Gratitudine, il primo regalo sotto l’albero

Di Diana Arcamone

Spesso il Natale non rappresenta un momento felice ma, al contrario, c’è il rischio che gli incontri, a volte non molto graditi con i parenti, il ricordo di chi non c’è più, il senso di solitudine che si fa più forte, o i bilanci sulla propria vita tipici di fine anno, trasformino questa festa in un tripudio di malinconia, rimpianti e insoddisfazione. Cosa possiamo fare per trasformare il Natale in un’occasione per sentirci più felici? Sicuramente allenarci a essere più positivi e vedere il bicchiere mezzo pieno. 

Ma siamo proprio sicuri che il nostro bicchiere sia mezzo pieno e non, piuttosto, troppo pieno? Siamo sommersi di oggetti, di vestiti, di cibo, ma non ci accorgiamo più della loro presenza, desiderando solo le cose che ci mancano. Non sappiamo più godere delle piccole cose ricorrendo quelle grandiose, e sentendoci spesso inadeguati o “non abbastanza”. Ci abituiamo a tutto quello che un tempo ci ha reso felici: al benessere, al partner, alla nuova casa, alla vacanza. Dopo un po’ tutto sa di scontato, persino la nostra salute. Prova ad immaginare se, per un qualunque motivo, tu non potessi bere neanche un sorso d’acqua per un’intera giornata. Cosa proveresti? Solo quando perdiamo qualcosa ne riscopriamo il vero valore! Per molti esseri umani l’acqua è un bene di lusso, ma a noi ci lascia del tutto indifferenti mentre la vediamo scorrere dai rubinetti. Cogliamo l’occasione di queste feste per ringraziare per la casa che ci accoglie ogni sera, per il letto dove riposiamo, della presenza dei nostri cari, del cibo che è sulle nostre tavole, per un tramonto o un cielo stellato. Possiamo cominciare con lo stilare una lista di tutte le cose belle che ci sono capitate quest’anno. Accorgersi di avere molto di più di quello che è necessario per essere felici, e che quello che si desidera vale molto meno di quello che si ha, è il regalo migliore che possiamo fare a noi stessi! Ringraziamo anche le esperienze che ci hanno fatto soffrire ma che ci hanno fatto crescere, capire e diventare quello che siamo, perché è da loro che abbiano ricevuto un insegnamento prezioso.  

Lo psicologo E. Emmons, in base alle sue ricerche, sostiene che la gratitudine smorza l’attaccamento alle cose, riduce il rimpianto attraverso il recupero di ricordi autobiografici positivi, elimina l’invidia che nasce dal continuo confrontarsi con gli altri, migliorando così le relazioni sociali. Insomma, se vuoi essere felice a Natale, metti sotto l’albero una buona dose di gratitudine, “perché un cuore contento, il ciel l’aiuta!”