Enzo Miccio, il principe dei matrimoni

Aurelio: Enzo Miccio, campano DOCwedding planner, stilista ed esperto di bon ton. Raccontaci come è iniziata la tua ascesa in questi campi e il tuo affermarti nella città della moda, Milano. 

Mi sono trasferito a Milano trent’anni fa (non me lo ricordare!) per inseguire il mio sogno, quello di affermarmi nel mondo della moda. Ho frequentato l’Istituto europeo di design e ho fatto tanta gavetta come stylist, andando in giro a raccogliere abiti e scarpe per realizzare, insieme a giovani fotografi, dei servizi fotografici. Mi sono proposto in agenzie di pubblicità e alla fine ho trovato impiego in un ufficio stampa dove ho imparato a trattare con i clienti e soprattutto la dedizione al lavoro, quella che non ti fa mai guardare le lancette dell’orologio perché nel mondo della moda bisogna sacrificarsi molto ma, allo stesso tempo, esse sempre perfetti, insegnamento che mi porto ancora dietro.  

Dopo poco mi sono ritrovato a organizzare, per puro caso, un matrimonio. Avevo già pianificato eventi non retribuiti come la festa della mia migliore amica e vari matrimoni di famiglia. In quel caso la madre della sposa mi aveva chiesto un aiuto perché la figlia non risiedeva in Italia, come potevo dire di no! Da quel momento, è partita la “macchina” con l’apertura della mia prima agenzia a Milano, diciotto anni fa. 

Aurelio: Quanto ti è costato allontanarti dalla tua città e dai tuoi affetti? 

Mi sono trasferito a Milano a diciotto anni ma non sento di essermi allontanato veramente da Napoli. È la mia città, ci torno spessissimo, non solo perché ho un ufficio anche qui, ma anche perché qui ho la mia famiglia e le mie amicizie. 

Fabrizio: Aurelio ha avuto il piacere di lavorare per te in alcuni importanti eventi e mi raccontava che fai tutto di persona. Segui tutto dalla A alla Z. Ogni tanto, però, consenti ai tuoi collaboratori di contrapporsi alle tue richieste o preferisci prenderti tutte le responsabilità?  

Ho conosciuto Aurelio e la Band durante le loro esibizioni nelle notti capresi e ne ho apprezzato la bravura e la professionalità dimostrate, tra l’altro, anche nei miei eventi. Il fatto che abbia notato il mio modo di seguire tutti gli aspetti del mio lavoro mi lusinga anche se a volte può sembrare un atteggiamento da despota, ma in questo campo ci deve essere una sola persona a dare direttive altrimenti ci sarebbe anarchia totale. Avere un atteggiamento forte nel proprio lavoro garantisce il successo dell’evento. Per me non c’è margine di errore, il matrimonio è un evento unico e io errori non ne permetto. 

Aurelio: La passione per l’alta moda si esprime negli abiti da sposa. Lo devi all’attività da wedding planner o hai sempre immaginato una collezione Sposa? 

La moda è stata la mia prima passione ma dopo tanta attività da wedding mi sono detto: «Beh, ora è arrivato il momento di vestire le spose a modo mio», così cinque anni fa ho lanciato la mia prima collezione Sposa con grande successo. Ora ho iniziato un processo di brandizzazione del marchio Enzo Miccio così da separare il nome dalla sola organizzazione di eventi e creare un vero e proprio brand che garantisca al cliente un servizio completo, che parta dall’abito della sposa, dello sposo e continui con scarpe, accessori, bomboniere, confetti etc. Insomma, ora i miei eventi portano completamente la firma Enzo Miccio.  

Fabrizio: Enzo, quando torna a casa, al sud, cosa fai? 

Quando rientro a Napoli ho i miei amici di sempre. Ho i miei luoghi, i ristoranti vicino al mare – il mare ci deve essere sempre-  e ovviamente, la mia famiglia. Sosta obbligata sono i miei punti gastronomici preferiti dove vado a mangiare le polpette piuttosto che la pasta e ceci oppure le scarole saltate, che è il mio piatto preferito. Alla fine, però, finisco sempre col lavorare anche quando sono a Napoli, avendo uno studio anche qui, quindi la maggior parte del tempo viene impiegato incontrando clienti.  

Ringraziamo Enzo che ci ha tenuto compagnia nel salotto di Fierro. Speriamo di vederci presto.