Il Circolo Savoia, 125 anni di storia, valori e sport

Sulla banchina di Santa Lucia, il Reale Yacht Club Canottieri Savoia nasce nel luglio 1893. Quest’anno festeggia un compleanno importante come luogo di aggregazione ma anche di eccellenze sportive nel campo della vela, canottaggio e pesca sportiva.  

Di Francesca Saccenti

È una “vecchia signora” che porta gli anni con eleganza e bellezza, piena di lustro e gioielli che colleziona ormai da 125 anni. Non c’è metafora migliore per descrivere il Reale Yacht Club Canottieri Savoia, la cui travagliata storia ha inizio il 15 luglio del 1893, quando 11 soci del Circolo Canottieri Italia,di comune accordo, si staccano dal sodalizio rosso-blu per dare vita ad una alternativa agonistica con i nuovi colori bianco-celeste, il Circolo Canottieri Sebezia. 

Un anno dopo, nel corso di una burrasca estiva, il Nautilus di proprietà si capovolge provocando la morte di tre dei quattro occupanti. A causa dell’evento luttuoso, per salvare il club Umberto I e l’erede al trono Vittorio Emanuele, principe di Napoli, prendono in mano le sue sorti. Così il circolo cambia nome diventando Savoia e per ricordare gli amici scomparsi, i soci sostituiscono il colore celeste della maglia con il  nero.  

Una realtà che, tra alti e bassi, dura da più di un secolo e che ha inizio sulle banchine di Santa Lucia per fare il giro del mondo. Lì dove il mare fissa i contorni del Castel Dell’Ovo nell’antico Borgo Marinari di Napoli, dove a fare da sfondo ci sono colorate imbarcazioni e reti di pescatori ingarbugliate nel tempo, si formano generazioni di campioni. Corsi di vela e canottaggio per i più piccoli e i più grandi, coastal rowing e campionati sociali di pesca sportiva per accontentare un pubblico variegato, che ha qualcosa in comune: l’amore per il mare. 

«Noi coltiviamo con passione e determinazione talenti – racconta il presidente del Reale Yacht Club Canottieri Savoia, Carlo Campobasso -. Nel 2016 alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, il nostro atleta Matteo Castaldo ha conquistato il bronzo nel canottaggio, mentre quest’anno in Olanda per il Campionato Europeo Optimistdi vela, Pietro Paolo Orofino ha raggiunto la medaglia d’argento. Siamo fieri della nostra storia e dei nostri successi. Ci aspettiamo grandi cose dal futuro». 

Tanti gli eventi sportivi organizzati: quest’anno è giunta alla 15° edizione la Regata Vele d’Epoca Napoli Classic 2018. Nello splendido scenario del golfo partenopeo, sedici imbarcazioni antiche di legno sono diventate protagoniste assolute del “mare che bagna Napoli”. Tutte con anno di varo anteriore al 1976, eccetto per una che racchiude in sé la storia dello sport. Si tratta di Italia, la barca a vela dell’armatoreSisimbro, regina delle Olimpiadi di Berlino, a Kiev nel 1936.  

Più longevo il Trofeo Campobasso che quest’anno ha festeggiato a gennaio, sullo sfondo del Vesuvio innevato, i 25 anni. La regata velica internazionale, dedicata a Marcello Campobasso, storico presidente del circolo e padre dell’attuale Carlo, è stata voluta dalla Federazione Italiana Vela che affida sin dalla prima edizione l’organizzazione al Circolo Savoia. Quest’anno ha visto la partecipazione di Marco Gradoni, campione del mondo 2017 nella classe Optimist, che ha guidato una flotta di oltre 250 imbarcazioni, con giovani atleti dai 10 ai 14 anni provenienti da 15 paesi di tutto il mondo e da numerose regioni italiane. 

«È la mia prima casa, lo era quando avevo diciotto anni e lo è anche adesso dopo cinquanta. Qui si respirano pace e relax, e soprattutto c’è aria di sport. È come una grande famiglia allargata – racconta Gianni Saffiotti, socio fondatore del Reale Yacht Club Canottieri Savoia - dove si imparano i valori della fiducia e dell’amicizia». 

E se è vero che i tempi cambiano, ci sono dei valori che restano intramontabili, delle regole che devono essere rispettate. La prima? bisogna essere dei gentiluomini, perché all’interno del club napoletano regna sovrana prima di tutto l’educazione ed undresscode all’altezza. 

«Il circolo è un ‘regatificio’ – spiega Campobasso - rappresenta un punto di aggregazione di ieri, di oggi e di domani. È una ‘vecchia signora’, bisogna portarle rispetto per i 125 anni che ha alle spalle. Quest’anno abbiamo festeggiato il compleanno con un grande gala per ricordare la sua storia secolare. Sono quarantacinque anni che faccio sempre la stessa strada, scendo ogni giorno ottanta scalini per raggiungere la storica banchina di Santa Lucia. Quei passi per me hanno un significato importante: abbandonare le preoccupazioni per rifugiarsi nella bellezza».