Il Castello di Benevento

Di Ludovica Criscitiello 

Fu il duca Arechi II a edificare nell’ 871 d.c il Castello di Benevento, noto anche come la Rocca dei Rettori e per farlo scelse un sito, chiamato Piano di Corte, e già usato prima dai Sanniti per erigere una fortezza difensiva, poi dai Romani che costruirono in quest’area un serbatoio idrico e infine dai Longobardi per scopi militari.  

Dopo la costruzione di un monastero benedettino abitato dalle monache, il duca decise di affiancargli un palazzo fortificato, chiamato poi Castrum Vetus. Nel corso dei secoli la struttura, oltre a dominare dal punto più alto della città, ha subito numerosi interventi che riflettono dunque le varie epoche durante le quali furono numerosi i papi che vi soggiornarono. L’ultimo di questi fu papa Gregorio X nel 1272, prima che il palazzo venisse distrutto. Fu un altro pontefice, papa Giovanni XII da Avignone poi a incaricare nel 1321 il rettore di Benevento di ricostruire l’edificio trasformandolo in un palazzo per i Rettori. La rocca vera e propria fu compiuta nel 1338 con papa Benedetto XII con la costruzione di un castrum e di un palatium,circondati da mura e fossati. Costruzione che finì con l’inglobare anche una parte di città che venne ricostruita successivamente. Il castello ha raggiunto la sua forma attuale nel ‘400, con un’altezza di 28 metri, una pianta poligonale e un terrazzo con due torrette. Da una parte c’è il Torrione angolare, unica rimanenza longobarda, mentre dall’altra il Palazzo dei Rettori costituito da tre piani. Varcando l’ingresso principale e superando la statua dell’imperatore Traiano, si visitano prima le segrete al piano terra, mentre salendo al primo piano e al secondo piano ci si imbatte in saloni con soffitti in legno e decorazioni di origine settecentesca. La parte più interessante è sicuramente la sezione storica del Museo del Sannio che contiene tutti i documenti che raccontano la storia, l’arte e le tradizioni popolari di Benevento fin dall’origine.

 

©Antonio De Capua