Torrone, il dolce che risveglia i morti

Di  Gianluca Balestrieri  

Ormai ci siamo, il periodo è perfetto, fra autunno e l’inverno. È tempo di gustare il dolce della tradizione napoletana per antonomasia: il torrone. Diverse le teorie circa la sua origine. Si ritiene che derivi da una preparazione di miele, albume e mandorle presente nell’antica Roma; un’ipotesi successiva collegherebbe la ricetta agli arabi che l’avrebbero diffusa nel Mediterraneo quale cibo corroborante. Una leggenda cremonese, infine, identificherebbe il primo torrone tradizionale nel dolce di mandorle e miele a forma di torre preparato dai cuochi di corte per le nozze tra Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza. Di certo questa delizia inizialmente preparata dagli speziali è oggi diventata opera di fornai e pasticceri. Oggi le diverse varianti regionali della ricetta possono essere a base di pasta più o meno morbida, arricchita con frutta secca, fichi, erbe, spezie, scorze di agrumi o cioccolato. Questa prelibatezza, a Napoli, é associata alla festività del 2 Novembre, il giorno in cui si ricordano i cari estinti. Secondo la tradizione, infatti, il torrone era un omaggio che i vivi preparavano ai defunti per il loro viaggio e un dono che i defunti stessi, a loro volta, offrivano dal cielo. E spesso questi dolci, nel nome o nella forma, ricordano i cari estinti. Alcuni prendono la veste di biscotti, come le fave dei morti e le ossa di morto. Altri invece sono a base di pane come le mani e il pane dei morti.  La tradizione impone, invece, che a Napoli a tenere banco sia il cosiddetto torrone dei morti, diverso da quello classico, sia per la composizione sia nella forma che ricorda la cassa del defunto. L’ingrediente base è il cioccolato, fondente per la coperta e al latte o bianco per l’interno. Si aggiungono le nocciole e una crema per addensare. Questo torrone, proprio perché morbido e cremoso è conosciuto anche come muollo per sottolinearne la consistenza; per chi ama il cioccolato è una vera ghiottoneria, oltre che un bel modo per “addolcire” una giornata alquanto triste.

 

Top Five :

 

1 La cioccolateria Silva:
Il suo punto forte è la grande varietà di torrone, circa 20 gusti, uno più buon dell’altro. Tutti realizzati in maniera artigianale.
Gusto preferito: Gianduia, un grande classico da non sottovalutare. sembra di mangiare proprio un classico gianduiotto.

2 Pasticceria Poppella:

Famosa per la sua maestria nel rompere gli schemi tradizionali e per fare della diversità un’arte.
Gusto preferito: Pan di spagna, noci e albicocche. Sapori ben distinguibili gli uni dagli altri con una consistenza unica.

3 Pasticceria Bellavia:

Non ha bisogno di tante presentazioni. Ormai laboratorio leader campano da anni, presenta una vasta scelta di torrone.
Gusto preferito: Nutella. Morbido fuori e ripieno di vera nutella. 

4 Dolce Idea di Gennaro Bottone:

Nascono come veri artigiani di cioccolato da ben 30 anni, ma investono tanto anche nella loro passione per il torrone.

Gusto preferito: Bianco con Mandorle. Delicato cuore di cioccolato bianco con nota croccante e dolce della mandorla.

5 Carraturo:

Una delle colonne portanti della pasticceria napoletana. Famoso soprattutto per le sue mitiche sfogliatelle. Vantano di un ottima scelta di torrone.
Gusto preferito: torrone al pepe. Un contrasto di sapori unici, partendo dal cioccolato, passando per la vaniglia e infine il pepe nero.