Il ritorno della Birra Napoli, un gusto lungo un secolo

Il marchio storico, nato nel 1919, torna in commercio grazia al brand Peroni.
Affinito, brand manager Peroni: «Un omaggio alla città, alle sue bellezze e ai suoi sapori»

Di Vincenzo Sbrizzi

Tutti i nomi dei singoli quartieri sull’etichetta della birra. È questo l’omaggio che la Peroni ha voluto fare a Napoli facendo rivivere la Birra Napoli. Il marchio storico nato nel 1919 torna in vendita con un nuovo aspetto ma con il sapore di sempre. È questo lo spirito che ha animato la sfida della rinascita di un brand che ha segnato la storia cittadina nel secolo scorso. «È un tributo alla città. La creatività che abbiamo scelto esalta Napoli e mette in mostra tutti i singoli quartieri». A parlare è Francesco Affinito, Innovation brand manager Peroni, che ha curato la rinascita del brand storico.

Figlia delle Birrerie Meridionali, attive fin dal 1904, la Birra Napoli è un marchio che si ritrova in tantissime immagini storiche, tanto da ispirare una mostra su manifesti e pezzi d’epoca a cura di Daniela Brignone, curatrice dell’Archivio storico e Museo Birra Peroni, nell’antisala dei Baroni del Maschio Angioino. «È stato un viaggio interessante alla scoperta delle peculiarità di questa città. Abbiamo raccolto foto e immagini che parlano di questo prodotto e ci siamo resi conto che è stato protagonista di una storia breve ma importante per Napoli» continua Affinito. E sono proprio le immagini del territorio a lanciare la comunicazione del brand, tutta tesa a esaltare le bellezze della città all’ombra del Vesuvio.

La scelta dell’etichetta, infatti, frutto di una ricerca di mercato, deriva dalla volontà di raccontare tutti i quartieri cittadini, non solo quelli più noti, nella convinzione che ognuno di essi abbia qualcosa di stupendo da raccontare. «Sono stati i cittadini a scegliere l’etichetta perché esalta il forte legame che il prodotto crea con il territorio. Di qui il claim scelto: ‘partenopea come te’ » sottolinea il brand manager.

La birra verrà distribuita a Napoli e in Campania nei bar, ristoranti e pizzerie.

Ma qual è il gusto della nuova Birra Napoli e quanto è vicina a quella del 1919?

A spiegarlo è Luigi Serino, il direttore dello stabilimento di Roma che produrrà la birra. «Dopo 39 anni di lavoro nel mondo della birra, prima di andare in pensione volevo realizzare un prodotto che venisse interamente dalla mia terra, visto che sono campano. Si tratta di una birra a base di malto ricavato dagli orzi di varietà sunshine dell’Irpinia, da Calitri e da Ariano Irpino, zone di medio-bassa collina. Il grano invece è quello di Gragnano del Senatore Cappelli».

L’obiettivo è quello di riprodurre un sapore d’altri tempi che però risponda anche alle esigenze del tempo.

«La birra è perfetta ad accompagnare i piatti tipici della cucina partenopea e come si direbbe dalle nostre parti, i fritti sono ‘la morte sua’».