Tradizione, la regola d’oro delle feste

Di Gabriella Giglio

Care lettrici, cari lettori,  

ci siamo: anche quest’anno è arrivato il Natale, con tutte le sue tradizioni. 

Sono settimane che i panettoni in vendita e le vetrine dei negozi ci richiamano, come le sirene di Ulisse. E anche noi rischiamo di perderci tra le mille suggestioni esotiche che ci vengono annualmente proposte.   

«Tu quest’anno come lo fai l’albero? Pensavo tutto rosa» oppure «Non vorrei preparare il solito Cenone, vorrei qualcosa di originale». 

Frasi del genere, che faranno rigirare nelle tombe schiere di artigiani presepai e di Monsù borbonici, cominciano a circolare dai primi di novembre, subito dopo la festa di Ognissanti. 

Ma la parola d’ordine è tradizione. Dagli addobbi agli auguri, arrivando ai piatti da preparare, seguiamo i dettami della tradizione.  

E la creatività, l’essere al passo con i tempi dove li mettiamo? mi chiederete voi. 

Ognuno saprà dare un tocco personale nella realizzazione di un addobbo nel rispetto degli usi natalizi. E la tecnologia ci aiuterà a raggiungere più velocemente e meglio i nostri cari per gli auguri. A proposito, gli auguri, anche graziosi, inviati in massa ai contatti in rubrica non sono molto graditi. Meglio una semplice frase personalizzata. Ci vorrà un po’ più di tempo, certo, ma lasceremo di noi un ricordo migliore. 

Per la casa, è bene che ci sia un tocco natalizio a renderla più accogliente. Il rosso è una certezza, come il verde. Dai paesi del nord, è arrivato il sempre elegante bianco. Con l’oro e l’argento non si sbaglia mai. Tutti gli altri colori non fanno Natale. 

Dobbiamo stupire con la nostra personalità e l’intensità del nostro calore umano, più che con la stravaganza dei decori. 

Stessa cosa dicasi per i menù delle festività. Non cediamo alla tentazione di proporre piatti nuovi, mandando prematuramente in pensione spaghetti a vongole e timballi di tagliatelle, protagonisti indiscussi dei sogni dei commensali. Insieme alle pietanze ci priveremmo dei proverbiali commenti e aneddoti, che puntualmente un parente ripropone, ricordando fatti e affetti. 

Talvolta, partecipare alle riunioni non ci entusiasma. È buona regola mostrarsi pazienti e porsi con garbo. In fondo molto spesso queste occasioni si rivelano gradevoli. 

Inoltre attenzione: ogni Paese o popolo ha le sue abitudini, consideriamo il caso avessimo ospiti stranieri.   

Comunque, il Natale è la nascita di Gesù Bambino, non dimentichiamolo. Il Figlio di Dio che nasce “al freddo e al gelo” per portarci la Pace. Accogliamolo, preparando innanzitutto il nostro intimo. 

E allora Auguri di un Santo e appetitoso Natale a tutti!