Decoro urbano. Quali responsabilita’?

Di Antonio Coppola

Rilevanti e lodevoli iniziative private hanno attirato l’attenzione sullo stato di abbandono della Villa Comunale, con provocatorie azioni di pulizia su base volontaria. Un tempo questo sito era il fiore all’occhiello della città, oggi, invece, è ridotto ad un orinatoio pubblico colmo di rifiuti, a partire dall’ex circolo della stampa – ahinoi  diventato un vero e proprio rudere, ricettacolo di ogni genere  – per finire alle varie paninoteche mobili che procurano immondizia a profusione. L’iniziativa non è stata rilevante solo sotto il profilo della tutela dell’igiene pubblica, quanto soprattutto per il fattivo apporto culturale offerto alla cittadinanza e in particolare ai giovani. È servita, infatti, a  far capire che l’interesse primario dell’umanità è il diritto naturale alla vita e, quindi, a tutto ciò che contribuisce al benessere della salute. Certo, il tema sembra secondario rispetto ai tanti problemi che assillano la nostra vita quotidiana, leggi lo spread, l’immigrazione, il terrorismo, la legittima difesa, il lavoro nuovo che latita e quello che si perde. Problemi che, comunque, non riescono a suscitare ampia partecipazione, né tantomeno forte reazione, nella maggior parte dei casi. Ed è perciò che queste iniziative devono interessare, soprattutto, ai tanti influencer, ai mass media, alle famiglie, alla scuola ed alle istituzioni tutte. E qui vorrei aprire una parentesi perché sembra che queste ultime si limitino solo ad aderire, idealmente e strumentalmente, a queste iniziative, le quali, invece, dovrebbero servire a ristabilire, anche, quel principio di responsabilità per cui alla pubblica amministrazione compete l’obbligo e, quindi, il dovere di pulire la città, nonché di controllare e sanzionare i cittadini scorretti ed inadempienti. È vero, come recita una massima cinese: “Se tutti puliscono il proprio uscio alla fine la strada è pulita”. Ma se ciò da noi non accade la colpa non è soltanto dei cittadini. Perché quei napoletani che imbrattano i marciapiedi quando si recano in un’altra città si comportano educatamente? Evidentemente, è l’ambiente pulito a indurli a comportarsi correttamente, esattamente come succede, al contrario, dalle nostre parti dove l’immondizia accumulata ne attira altra, persino da parte di chi, altrove, non oserebbe mai abbandonare un rifiuto in strada. Con ciò non voglio giustificare certi comportamenti, ma semplicemente evidenziarne la genesi per una corretta attribuzione delle responsabilità pubbliche e private.   

Ma tutto ciò non sembra interessare i nostri amministratori comunali che, invece, paradossalmente, si accontentano e si beano del proprio esaltante contributo partecipativo, a iniziative come queste ed altre, teso più alla ricerca di un’immagine positiva sui mass media che a risolvere i problemi con fatti concreti, scambiando vittime e carnefici. Purtroppo ci vorrebbero manifestazioni di cittadinanza attiva volte pure alla individuazione delle tante, precise responsabilità che si perdono nello scaricabarile quotidiano dei nostri amministratori senza alcuna reazione da parte della stragrande maggioranza di chi, atavicamente, si rassegna a subire tutto ed anche di più. Ma questo è un altro e più grave discorso.  

Antonio Coppola: Presidente ACI Napoli e Campania. Maestro del Lavoro, Cavaliere, Ufficiale  al Merito della Repubblica e Stella d’Oro del Coni.