Grimaldi: «Il mio impegno per l’ambiente con Alis»

Giovane erede della famiglia di armatori campani, Guido Grimaldi è anche il Presidente dell’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, nata nel 2016 per collegare tutti gli operatori del comparto logistico e di trasporto e ridurre l’impatto ambientale, rilanciando il Mezzogiorno.

Di Laura Caico

Una nuova vita per l’ambiente. Guido Grimaldi, 35 anni, erede della dinasty napoletana di armatori, nato a Londra ma attaccatissimo alle sue radici familiari, laureato in Logistica internazionale dell’auto, persegue un cammino professionale teso ad assicurare una drastica riduzione delle emissioni nocive nel mondo dei trasporti nazionali e internazionali: oltre a ricoprire il ruolo di Corporate Short Sea Commercial Director del Gruppo Grimaldi è il dinamico Presidente di Alis, Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile.

Presidente quali sono gli obiettivi di Alis?

Alla base del nostro lavoro c’è una visione ambientalista che vuole intensificare i trasporti di persone, veicoli e mezzi pesanti con l’intermodalità, ottimizzandoli e deviandoli dalle congestionate strade e autostrade, per un mondo più pulito, libero dall’emissione di Co2, in linea con le disposizioni dell’Unione Europea per la decarbonizzazione del pianeta.

Quando è nata Alis e perché?

Alis ha appena due anni di vita ma si è già sviluppata in modo straordinario, arrivando a contare oltre 1.300 imprese associate, per un totale di più di 140.500 dipendenti, oltre 103.000 mezzi, più di 140.000 collegamenti marittimi annuali e più di 120 linee di Autostrade del Mare, altro asso nella manica dell’intermodalità. L’abbiamo voluta creare perché mancava un’associazione che coinvolgesse tutti gli stakeholder del sistema intermodale.

Ma che vantaggio ne trae l’Italia?

Puntiamo all’internazionalizzazione del Paese attraverso la maggior competitività che offre il sistema intermodale e intendiamo consolidare la continuità territoriale con le nostre isole, per noi più importanti di tanti altri Stati. Siamo tutti in prima linea per rilanciare le eccellenze imprenditoriali del nostro Paese grazie a un trasporto sostenibile dal punto di vista sociale, ambientale ed economico che lo porti a riguadagnare la posizione che merita a livello europeo e nel Mediterraneo.

Il problema delle fragili infrastrutture stradali è venuto terribilmente alla ribalta da quanto accaduto a Genova, quali possono essere le soluzioni?

Proprio in tema di sicurezza, Alis, come l’intera comunità nazionale, è rimasta profondamente colpita dalla disgrazia avvenuta su uno degli assi portanti del trasporto e dell’intermodalità italiani e si è unita al cordoglio per le tante vittime del crollo del Ponte Morandi, tra cui cinque uomini del mondo della logistica. Questa tragedia invita, però, a riflettere. Secondo Alis, l’intermodalità può, a pieno titolo, candidarsi a offrire un’ alternativa concreta alla soluzione del problema della sicurezza delle strade e della loro decongestione. Si può affermare che, già in questa delicata fase, gli associati ALIS si stanno adoperando per sottrarre mezzi pesanti dalle infrastrutture stradali considerate critiche. Come noto, in Italia, la rete autostradale a pedaggio si sviluppa per oltre 5.800 Km e la precisa mappatura dei 3mila ponti e cavalcavia, nonché dei 1.500 viadotti autostradali purtroppo sembra non esserci, specie con riferimento al loro stato di conservazione.

L’impegno di Alis in favore dello spostamento dei mezzi pesanti dalle strade ad altre modalità è serio e tangibile.

E per quanto riguarda Napoli?

La partenza della ZES in Campania sarà una misura strategica per il Paese, il segno di un buon dinamismo verso il Mezzogiorno, poiché comporta un’importante semplificazione burocratica -tema molto sentito dal mondo imprenditoriale – e le aziende potranno utilizzare incentivi sui crediti d’imposta fino a 50 milioni. È un’opportunità che il mondo dell’impresa deve saper capitalizzare in nuovi investimenti propedeutici alla crescita della logistica e dell’intermodalità in una delle regioni cruciali per l’economia del mare.

Quindi, con l’istituzione della ZES la nostra regione potrà aumentare la sua competitività?

Crediamo che questo strumento sia particolarmente efficace ed utile e Alis sostiene da sempre che il ‘sistema Paese’ non possa prescindere dal rilancio delle infrastrutture e delle imprese nel Mezzogiorno, vitali per tutta l’economia italiana. Dobbiamo allinearci con le realtà di altre aree portuali del Mediterraneo e molte aziende nostre associate utilizzeranno questo strumento per investire sul territorio.