ntS’ inaugura Circle e apre le porte agli stranieri

Di Vincenzo Sbrizzi 

Il nuovo cartellone del Nuovo Teatro Sanità, diretto da Mario Gelardi, è dedicato al teatro europeo. «Una scelta politica, prima che artistica, contro la paura del diverso».

Una stagione dedicata ad aprire le porte del proprio teatro. In un momento in cui si abbattono ponti e si costruiscono muri, il Nuovo Teatro Sanità ha deciso di dedicare il cartellone 2018/2019 al teatro europeo e alle contaminazioni. Una scelta politica prima che artistica che vede il teatro diretto da Mario Gelardi prendere posizione contro il momento attuale della scena politica nazionale ed internazionale. «Crediamo nella circolarità della cultura, senza muri e senza barriere, ma soprattutto nella libera circolazione delle idee, necessaria per riflettere sulle trasformazioni che sta subendo l’Europa».

A parlare è il direttore Gelardi nel giorno della presentazione della sesta stagione del Teatro che negli anni è diventato l’avamposto culturale nel cuore della Sanità.

«Senza dubbio, rispetto alle precedenti stagioni, quest’ultima ha una più spiccata connotazione politica, almeno per quanto riguarda le nostre produzioni. Abbiamo deciso di schierarci contro le intolleranze perché ci sembra coerente col percorso che da anni abbiamo intrapreso nel quartiere, ma soprattutto per fare in modo che i nostri giovani possano realmente confrontarsi con le sfide del futuro in maniera adeguata».

Circle, difatti, rappresenta un vero e proprio manifesto contro la paura del diverso e dello straniero. «Si tratta di una sfida trasversale perché le nuove generazioni si troveranno a vivere in un mondo completamente diverso. Siamo convinti che il teatro sia in grado di trovare i codici per un confronto necessario con un’Europa non ancora omogenea».

Il primo passo che il teatro napoletano ha voluto intraprendere contro questo clima di odio e diffidenza è stato quello di aprirsi quanto più possibile agli autori stranieri. Partendo dalle esperienze degli ultimi anni  che hanno portato ntS’ in giro per l’Europa, la direzione artistica ha deciso di intraprendere una serie di scambi culturali e autoriali con le compagnie conosciute all’estero in questi anni.

Un modo di aprire le porte allo “straniero” e aprire la mente dello spettatore. «L’idea è nata dopo il fortunato progetto Cities on the Edge, creato dal Goethe Institut di Napoli e Marsiglia insieme al Deutsch-französisches Jugendwerk, grazie al quale la compagnia giovane ntS’ è già approdata in Germania e sarà a Marsiglia all’inizio del prossimo anno. Abbiamo deciso di intensificare il rapporto con i drammaturghi europei con cui siamo entrati in contatto. Da qui parte l’idea di una stagione che realizzi un piccolo osservatorio su ciò che si produce in Europa e che il rione Sanità diventi per qualche mese un polo teatrale europeo, favorendo la conoscenza dell’altro e lo scambio interculturale».

La stagione sarà inoltre caratterizzata dal riconoscimento da parte del MIBAC del lavoro svolto dal collettivo artistico ntS’, soprattutto per quanto riguarda la formazione. L’ntS’ aspira così a diventare una vera e propria “Casa della drammaturgia”, un luogo in cui gli autori teatrali possano incontrarsi, discutere e i giovani drammaturghi possano trovare consigli, spunti, formazione e confronto con autori di comprovata esperienza, ma soprattutto sperimentarsi in scena.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il padrone di casa, padre Antonio Loffredo. «Il Nuovo teatro Sanità è incentrato su tre capisaldi: comunità, cultura e casa. “Comunità”: perché crediamo che il quartiere debba crescere facendo stare insieme i propri abitanti. Se si sta insieme e non ci si combatte gli uni con gli altri si può fare molto di più. “Casa”: perché siamo convinti che i giovani abbiano bisogno di un posto dove possano sentirsi a casa. Senza le case i sogni non prendono forma, per questo abbiamo deciso di recuperare un luogo abbandonato e dargli nuova vita. Infine “Cultura”: perché è la vera arma che abbiamo contro le armi vere. Le storie dei ragazzi della Sanità lo dimostrano. Il nostro obiettivo è che i nostri giovani vadano avanti da soli, grazie agli strumenti che gli diamo ma senza renderli schiavi di un sistema assistenzialistico» conclude il parroco. Obiettivi chiari per la stagione del faro culturale del quartiere che anche quest’anno farà la sua parte per il riscatto di un luogo storico della città.

©Vincenzo Antonacci