di un popolo che non rinuncia a vivere il suo fervore artistico e culturale.

Per convincervi a visitare Cracovia basta un attimo. La città polacca è la meta ideale per chi vuole conoscere a fondo la nostra storia più recente, ma vi avverto: resterete profondamente sorpresi dalla cultura e dalle tradizioni di un popolo giovane che oggi non rinuncia più ad essere felice. Se ben organizzati quattro giorni sono sufficienti per immergersi nelle calde atmosfere di una città magica. Avviso ai naviganti: prima di partire per Cracovia è importante prepararsi, è più di un semplice viaggio alla scoperta della città, vedrete un fervore culturale ed artistico che solo una città che ha pagato un conto altissimo con la storia può offrire. Conoscerete la bontà di un popolo che si affaccia al mondo in punta di piedi ma con una gran voglia di mostrarsi. Sarete però allo stesso tempo costretti a fare i conti con la brutalità di una storia troppo recente per essere dimenticata. Ciò che vedrete lo porterete non solo negli occhi durante il viaggio di ritorno, ma vi resterà a lungo nello stomaco, come un pugno che toglie il fiato.
Scegliere di visitarla d’inverno, ben equipaggiati, vi restituirà con ancora più forza le sensazioni descritte.

GIORNO 1: STORIA E MEMORIA

Consiglio a tutti di farlo subito: il primo giorno fissate la visita, rigorosamente guidata, ai campi di concentramento di Auschwitz Birkenau. Sono molte le compagnie che organizzano transfer da vari punti della città e visita guidata in Italiano a poco più di 35 euro. Inutile descrivere ciò che vedrete, conosciamo tutti quei campi grazie alla ricca documentazione. Vi consiglio di vivere l’esperienza nel silenzio che resta tutt’intorno e facendo tesoro del racconto della guida. Le case di mattoni rossi, i block, il filo spinato, il muro delle fucilazioni, gli enormi stanzoni con letti di paglia, i forni crematori, sono solo il preludio alla devastazione che si prova varcando le soglie di Birkenau: un deserto di morte e silenzio, dove si ripercorrono le stesse strade innevate che gli ebrei percorrevano, scendendo dai treni, per raggiungere i soldati tedeschi che con un solo gesto determinavano la condanna a morte di milioni di persone. È rimasto tutto esattamente come nel 1945. Quando gli alleati liberarono il campo, i tedeschi fecero solo in tempo a distruggere le camere a gas, di cui restano comunque le macerie visibili. Lì oggi ci sono lapidi scritte in tutte le lingue del mondo con un messaggio struggente: “Grido di disperazione e ammonimento all’umanità sia per sempre questo luogo, dove i nazisti uccisero circa un milione e mezzo di uomini donne e bambini principalmente ebrei, da vari paesi dell’Europa”. Al ritorno in città fermatevi alla fabbrica di Schindler, nel quartiere di Podgorze. La fabbrica oggi è un museo permanente dove si può visitare non solo lo studio di Schindler, ma passando tra le varie sale si ripercorrono i momenti salienti della storia della Polonia.

GIORNO 2: PIAZZA RYNEK GLOWNY

Riprendersi è dura ma la città con la sua energia aiuta a lasciarsi il passato alla spalle e restituisce la più bella immagine di sè: una città giovane e dinamica. Un quarto degli 800 mila abitanti di Cracovia, infatti, è composto da studenti, la città è sede di una delle Università più antiche d’Europa. A lasciare senza fiato è la piazza del Mercato, la Rynek Głowny, il cuore pulsante della città. Dichiarata, dal 1978, patrimonio mondiale dell’Unesco, è la piazza medievale più grande d’Europa. Ad ogni angolo ci sono locali, bar, negozi che di notte si animano di musica, luci e colori. Ai lati della pizza i due monumenti più rappresentativi della città, la Basilica di Santa Maria e il mercato dei tessuti.

GIORNO 3: SOTTERRANEI DI SALE

Nel comune di Wieliczka, alla periferia di Cracovia, c’è la suggestiva miniera di sale. Con poco più di 30 euro e con almeno tre ore a disposizione si va alla scoperta di un mondo sotterraneo dall’enorme valore naturalistico. Le miniere, ancora oggi attive, si raggiungono scendendo a una profondità di oltre 300 metri. Attenzione a chi soffre di claustrofobia: la prima parte della discesa è caratterizzata da scale in legno larghe non più di due metri. Dopo però lo spettacolo è assicurato: all’interno il percorso è costellato da statue di sale e laghetti artificiali. Le gallerie conducono a un enorme salone sovrastato da lampadari giganti dove si svolgono concerti, riti religiosi, ma anche serate danzanti e feste private. Esperienza molto suggestiva, unica nel suo genere. Nota positiva: se d’inverno il termometro segna -2, nelle miniere il clima è primaverile! Promemoria: vestirsi a cipolla.

GIORNO 4: ASSAPORATE LA CITTA’

 

Durante l’ultimo giorno del viaggio perdetevi per la le strade della città: passeggiate lungo la fascia di giardini del Planty, che circonda completamente il centro e che avvolta dalla neve è ancora più suggestiva. A piedi raggiungete l’antico ghetto ebraico Kazimierz. Adesso è il centro pulsante della movida polacca. Il quartiere trascurato e abbandonato fino ad una decina di anni fa, ha ritrovato lustro e notorietà anche grazie alle scene del film Schindler’s List che vi sono state girate. Oggi è una zona molto vivace con botteghe di artisti, locali alternativi e negozi di moda. A tal proposito, cercate bene, perché l’occhio da regista che è in voi scoverà molti angoli che sono stati i set del film di Spielberg.
Nel quartiere della città vecchia è anche possibile imbattersi in feste anni ‘20. Segnalate solo da un piccolo foglio che invita a salire, ci si ritrova nel bel mezzo di una serata danzante con l’orchestra che suona swing e i ballerini in bretelle e calze a rete.
Questa è la magia di Cracovia, ritrovare il piacere della vita dove meno te lo aspetti.