Il galateo della postura

Di Gabriella Giglio 

«Schiena dritta, pancia in dentro, petto in fuori e testa alta». Quante volte ce lo siamo sentiti ripetere da madre e nonne zelanti? Non avevano torto. 

La postura è un linguaggio non verbale molto eloquente. 

Con il nostro modo di presentarci e di tenerci davanti agli altri comunichiamo molto di noi stessi e del nostro modo di procedere. 

Iniziamo dalla camminata.  Deve essere composta. Il passo deve avere un’apertura di due piedi. Le braccia lungo i fianchi, le spalle indietro, lo sguardo dritto, non rivolto verso il basso (a meno che non siate su un terreno impervio). Soprattutto le signore in abito lungo che scendono una scala, a teatro per esempio, manterranno lo sguardo rivolto in avanti. Si affideranno al braccio sicuro del loro cavaliere. 

Le mani non vanno in tasca. Quando state parlando con qualcuno non frugate nelle tasche con insistenza, rimestando le monete. Il rumore distrae dalla conversazione. E il richiamo al denaro può risultare infelice. 

Entrare in una stanza, dove si trovano altre persone, intenti al proprio cellulare è sintomo di insicurezza, oltre che di maleducazione. Avete notato che spesso queste due caratteristiche vanno a braccetto? 

Quando siamo in piedi e stiamo conversando con una persona, evitiamo di starle troppo addosso. Nello stesso modo, non troppo lontani. La distanza ideale è di un metro. Sempre che la situazione lo permetta. In caso di affollamento della stanza o del mezzo di trasporto, sarà il vostro buon senso a farvi orientare.  

Fate attenzione a non toccare ripetutamente il vostro interlocutore per attirare la sua attenzione. Sarà la brillantezza della vostra conversazione a non farlo distrarre. 

Quando ci sediamo facciamolo con grazia, dopo essere stati invitati a farlo se siamo ospiti, non accasciamoci. 

Manteniamo le gambe parallele. Le signore possono accavallarle inclinandole. A meno di non trovarci in una situazione di seduzione forte, evitiamo le scene alla Basic Instinct! 

Anche gli uomini  terranno le gambe allineate. Mai appoggiare la caviglia sul ginocchio della gamba opposta. 

A tavola, schiena dritta, gambe non distese sotto il tavolo, gomiti attaccati al busto. 

Infine, anche lo sguardo fa parte della postura. Negli ultimi anni la tecnologia ci ha permesso e abituato a comunicare con gli altri attraverso uno schermo. Rischiamo di non riuscire a sostenere lo sguardo dell’altro o di non saper guardarlo negli occhi. 

Un contegno calmo e disinvolto, una postura composta e naturale sono sempre segno di buona educazione. 

Se non sappiamo contenere noi stessi, come possiamo pensare un giorno di guidare delle altre persone?